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Vertigini e disturbi dell’equilibrio: come distinguere la vertigine posizionale e la Malattia di Menière

Le vertigini sono una delle cause più comuni di visita in otorinolaringoiatria e possono condizionare in modo importante la qualità della vita. Non tutte le vertigini hanno però la stessa origine: tra le più frequenti troviamo la Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB), conosciuta anche come vertigine posizionale, e la Malattia di Menière 

Vertigine posizionale (VPPB) e Malattia di Menière: differenze principali 


Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB, o vertigine posizionale) 

È la causa più frequente di vertigine. Si manifesta con episodi brevi ma intensi, scatenati da movimenti della testa come girarsi nel letto, piegarsi o guardare verso l’alto. L’origine del disturbo è lo spostamento di piccoli cristalli, chiamati otoliti, all’interno dei canali semicircolari dell’orecchio interno, che alterano i segnali inviati al cervello sull’equilibrio. 

Malattia di Menière 

Questa condizione provoca attacchi vertiginosi più lunghi, che possono durare da 20 minuti a diverse ore. A differenza della vertigine posizionale, è spesso accompagnata da calo dell’udito fluttuante, acufeni (ronzii nelle orecchie) e sensazione di pienezza auricolare. È dovuta a un accumulo eccessivo di liquido (endolinfa) all’interno dell’orecchio interno. 

Come si arriva alla diagnosi 

Per distinguere le due patologie, lo specialista valuta: 

  • Raccolta dettagliata dei sintomi: durata e modalità di comparsa delle vertigini. 
  • Esame vestibolare con manovre specifiche: come la manovra di Dix-Hallpike, utile per diagnosticare la VPPB. 
  • Test audiometrici: fondamentali nella Malattia di Menière, per documentare la perdita uditiva. 
  • Esami di approfondimento: videonistagmografia, potenziali evocati e risonanza magnetica nei casi complessi. 

Trattamenti disponibili 


Terapia della vertigine posizionale (VPPB) 

La VPPB è una forma di vertigine che risponde molto bene alle manovre liberatorie, come la manovra di Epley, che riposizionano gli otoliti. Spesso bastano una o due sedute per risolvere il problema. In casi rari si ricorre a farmaci sintomatici per controllare nausea e instabilità. 


Terapia della Malattia di Menière 

Il trattamento è più articolato e prevede diverse strategie: 

  • Correzione dello stile di vita: riduzione di sale, caffeina e alcol. 
  • Farmaci specifici: diuretici, betahistina, farmaci vestiboloplegici nelle crisi acute. 
  • Iniezioni intratimpaniche: corticosteroidi o gentamicina nei casi resistenti. 
  • Chirurgia: interventi come decompressione del sacco endolinfatico o neurectomia vestibolare sono riservati ai casi gravi e invalidanti. 

Conclusioni 

Le vertigini possono avere origini molto diverse e solo una valutazione specialistica accurata consente di distinguere tra vertigine posizionale e Malattia di Menière, impostando così un trattamento personalizzato ed efficace. Un controllo tempestivo aiuta non solo a ridurre i sintomi ma anche a migliorare in modo significativo la qualità della vita.


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