Visita ORL per subacquei: immergersi in sicurezza

Autore: Dott. Luca de Campora
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Le immersioni, effettuate sia in apnea che con autorespiratore, sono tra le migliori attività per scoprire l’affascinante mondo subacqueo, ma immergersi comporta anche una serie di cambiamenti pressori, da affrontare con le dovute precauzioni perché il corpo si adatti alle nuove condizioni ambientali. Ce ne parla il Dott. Luca de Campora, esperto in Otorinolaringoiatria a Roma

In quali patologie si può incorrere e quali sono le cause?

Chi effettua questo tipo di sport acquatico è più esposto a problematiche causate principalmente da un mancato adeguamento dell’organismo ad una variazione pressoria. In una parola: non riusciamo a compensare.

Uomo che fa subLe cavità naturali da compensare non riguardano solo l’orecchio medio, ma anche i seni paranasali. La difficoltà di apertura della tuba di Eustachio predispone l’orecchio medio al barotrauma, così come la difficoltosa comunicazione aerea (compensazione) tra seni paranasali e fosse nasali può causare un barotrauma sinusale. I seni paransali comunicano con le fosse nasali attraverso piccole aperture dette “osti” che, nel caso in cui si ostruiscano (per congestione nasale, sinusite ecc.), si bloccano e intrappolano l’aria nei seni causando delle algie a diversa localizzazione.

Il barotrauma sinusale in genere dipende da congestione della mucosa naso-sinusale, durante l’immersione ci si accorge di provare dolore in corrispondenza dei denti (seno mascellare) dell’occhio (seni etmoidali) della nuca (seno sfenoidale) o della fronte (seno frontale). Qualora si decidesse di proseguire l’immersione, ignorando tali sintomi, ci si espone al rischio di barotrauma con emissione di sangue e muco dalle fosse nasali. Il barotrauma dell’orecchio medio rappresenta una condizione decisamente più complessa: si può manifestare anche in assenza di condizioni predisponenti o francamente patologiche, riconosce cause diverse ed in genere specifiche anche solo per le modalità di immersione. Differente è infatti il rischio di barotrauma dell’orecchio tra apnea ed autorespiratore.

L’apneista, in genere, ha solitamente una maggior padronanza della compensazione stessa, ha una riserva d’aria costante e quindi limitata alla sua capacità polmonare, che risente della pressione ambientale, mentre il subacqueo con autorespiratore ha a disposizione una riserva d’aria decisamente più cospicua.

Gli amanti delle immersioni possono poi incorrere in un’intensa e spiacevole sensazione di vertigine, provocata dalla variazione di temperatura avvertita nelle orecchie al momento dell’immersione. Tale condizione si verifica maggiormente nel caso in cui il condotto uditivo esterno presenti una forma anomala, come condotto stretto, osteomi ed esostosi, poiché l’aria viene bloccata impedendo l’isolamento tra l’orecchio e la temperatura dell’acqua: quando l’aria fuoriesce viene sostituita da acqua fredda causando un calo di temperatura e una conseguente sensazione di vertigine.

uomo che fa subPer un’immersione più sicura

Prima di procedere all’immersione è importante assicurarsi che non vi siano condizioni predisponenti i barotraumi e mantenere in piena salute il proprio naso effettuando lavaggi nasali come abitudine.

Per questo motivo è importante rivolgersi ad uno specialista che abbia una buona familiarità con le problematiche connesse alla pratica della subacquea.

A chi ci si può rivolgere per effettuare una visita?

Per questo motivo è stata fondata la Società italiana di Otologia Subacquea, chiamata “Gruppo Otosub”, che diffonde ai medici ORL informazioni specialistiche per la gestione quotidiana di patologie legate alla pratica subacquea.

uomo che fa subNel corso degli anni, abbiamo acquisito specifica competenza in ambito di medicina subacquea relativamente a problematiche otorinolaringoiatriche connesse con l’attività subacquea, sia in apnea che con autorespiratore. 

Tra le varie attività siamo consulenti del DAN (Dive Alert Network) con cui collaboriamo ogni anno presso l’EUDI show e che affianchiamo durante sperimentazioni e ricerche cliniche sul campo.

L’esperienza si basa su anni di aggiornamento professionale in materia specifica associata ad una pratica subacquea costante, affiancando sportivi sia apneisti che con autorespiratori a circuito aperto o chiuso (Rebreather).

È importante quindi che il subacqueo con problematiche connesse con l’immersione, si rechi presso uno specialista Otorino, con competenze specifiche in ambito subacqueo.

Dott. Luca de Campora
Otorinolaringoiatria

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