Assistenza al parto

Che cos’è l’assistenza al parto?

Per "assistenza al parto" s'intende l'insieme di azioni che vengono compiute al termine di una gravidanza, dal momento in cui si rompono le acque sino alla nascita del bambino e ai suoi primi momenti della sua vita. Si inizia con le visite per controllare la dilatazione dell'utero, fino ad arrivare all'assistenza durante il travaglio. Il ginecologo si assicura che le contrazioni siano normali, fino al momento del parto

A cosa serve?

Le procedure messe in atto durante l’assistenza al parto sono estremamente importanti per valutare lo stato di salute del feto e della mamma nel momento del concepimento. Grazie agli esami eseguiti è possibile valutare il momento in cui portare la donna in sala parto e garantire un parto in totale sicurezza per entrambi i pazienti.

In cosa consiste?

Oltre al supporto fornito dal proprio partner, questo tipo di assistenza prevede una serie di accertamenti medici che vengono eseguiti da uno specialista e un’ostetrica fin dall’arrivo in ospedale. La prima fase prevede una visita da parte di un’ostetrica, che chiederà alla paziente se è già avvenuta la rottura delle acque, se ci sono contrazioni e, in caso, con quale frequenza e se è già stato liberato l’intestino (in caso contrario è necessario eseguire un clistere). Inoltre, l’ostetrica valuterà la dilatazione dell’utero, palperà l’addome per stabilire la posizione del feto ed eseguirà:

  • L’auscultazione del battito cardiaco
  • La misurazione della pressione sanguigna, della temperatura corporea e del battito cardiaco
  • L’esame delle urine della futura mamma per individuare l’eventuale presenza di proteine e zuccheri

La durata del travaglio, che varia da donna a donna, è di circa 13 ore nel caso del primo figlio, mentre per il secondo generalmente non supera le 7 ore. Meno intense sono le contrazioni, più lungo sarà il tempo di travaglio. Affinché il bambino possa nascere è necessario che il collo dell’utero sia totalmente dilatato (10 cm di diametro) e, dopo il parto, la madre dovrà restare in sala parto insieme all’ostetrica per essere assistita nell’espulsione della placenta (secondamento).

29-11-2023
Top Doctors

Assistenza al parto

Dott.ssa Emanuela Rabaiotti - Ginecologia e Ostetricia

Creato il: 23-11-2015

Editato il: 29-11-2023

Editor: Antonietta Rizzotti

Che cos’è l’assistenza al parto?

Per "assistenza al parto" s'intende l'insieme di azioni che vengono compiute al termine di una gravidanza, dal momento in cui si rompono le acque sino alla nascita del bambino e ai suoi primi momenti della sua vita. Si inizia con le visite per controllare la dilatazione dell'utero, fino ad arrivare all'assistenza durante il travaglio. Il ginecologo si assicura che le contrazioni siano normali, fino al momento del parto

A cosa serve?

Le procedure messe in atto durante l’assistenza al parto sono estremamente importanti per valutare lo stato di salute del feto e della mamma nel momento del concepimento. Grazie agli esami eseguiti è possibile valutare il momento in cui portare la donna in sala parto e garantire un parto in totale sicurezza per entrambi i pazienti.

In cosa consiste?

Oltre al supporto fornito dal proprio partner, questo tipo di assistenza prevede una serie di accertamenti medici che vengono eseguiti da uno specialista e un’ostetrica fin dall’arrivo in ospedale. La prima fase prevede una visita da parte di un’ostetrica, che chiederà alla paziente se è già avvenuta la rottura delle acque, se ci sono contrazioni e, in caso, con quale frequenza e se è già stato liberato l’intestino (in caso contrario è necessario eseguire un clistere). Inoltre, l’ostetrica valuterà la dilatazione dell’utero, palperà l’addome per stabilire la posizione del feto ed eseguirà:

  • L’auscultazione del battito cardiaco
  • La misurazione della pressione sanguigna, della temperatura corporea e del battito cardiaco
  • L’esame delle urine della futura mamma per individuare l’eventuale presenza di proteine e zuccheri

La durata del travaglio, che varia da donna a donna, è di circa 13 ore nel caso del primo figlio, mentre per il secondo generalmente non supera le 7 ore. Meno intense sono le contrazioni, più lungo sarà il tempo di travaglio. Affinché il bambino possa nascere è necessario che il collo dell’utero sia totalmente dilatato (10 cm di diametro) e, dopo il parto, la madre dovrà restare in sala parto insieme all’ostetrica per essere assistita nell’espulsione della placenta (secondamento).

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