Biomarcatori

Che cosa sono i biomarcatori?

I biomarcatori sono sostanze che indicano uno stato biologico. Vengono utilizzati per rilevare la presenza di malattie o del loro sviluppo. I progressi di una patologia possono essere misurati in modo obiettivo e valutati come indicatore di un processo biologico comune, di uno stato patogeno o di una risposta alle cure mediche. La misurazione a livello molecolare, biochimico o cellulare riesce a riflettere questi biomarcatori. In questo modo è possibile evidenziare l'esposizione dell'organismo a sostanze nocive e la gravità della risposta dell'organismo all'inquinante.

In cosa consistono?

In campo medico, i biomarcatori possono essere sostanze introdotte nel corpo come mezzo per misurare la funzione svolta da un organo specifico o altri aspetti della salute del paziente. Ad esempio, l'esistenza di un anticorpo specifico può indicare la presenza di un'infezione. In particolare, un biomarcatore riflette un cambiamento nella manifestazione o nello stato di una proteina che è direttamente correlato alla possibile progressione di una malattia o alla resistenza della stessa a un trattamento specifico.

Esistono altri tipi di biomarcatori che possono essere utilizzati in medicina come misure dell'attività elettrica del cervello (attraverso l'elettroencefalografia o la magnetoencefalografia). Possono anche essere utilizzate misurazioni volumetriche di alcune regioni del cervello (attraverso la risonanza magnetica) o il test della saliva dei metaboliti naturali, come il nitrito di salite che è un marcatore che sostituisce l'ossido nitrico. Un biomarcatore che viene comunemente usato in medicina è l'antigene prostatico specifico, la cui misurazione consente una valutazione dell'iperplasia prostatica e della gravità del cancro.

Significato di risultati anomali

I risultati anomali dei biomarcatori possono indicare varie condizioni o situazioni che influenzano la produzione o la presenza di tali biomarcatori nel corpo. Ecco alcune possibili cause dei risultati anomali dei biomarcatori:

  1. Errore di laboratorio: potrebbero verificarsi errori durante il processo di analisi o durante la manipolazione del campione che possono portare a risultati non accurati.
  2. Variazioni fisiologiche: alcune condizioni fisiologiche, come l'esercizio fisico, lo stress o le variazioni nella dieta, possono influenzare temporaneamente i livelli dei biomarcatori.
  3. Malattie o disturbi concomitanti: altre condizioni mediche possono influenzare i livelli dei biomarcatori. Ad esempio, l'infiammazione o le infezioni possono aumentare i livelli di alcuni biomarcatori.
  4. Variabilità individuale: la risposta ai biomarcatori può variare da persona a persona a causa di differenze genetiche, età, sesso e altri fattori individuali.
  5. Interferenze da farmaci: l'assunzione di determinati farmaci può influenzare i risultati dei biomarcatori, rendendo necessaria un'analisi attenta per interpretare correttamente i dati.
  6. Progressione della malattia: in alcuni casi, i livelli di biomarcatori possono essere influenzati dalla progressione della malattia stessa. Ad esempio, in una fase avanzata di un tumore i livelli di alcuni biomarcatori possono aumentare significativamente.

È importante considerare tutti questi fattori quando si valutano risultati anomali dei biomarcatori. Un medico o un esperto del settore dovrebbe essere coinvolto nell'interpretazione dei risultati per garantire una valutazione accurata e una gestione appropriata delle informazioni ottenute.

16-11-2023
Top Doctors

Biomarcatori

Prof. Daniele Generali - Oncologia

Creato il: 10-01-2020

Editato il: 16-11-2023

Editor: Serena Silvia Ponso

Che cosa sono i biomarcatori?

I biomarcatori sono sostanze che indicano uno stato biologico. Vengono utilizzati per rilevare la presenza di malattie o del loro sviluppo. I progressi di una patologia possono essere misurati in modo obiettivo e valutati come indicatore di un processo biologico comune, di uno stato patogeno o di una risposta alle cure mediche. La misurazione a livello molecolare, biochimico o cellulare riesce a riflettere questi biomarcatori. In questo modo è possibile evidenziare l'esposizione dell'organismo a sostanze nocive e la gravità della risposta dell'organismo all'inquinante.

In cosa consistono?

In campo medico, i biomarcatori possono essere sostanze introdotte nel corpo come mezzo per misurare la funzione svolta da un organo specifico o altri aspetti della salute del paziente. Ad esempio, l'esistenza di un anticorpo specifico può indicare la presenza di un'infezione. In particolare, un biomarcatore riflette un cambiamento nella manifestazione o nello stato di una proteina che è direttamente correlato alla possibile progressione di una malattia o alla resistenza della stessa a un trattamento specifico.

Esistono altri tipi di biomarcatori che possono essere utilizzati in medicina come misure dell'attività elettrica del cervello (attraverso l'elettroencefalografia o la magnetoencefalografia). Possono anche essere utilizzate misurazioni volumetriche di alcune regioni del cervello (attraverso la risonanza magnetica) o il test della saliva dei metaboliti naturali, come il nitrito di salite che è un marcatore che sostituisce l'ossido nitrico. Un biomarcatore che viene comunemente usato in medicina è l'antigene prostatico specifico, la cui misurazione consente una valutazione dell'iperplasia prostatica e della gravità del cancro.

Significato di risultati anomali

I risultati anomali dei biomarcatori possono indicare varie condizioni o situazioni che influenzano la produzione o la presenza di tali biomarcatori nel corpo. Ecco alcune possibili cause dei risultati anomali dei biomarcatori:

  1. Errore di laboratorio: potrebbero verificarsi errori durante il processo di analisi o durante la manipolazione del campione che possono portare a risultati non accurati.
  2. Variazioni fisiologiche: alcune condizioni fisiologiche, come l'esercizio fisico, lo stress o le variazioni nella dieta, possono influenzare temporaneamente i livelli dei biomarcatori.
  3. Malattie o disturbi concomitanti: altre condizioni mediche possono influenzare i livelli dei biomarcatori. Ad esempio, l'infiammazione o le infezioni possono aumentare i livelli di alcuni biomarcatori.
  4. Variabilità individuale: la risposta ai biomarcatori può variare da persona a persona a causa di differenze genetiche, età, sesso e altri fattori individuali.
  5. Interferenze da farmaci: l'assunzione di determinati farmaci può influenzare i risultati dei biomarcatori, rendendo necessaria un'analisi attenta per interpretare correttamente i dati.
  6. Progressione della malattia: in alcuni casi, i livelli di biomarcatori possono essere influenzati dalla progressione della malattia stessa. Ad esempio, in una fase avanzata di un tumore i livelli di alcuni biomarcatori possono aumentare significativamente.

È importante considerare tutti questi fattori quando si valutano risultati anomali dei biomarcatori. Un medico o un esperto del settore dovrebbe essere coinvolto nell'interpretazione dei risultati per garantire una valutazione accurata e una gestione appropriata delle informazioni ottenute.

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