Dott.ssa Francesca Vitale
Psicotraumatologa, Criminologa Clinica e Psicoanalista Appuntamento confermato all’istante
La Disforia di genere esprime la situazione di un individuo che non si riconosce nel proprio sesso fenotipico/genere assegnato alla nascita e presenta significativo e persistente malessere.
La persona con disforia di genere ha la convinzione profonda, tendenzialmente precoce e permanente, di non appartenere al proprio sesso biologico pur presentando una situazione fisiologica dal punto di vista cromosomico, ormonale e somatico.

Spesso persegue l'obiettivo di un adeguamento del proprio corpo attraverso interventi medico-chirurgici di tipo “affermativo” rispetto alla propria percezione di sé. È indispensabile che, in caso di richiesta di un trattamento ormonale “gender affirming,” la persona possa essere seguita da un endocrinologo competente in grado di garantire il trattamento desiderato in un contesto di salute ed in stretta collaborazione con gli specialisti della salute mentale.
Analoga competenza è richiesta nei trattamenti “ormonali sostitutivi” per le persone che abbiano già effettuato interventi di chirurgia affermativa e che devono mantenersi in salute nel nuovo sesso di appartenenza.
Generalmente si manifesta nei primi anni di età (tra il primo e il quarto anno), ma anche durante l’adolescenza, ed è associata ai seguenti segni identificativi.
Nel bambino:
Nell’adolescente
La disforia di genere deve essere seguita sotto i seguenti aspetti:
Attualmente le disforie di genere prevedono terapie (mediche-endocrine e chirurgiche) che consentono una progressiva trasformazione del proprio corpo e l’adeguamento al sesso desiderato.