Displasia dell’anca

Specializzazione di Ortopedia e Traumatologia

Che cos’è la displasia dell’anca?

La displasia dell’anca è una condizione dell’articolazione dell’anca in cui la testa del femore non alloggia in modo corretto nella cavità articolare. La condizione fa aumentare il rischio di lussazione, ovvero di fuoriuscita dell’osso. Spesso viene definita displasia evolutiva dell’anca (DEA) o lussazione congenita dell’anca, in quanto solitamente si tratta di un problema presente fin dalla nascita o che insorge con lo sviluppo durante la prima infanzia. La displasia evolutiva dell’anca può inoltre essere accompagnata da una condizione chiamata torcicollo congenito.

Prognosi della displasia dell’anca

Se la condizione viene diagnosticata precocemente per essere quindi trattata, la maggior parte dei bambini affetti da displasia dell’anca si svilupperanno normalmente e l’arco di movimento dell’anca risulterà completo. Tuttavia, se non viene diagnosticata né trattata, la condizione può causare problemi in età avanzata.

Sintomi della displasia dell’anca

Nella displasia evolutiva dell’anca la cavità articolare dell’anca è poco profonda e la testa del femore non viene mantenuta saldamente in posizione. Ciò la rende suscettibile alle lussazioni, che possono essere dolorose. I medici controllano le anche dei neonati più di una volta durante il loro sviluppo: subito dopo il parto nel corso dell’esame obiettivo del neonato e di nuovo dopo sei-otto settimane. Manipolando delicatamente le articolazioni dell’anca del bambino è possibile rilevare sintomi quali:

  • Disagio e dolore
  • Un’anca che al tatto appare staccata
  • Una gamba potenzialmente più lunga dell’altra.

Se non diagnosticata o trattata, la displasia dell’anca può causare i seguenti sintomi negli adolescenti e negli adulti:

  • Dolore all’anca
  • Andatura claudicante
  • Osteoartrosi, che causa rigidità e dolore alle articolazioni

Diagnosi per displasia dell’anca

Se il medico nota un problema durante l’esame obiettivo del bambino o in altre situazioni, come per esempio durante parti multipli, parti podalici o parti prematuri, oppure se vi è un’anamnesi familiare della condizione, questi può richiedere che venga eseguita un’ecografia.

Quali sono le cause della displasia dell’anca?

Prima di nascere, l’articolazione dell’anca del bambino si sta ancora formando ed è costituita da cartilagine molle, che successivamente si indurisce per diventare osso dopo la nascita. Durante tale periodo prende forma il meccanismo composto dalla testa del femore e dalla cavità articolare, con l’estremità superiore del femore (la “testa”) e la cavità che si modellano a vicenda. Poco prima di nascere, quando il bambino raggiunge delle dimensioni che non lasciano più molto spazio libero nell’utero, la condizione di ristrettezza che si viene a creare può far sì che la testa del femore finisca fuori posizione e che la cavità risulti, di conseguenza, meno profonda. I fattori in grado di far aumentare il rischio che ciò accada sono i seguenti:

  • Bambini dalle dimensioni particolarmente grandi
  • Prima gravidanza
  • Parti podalici

 Trattamenti per la displasia dell’anca

Se diagnosticata precocemente, il normale trattamento della displasia dell’anca consiste in un tutore per le gambe, come il divaricatore di Pavlik, progettato per contenere le cosce del bambino in modo tale che queste premano nella cavità articolare, consentendo a quest’ultima di modellarsi acquisendo la forma corretta. Se il paziente ha più di sei mesi potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per inserire la testa del femore nella cavità.

A quale specialista rivolgersi?

I chirurghi pediatrici, in particolare i chirurghi ortopedici pediatrici, trattano la displasia dell’anca nei neonati e nei bambini, mentre i pazienti la cui DEA passa inosservata fino all’età adulta possono essere trattati da chirurghi ortopedici.

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