Neuroipofisi

Specializzazione di Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

Che cos’è la neuroipofisi?

La neuroipofisi è la parte posteriore dell’ipofisi ed è anche nota come lobo posteriore dell’ipofisi o ipofisi posteriore. Questa parte della ghiandola pituitaria è destinata all’immagazzinamento degli ormoni che secerne l’ipotalamo, tra questi vi è l’ormone antidiuretico (ADH) o vasopressina, incaricato di promuovere il riassorbimento di acqua a livello renale e di regolare la concentrazione di diverse sostanze nel sangue. Quando un paziente soffre della sindrome di secrezione inadeguata di ADH, il rene non riesce a riassorbire l’acqua, non ci sono perdite di glucosio nell’urina e si verifica il cosiddetto diabete insipido. Questa patologia non ha nulla a che vedere con il diabete causato dalla mancanza di insulina. È chiamato diabete solo perché condivide con esso alcuni sintomi, come la diuresi e l’aumento della sete, che provoca la necessità di bere continuamente acqua.

Funzione della neuroipofisi

La neuroipofisi svolge la funzione di immagazzinare e liberare i due ormoni associati all’organo: l’ossitocina e la vasopressina. Spesso si pensa erroneamente che questa ghiandola produca ormoni.

  • Ossitocina: gioca un ruolo fondamentale nei legami sociali, nella riproduzione sessuale ed è vitale durante e dopo il parto.
  • Vasopressina: le sue funzioni principali includono l’aumento della quantità di acqua senza soluto, riassorbita nella circolazione, fattore che permette un aumento della resistenza vascolare periferica e aumenta la pressione arteriosa. Anch’essa potrebbe avere un ruolo molto importante nel comportamento sociale, nella motivazione sessuale o nel legame tra le persone, poiché tale ormone viene secreto in alcune aree del cervello.

Patologie che possono colpire la neuroipofisi

Tra le patologie che possono colpire la neuroipofisi vi sono anche quelle secondarie, causate da un difetto o da un eccesso della produzione dell’ormone antidiuretico. Una lesione, una degenerazione o un’alterazione nel funzionamento può provocare una deregolamentazione della secrezione dei due ormoni menzionati in precedenza (ossitocina e vasopressina).

  • Diabete insipido: deficit della produzione o dell’azione dell’ormone antidiuretico, a causa della resistenza renale all’azione dell’ormone stesso, dovuto all’aumento del consumo di acqua o a un aumento del suo catabolismo. L’organismo perde la capacità di concentrare e immagazzinare l’urina e il paziente può arrivare a eliminare fino a 20 litri di urina diluita al giorno.
  • Sindrome della secrezione inadeguata dell’ormone antidiuretico: eccesso dell’azione dell’ormone antidiuretico. È causata principalmente dai farmaci e provoca sintomi gastrointestinali, respiratori, neuromuscolari e neurologici.

Trattamenti per le patologie della neuroipofisi

Solitamente, il trattamento del diabete insipido consiste nella somministrazione di un ormone sintetico chiamato desmopressina, poiché esso è causato dalla mancanza dell’ormone antidiuretico. Si può somministrare per via orale, iniezione o sotto forma di spray nasale. Quest’ormone eliminerà l’aumento della minzione, tuttavia è importante rivolgersi a uno specialista, poiché nella maggior parte dei casi la carenza dell’ormone antidiuretico non è completa e la quantità prodotta può variare. Nel caso di diabete insipido lieve è possibile che sia necessario solamente aumentare il consumo di acqua. La sindrome della secrezione inadeguata dell’ormone antidiuretico dev’essere trattata per tempo, specialmente nei casi più gravi, giacché può arrivare a causare la comparsa di un edema cerebrale. Si deve limitare il consumo di liquidi e, se possibile, trattare la causa. In alcuni casi si somministrano liquidi intravenosi, inclusi quelli ad alta concentrazione di sodio, sempre sotto la supervisione di uno specialista. Nel caso in cui il trattamento non sia efficace, il medico specialista può somministrare alcuni farmaci al paziente.

A quale specialista rivolgersi?

Il medico incaricato di trattare le patologie associate alla neuroipofisi è uno specialista in Endocrinologia.

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