Piede torto (piede equino)

Che cos’è il piede torto?

Il piede torto, detto anche piede equino o equinovaro, è una patologia malformativa congenita del neonato che colpisce gli assi anatomici del piede modificandone i punti d’appoggio. Questa malformazione colpisce circa 1 bambino su 1000 e nella metà dei casi è bilaterale. Esistono vari tipologie di piede torto con caratteristiche che possono manifestarsi singolarmente o in concomitanza: addotto, varo, equino, supinato, talo-valgo, metatarso-addotto.

Sintomi del piede torto

Il piede torto si manifesta con sintomi sono visibili ad occhio nudo ed includono il piede curvato verso l'interno o verso l'esterno, flessione plantare e la torsione delle ossa delle gambe (in particolare della caviglia).

Quali sono le cause del piede torto?

Una delle principali cause del piede equino è l’ereditarietà: se i genitori hanno avuto questa patologia è molto probabile che si ripresenti anche nel bambino. Inoltre è possibile che una patologia possa aver interagito con lo sviluppo del feto nel periodo embrionale alterando il normale processo di formazione del piede. Infine, è possibile che il piede torto sia dovuto ad una causa meccanica a carico delle condizioni uterine o fetali (cordone ombelicale, parti gemellari, ecc.): in questo caso non si parla di malformazione congenita ma di malposizione.

Trattamenti per il piede torto

Il piede torto deve essere curato il prima possibile (entro i primi 10-15 giorni dalla nascita) perché, se trascurato, può diventare invalidante. Nonostante una diagnosi tempestiva possa essere d’aiuto nella scelta del trattamento ideale, quest’ultimo potrà essere stabilito solamente alla nascita del bambino in base alla gravità della malformazione. In caso di malformazione di lieve entità si possono eseguire delle sedute di fisioterapia per correggere il difetto mediante specifiche tecniche di manipolazione eseguite da uno specialista ed indossando dei particolari tutori. In caso di media gravità invece è necessario eseguire delle ingessature periodiche e controllare l’evoluzione del piede. Infine, in casi gravi si ricorre alla chirurgia: il medico reciderà il tendine d’Achille ed immobilizzerà il piede con un’ingessatura. Una valida soluzione meno invasiva rispetto alla chirurgia è il metodo Ponseti che, mediante cicli di ingessature settimanali e l’utilizzo di un particolare tutore da utilizzare durante la notte, riesce a riportare il piede nella sua normale posizione.

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