Potenziali evocati

Specializzazione di Neurologia

Che cosa sono i potenziali evocati?

Gli esami dei potenziali evocati (PE), o esami delle risposte evocate, sono uno strumento diagnostico utilizzato per misurare il tempo impiegato dal cervello per rispondere a vari stimoli esercitati su sensi diversi, tra cui vista, udito e tatto. Possono essere utilizzati per diagnosticare i problemi del sistema nervoso, come la sclerosi multipla.
Il sistema nervoso è costituito da una complessa rete di cellule nervose disseminate in tutto il corpo, che inviano informazioni da e verso il cervello sotto forma di impulsi elettrici. Le informazioni visive vengono inviate dagli occhi, una volta convertita la luce in entrata in segnali elettrici, le informazioni acustiche vengono inviate dalle orecchie e le informazioni somatosensoriali (tatto) vengono inviate dalla pelle.

In cosa consistono?

Esistono tre tipi principali di potenziali evocati che testano le risposte a vista, suono e tatto. In tutti e tre i tipi vengono posizionati degli elettrodi sul cuoio capelluto per leggere la risposta del cervello agli stimoli.

  1. Esame dei potenziali evocati visivi (PEV): l’occhio viene stimolato con flash luminosi o pattern a scacchiera.
  2. Esame dei potenziali evocati acustici (PEA) del tronco encefalico: si utilizzano suoni o toni simili a clic per verificare l’eventuale presenza di un problema nel percorso uditivo nel cervello o nel nervo acustico che collega l’orecchio al cervello.
  3. Esame dei potenziali evocati somatosensoriali (PESS): verifica i tempi di risposta a shock elettrici a basso voltaggio somministrati in una parte del corpo in cui il sistema nervoso potrebbe risultare compromesso, per esempio se il medico sospetta una lesione del midollo spinale.

Perché si eseguono?

I PE in genere vengono utilizzati per confermare una diagnosi o per monitorare il sistema nervoso di un paziente. Spesso vengono utilizzati a supporto o conferma di una diagnosi di sclerosi multipla, in quanto dei tempi di risposta lenti agli stimoli possono indicare un danno alla guaina mielinica che isola le cellule nervose, e che corrisponde al sintomo principale della SM.
I PE possono anche essere utilizzati per:

  • Valutare l’attività cerebrale nei pazienti in coma
  • Verificare la presenza di danni a determinati nervi, come il nervo ottico
  • Rilevare lesioni e tumori
  • Controllare la vista e l’udito
  • Diagnosticare e/o monitorare le condizioni che causano danni ai nervi.

Nuove tecniche

Con l’arrivo di strumenti diagnostici più avanzati, come la risonanza magnetica (RM), l’impiego dei PE è leggermente diminuito, benché possano ancora essere utili come strumento per fornire evidenze supplementari in sede di diagnosi.

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