RM pediatrica

RM pediatrica: che cos’è e quando serve

La RM pediatrica, o risonanza magnetica pediatrica, è un esame di diagnostica per immagini eseguito nei bambini e negli adolescenti. Serve a ottenere immagini dettagliate di diverse parti del corpo, come cervello, colonna vertebrale, addome, torace, bacino, articolazioni e tessuti molli. La risonanza magnetica usa un campo magnetico, onde radio e un computer, e non utilizza raggi X.


Rispetto alla RM dell’adulto, quella pediatrica richiede maggiore attenzione alla preparazione del bambino, alla sua tranquillità e alla capacità di restare fermo durante l’esame. In alcuni casi può essere utile una sedazione o, nei neonati e nei lattanti, tecniche come il “feed and wrap”, cioè far addormentare il bambino dopo la poppata per evitare la sedazione.


Cosa si analizza?

La RM pediatrica può analizzare diversi distretti del corpo, in base al quesito clinico.


Può essere usata per studiare:


  • encefalo e midollo spinale, in caso di sospette malformazioni, epilessia, cefalea, ritardi dello sviluppo o patologie neurologiche;
  • colonna vertebrale, per valutare alterazioni congenite, infiammazioni, traumi o problemi del midollo;
  • addome e pelvi, per studiare organi interni, vie urinarie, apparato digerente o masse;
  • torace e cuore, in casi selezionati;
  • ossa, muscoli e articolazioni, per traumi, dolore, infezioni, infiammazioni o lesioni;
  • tessuti molli, per valutare cisti, raccolte, infiammazioni o tumefazioni.


La scelta della zona da esaminare dipende dai sintomi del bambino e dalla richiesta del medico.

Cosa significa il risultato?

Il risultato della RM pediatrica è un referto radiologico, che descrive le immagini ottenute.


Nel referto il radiologo può indicare:


  • se le strutture analizzate hanno un aspetto normale;
  • se sono presenti malformazioni;
  • se ci sono segni di infiammazione, infezione o trauma;
  • se sono presenti cisti, masse o raccolte di liquido;
  • se un trattamento sta funzionando;
  • se servono ulteriori controlli.


Il risultato deve essere interpretato dal medico che segue il bambino. Questo è importante perché un reperto radiologico va sempre collegato ai sintomi, all’età e alla storia clinica.

Perché fare l’esame?

La RM pediatrica può essere richiesta per diagnosticare, monitorare o escludere diverse condizioni. È utile quando servono immagini molto dettagliate e quando il medico vuole evitare l’esposizione a radiazioni ionizzanti, come avviene invece con radiografie e TC.


Può essere indicata per:


  • capire la causa di sintomi neurologici;
  • valutare malformazioni congenite;
  • studiare traumi;
  • controllare infezioni o infiammazioni;
  • valutare masse o tumefazioni;
  • seguire l’evoluzione di una malattia;
  • controllare la risposta a una terapia;
  • pianificare un intervento o un trattamento.


Quando fare l’esame?

La RM pediatrica si esegue quando il pediatra o lo specialista ritiene necessario un approfondimento diagnostico.


Può essere consigliata in caso di:


  • crisi epilettiche;
  • cefalea persistente o sintomi neurologici;
  • ritardo dello sviluppo;
  • sospette malformazioni;
  • dolore articolare o osseo persistente;
  • trauma con sintomi non chiari;
  • sospetta infezione profonda;
  • sospetta patologia addominale o pelvica;
  • controllo dopo intervento chirurgico;
  • follow-up di una malattia già nota.


Non sempre è il primo esame da fare. In alcuni casi il medico può richiedere prima ecografia, radiografia o altri accertamenti.

È necessaria una preparazione preliminare?

La preparazione dipende dal tipo di RM, dall’età del bambino e dall’eventuale uso di contrasto o sedazione.


In generale può essere richiesto di:


  • portare la richiesta medica e gli esami precedenti;
  • far indossare al bambino vestiti comodi e senza parti metalliche;
  • rimuovere oggetti metallici, come fermagli, gioielli, orologi o apparecchi acustici;
  • segnalare protesi, pacemaker, impianti, clip chirurgiche o altri dispositivi;
  • comunicare allergie, malattie renali, interventi recenti o problemi di salute;
  • seguire eventuali indicazioni su digiuno e farmaci, soprattutto se è prevista sedazione o anestesia.


Nei bambini piccoli può essere necessario un supporto specifico per ridurre ansia e movimento. Alcuni centri usano personale formato per aiutare il bambino a prepararsi all’esame e, quando possibile, evitare la sedazione.

Come si svolge?

Durante la RM pediatrica, il bambino viene fatto sdraiare su un lettino che entra nel macchinario. La parte del corpo da esaminare viene posizionata con attenzione. Possono essere usati cuscini, supporti o bobine dedicate per mantenere la posizione e migliorare la qualità delle immagini.


L’esame è indolore, ma il macchinario può produrre rumori forti. Per questo vengono spesso forniti tappi o cuffie. È importante che il bambino resti fermo, perché il movimento può rendere le immagini meno nitide.


Una RM può durare in genere da 15 minuti a 1 ora, ma il tempo cambia in base al distretto esaminato e alla complessità dell’esame.


Se il bambino è molto piccolo o non riesce a restare fermo, può essere valutata una sedazione. Nei neonati e nei lattanti, in alcuni casi si può usare la tecnica “feed and wrap”, che sfrutta il sonno naturale dopo la poppata.

Cosa significa avere reperti alterati?

Le alterazioni possono indicare, a seconda della sede studiata:


  • malformazioni congenite;
  • infiammazioni;
  • infezioni;
  • lesioni traumatiche;
  • edema o versamenti;
  • cisti o raccolte;
  • masse o tumefazioni;
  • alterazioni vascolari;
  • problemi neurologici;
  • alterazioni ossee, articolari o muscolari;
  • segni di evoluzione o risposta a una terapia.


Un reperto alterato non significa sempre una malattia grave. Alcune alterazioni possono essere lievi, non urgenti o da controllare nel tempo. La valutazione finale spetta al medico, che interpreta il referto insieme ai sintomi del bambino.

A quale specialista rivolgersi?

Lo specialista che esegue e referta la RM pediatrica è il radiologo, meglio se con esperienza in radiologia pediatrica.


Per decidere se fare l’esame e per interpretare il risultato, ci si può rivolgere a diversi specialisti, in base al problema:


  • pediatra, per la prima valutazione e l’invio allo specialista più adatto;
  • neurologo pediatrico o neuropsichiatra infantile, se il problema riguarda cervello, sviluppo, epilessia o sintomi neurologici;
  • ortopedico pediatrico, in caso di dolore osseo, articolare, trauma o sospette malformazioni;
  • chirurgo pediatrico, se la RM serve a valutare una condizione chirurgica;
  • oncologo pediatrico, se l’esame è richiesto per studiare o monitorare una massa;
  • nefrologo, gastroenterologo, cardiologo o altri specialisti pediatrici, in base all’organo da valutare.


Il percorso migliore dipende dal motivo per cui viene richiesta la RM e dall’età del bambino.

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