Accrescimento: come controllarlo e quando preoccuparsi?
L’accrescimento rappresenta il fenomeno biologico che contraddistingue il bambino e lo differenzia rispetto all’adulto. In alcuni casi però tale processo non segue le tappe standard, ecco perché è importante sapere in che modo si può controllare e quando è necessario preoccuparsi. Risponde il Dott. Giuseppe Morino, Pediatra e Dietologo a Roma.
In che modo si può valutare il processo di accrescimento?
I parametri principali per valutarlo sono l’altezza (o lunghezza nei primi 2 anni) e il peso. I due parametri crescono in modo continuo ma non aumentano in modo parallelo: vi sono momenti in cui aumenta di più il peso (che ad esempio triplica quello della nascita nel I anno) e altri in cui aumenta di più altezza. Nei primi 2 anni è importante anche misurare la circonferenza cranica. Per una buona valutazione della crescita del bambino non è sufficiente una sola misurazione ma è importante monitorare l’andamento nel tempo.
Vi sono dei momenti più importanti nello sviluppo di un corretto accrescimento del bambino?
Essendo l’accrescimento un processo continuo, tutto il periodo è importante; tuttavia, vi sono alcuni momenti più critici che possono condizionare lo sviluppo futuro.
I principali periodi critici sono:
- Nascita: un alto peso alla nascita è stato sempre messo in rapporto con il rischio di obesità, ma ora il problema maggiore si ha con un basso peso neonatale; in particolare, un basso peso per l’età gestazionale si correla a un rischio aumentato di sviluppare precocemente obesità complicata con problemi metabolici.
- Allattamento e divezzamento: l’allattamento materno è considerato come un momento di prevenzione del sovrappeso, in particolare per un ridotto apporto proteico; in effetti, un elevato apporto di proteine animali con l’allattamento e/o il divezzamento favorisce la moltiplicazione degli adipociti, un incremento di massa grassa e lo sviluppo di obesità precoce.
- Adiposity rebound precoce: il bambino incrementa la propria massa grassa nel primo anno di vita, successivamente essa si riduce sino ai 6 – 8 anni quando inizia l’incremento puberale; se l’aumento inizia invece tra i 4 – 6 anni (adiposity reboud precoce) ciò favorisce la tendenza al sovrappeso.
- Pubertà: periodo in cui si ha il massimo incremento di massa magra e grassa con possibile sviluppo di obesità da una parte o magrezza patologica dall’altra in relazione all’alimentazione introdotta.
Vi sono dei segnali che devono essere tenuti presenti per evitare un ritmo di crescita non adeguato?
I genitori possono notare alcuni segnali significativi di un problema:
- Aumento dell’appetito: i bambini possono manifestare una fame più intensa, necessaria per soddisfare il maggiore fabbisogno energetico.
- Rifiuto a mangiare certi alimenti nei primi anni di vita (ad esempio frutta, verdura, pesce e legumi) con predilizione per il latte vaccino o per alimenti con zucchero semplice e grassi animali; questo potrebbe essere un fattore favorente il sovrappeso in età scolare.
- Dolori muscolari od ossei: conosciuti come “dolori della crescita”, si concentrano spesso nelle gambe.
- Maggiore affaticamento: l’organismo lavora intensamente, il che può portare a una maggiore stanchezza o vi potrebbe essere la carenza di qualche nutriente.
- Cambiamenti comportamentali: alcuni bambini possono essere più irritabili rispetto ad altri o richiedere maggiore attenzione.
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Quali azioni intraprendere se compaiono alcuni dei segni evidenziati sopra riportati?
Il Dott. Giuseppe Morino, pediatra nutrizionista, che da anni si occupa di tali problemi, suggerisce alcuni comportamenti:
- Favorire un’alimentazione adeguata, che comprenda tutti i principali nutrienti (proteine, calcio, ferro e vitamine per sostenere lo sviluppo osseo e muscolare) con un approccio ludico se il bambino è piccolo.
- Aiutare ad avere un sonno di qualità: durante il sonno, il corpo produce l’ormone della crescita. Assicurarsi che il bambino dorma il giusto numero di ore è fondamentale, allontanandolo da ogni dispositivo digitale prima di andare a dormire.
- Indirizzare il bambino verso un’attività fisica regolare: favorire il movimento e lo sport, che contribuiscono a una crescita armoniosa e al benessere generale.
- Osservare sempre il comportamento del ragazzo senza intervenire in modo pressante, ma cercando di capire se vi è qualche problema sottostante (una riduzione delle porzioni di cibo può essere l’inizio di un disturbo del comportamento alimentare).
- Monitoraggio medico: controlli regolari dal pediatra possono aiutare a valutare se la crescita del bambino rientra nei parametri normali. Se poi il problema persiste può essere necessario rivolgersi a specialisti specifici come il Dott. Morino.

