Apnea del sonno e russamento: risolverli con la chirurgia

Autore: Prof. Aldo Bruno Giannì
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Editor: Top Doctors®

Il Dott. Prof. Aldo Bruno Giannì, esperto in Chirurgia Maxillo-Facciale, ci spiega la differenza tra russamento e apnea del sonno, a cosa sono dovuti e come la chirurgia può aiutarci a risolverli

 

 

1) Cosa sono il russamento e l’apnea del sonno?

Il russamento è il rumore provocato dalla vibrazione dei tessuti molli della gola (palato molle, ugola, pilastri palatini etc.), che avviene ad ogni passaggio d’aria, sia in espirazione che inspirazione, durante il sonno.

La vibrazione è la conseguenza di una parziale ostruzione delle vie aeree superiori, dovuta a motivi diversi: deviazione del setto, polipi nasali, ipertrofia tonsillari, retrusione delle ossa mascellari, obesità, etc. Questi ostacoli provocano un aumento della velocità dell’aria e generano un flusso aereo turbolento, responsabile della vibrazione descritta sopra.

Se l’ostruzione delle vie aeree durante il sonno è, invece, completa, si verifica una vera e propria apnea notturna, caratterizzata dall’assenza di respiro per almeno 10 secondi. Se tale condizione avviene più volte in un’ora, il quadro clinico si definisce OSAS, sindrome delle apnee ostruttive.  

Gli sforzi respiratori messi in atto per cercare di superare l'ostruzione non la risolvono. Il respiro viene ripristinato grazie ad una interruzione, solitamente breve, dello stato di sonno, che ripristina il tono dei muscoli dilatatori delle vie aeree superiori: queste si allargano e consentono all’aria di tornare a passare.  

 

2) Quali possono essere le conseguenze del russamento e delle apnee notturne?

Come detto sopra, il russamento è una parziale chiusura delle vie aeree, mentre l’apnea indica una chiusura totale delle stesse. Dal punto di vista clinico, quindi, il russamento è sempre un segno che accompagna le apnee, ma il russamento non indica necessariamente la presenza di apnea.

Il russamento può essere evidentemente molto fastidioso per chi dorme accanto alla persona che russa, ma è la presenza significativa di apnee, ed in particolare l'OSAS, che deve allarmare.

Infatti, chi soffre di apnee ostruttive non ha solo disturbi respiratori notturni, ma presenta un aumento della sonnolenza diurna con riduzione della capacità lavorativa, della funzione sessuale e un aumentato rischio di incidenti automobilistici per i guidatori. Inoltre, l’OSAS si associa a importanti problematiche sia cardiache che vascolari, con aumento del rischio di ipertensione, ictus cerebrale, coronaropatie e/o peggioramento della funzionalità cardiaca.

 

3) Che cos’è la roncochirurgia?

Roncochirurgia letteralmente vuol dire “chirurgia che si occupa del russamento”, e qui nasce l’equivoco: risolvere il russamento non necessariamente vuol dire risolvere l’apnea. Ad esempio, alcuni interventi nasali possono migliorare o addirittura risolvere il russamento, ma non hanno effetto neanche sulle apnee più lievi.

Gli interventi chirurgici sul palato hanno efficacia solo se l’ostruzione è alta, (retropalatale). Se l’ostruzione è bassa, cioè a livello della base delle lingua, l’unico intervento risolutivo e alternativo alla CPAP (cioè a dormire con il respiratore) è l’avanzamento delle ossa mascellari: portando avanti lo scheletro, aumenta lo spazio posteriore a disposizione dell’aria, si riducono le resistenze e si guarisce in via definitiva dalle apnee.

 

 

4) Come viene svolto l’intervento?

L’avanzamento mascellare e mandibolare prevede un ricovero ospedaliero di 2/ 3 notti, e in alcuni casi può necessitare di una preparazione ortodontica per riallineare i denti e migliorare il loro combaciamento.

A differenza di quanto si potrebbe credere, questo intervento non è assolutamente doloroso e, a parte un gonfiore del viso per i primi giorni, non causa nessuna particolare conseguenza. Inoltre, l’operazione viene eseguita totalmente dall’interno della bocca, quindi non lascia cicatrici visibili.

 

5) Quali risultati si possono ottenere?

L’avanzamento delle ossa mascellari comporta una guarigione con risoluzione delle apnee nel 90% circa dei casi. Nei restanti casi, anche senza una guarigione completa, si assiste comunque ad un notevole miglioramento della qualità del sonno e ad una diminuzione del numero delle apnee.

Bisogna far notare che, anche se non richiesti, sono spesso evidenti cambiamenti estetici del viso: infatti, il viso appare più giovane grazie all’effetto lifting secondario sui tessuti muscolari e cutanei del viso. 

Prof. Aldo Bruno Giannì
Chirurgia Maxillo-facciale

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