Barotrauma: cos’è, sintomi e come prevenirlo nelle immersioni
Il barotrauma è una condizione frequente tra chi pratica attività subacquee. Si tratta di una lesione dovuta alla variazione di pressione tra l’ambiente esterno e le cavità del corpo umano. Riconoscerlo e prevenirlo è essenziale per garantire la sicurezza e il benessere durante le immersioni. Ce ne parla la Dott.ssa Ambra Barbagallo, specialista in Otorinolaringoiatria.
Cos'è il barotrauma?
Il barotrauma si verifica quando la pressione dell’acqua comprime o espande rapidamente l’aria presente in cavità come orecchie, seni paranasali, polmoni e, in alcuni casi, anche denti. Questo sbilanciamento pressorio può causare dolori intensi, vertigini e danni ai tessuti. Le immersioni, soprattutto se affrontate senza la dovuta preparazione, rappresentano un fattore di rischio importante.
Le forme di barotrauma subacqueo
Le tipologie più comuni includono:
- Barotrauma dell’orecchio medio: è il più frequente. Avviene durante la discesa, quando l’aria nell’orecchio medio non si equalizza correttamente. I sintomi comprendono dolore, ovattamento e in alcuni casi perforazione del timpano.
- Barotrauma dei seni paranasali: causato da un’incapacità di bilanciare la pressione nei seni, si manifesta con dolore facciale ed eventuale epistassi.
- Barotrauma polmonare: raro ma pericoloso. Può verificarsi in risalite rapide, con espansione dell’aria nei polmoni e danni ai tessuti respiratori.
- Barotrauma dentale: meno frequente, può verificarsi se l’aria resta intrappolata in cavità dentarie compromesse, causando dolori acuti.
Cause principali
Le cause più comuni includono:
- Ostruzioni nasali: congestioni da raffreddore o sinusite ostacolano l’equalizzazione.
- Tecnica scorretta: un’equalizzazione inadeguata aumenta il rischio di danni durante la discesa.
- Risalite rapide: la decompressione eccessiva favorisce lesioni ai polmoni e all’orecchio interno.
Come prevenire il barotrauma?
Per ridurre il rischio durante le immersioni, è utile seguire alcune semplici accortezze:
- Equalizzazione frequente: usare tecniche come il Valsalva o il Toynbee sin dall’inizio della discesa.
- Evitare immersioni con raffreddore: la congestione compromette l’equalizzazione della pressione.
- Discese e risalite lente: la gradualità permette al corpo di adattarsi alle variazioni pressorie.
- Evitare alcol e caffeina: possono disidratare e rendere più difficile compensare la pressione.
- Verificare le attrezzature: un buon funzionamento del regolatore e una corretta preparazione fisica sono fondamentali.
- Controllo specialistico: una visita otorinolaringoiatrica consente di identificare eventuali predisposizioni al barotrauma e di ricevere indicazioni personalizzate.
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Quando consultare uno specialista?
Se si sospetta un barotrauma o si notano sintomi durante o dopo un’immersione, è fondamentale interrompere l’attività e consultare tempestivamente un medico. In particolare, vertigini gravi, perdita dell’udito o dolore intenso all’orecchio richiedono una valutazione specialistica.
La consulenza con un otorinolaringoiatra esperto è utile anche in fase preventiva, soprattutto per chi pratica immersioni abitualmente o ha già avuto episodi di barotrauma in passato.

