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Campanelli d’allarme e trattamento del Disturbo ossessivo compulsivo

Il disturbo ossessivo compulsivo è caratterizzato dalla presenza di ossessioni o compulsioni o entrambi. Non sottovalutare i campanelli d’allarme e trattarlo in anticipo permette di evitare il protrarsi di uno stato di malessere per il paziente

Esiste un rischio maggiore per le persone con familiari affetti da disturbo ossessivo compulsivo?

Il disturbo ossessivo compulsivo non è ereditabile in senso stretto, ma i figli o i nipoti di persone affette dal disturbo o da altri disturbi d’ansia hanno una significativa maggiore probabilità di sviluppare il disturbo ossessivo compulsivo nel corso della loro vita, in quanto ereditano una predisposizione al disturbo, che poi può esprimersi o meno in relazione agli eventi di vita ed alla storia di sviluppo.

Perché è importante non sottovalutare i campanelli d’allarme?  

Trattare precocemente il disturbo ossessivo compulsivo significa evitare l’inutile protrarsi del malessere e, soprattutto, evitare che il disturbo diventi sempre più intenso e radicato e che, quindi, il suo successivo trattamento diventi più difficile e prolungato.

Inoltre, trattare precocemente, in modo adeguato, i sintomi ossessivi, intrusivi, riduce il ricorso ai comportamenti compulsivi, che sono particolarmente invalidanti. Di qui l’importanza di un trattamento precoce.

Da cosa va differenziato un disturbo ossessivo compulsivo?

Nel corso del processo di diagnosi differenziale devono essere escluse spiegazioni alternative al disturbo. Anzitutto, devono essere escluse le sostanze di abuso, i farmaci e le altre condizioni mediche. È noto, infatti, che le droghe, come alcuni farmaci, possono indurre sintomi ossessivi e compulsivi.  D’altro canto, condizioni mediche come l’ipertiroidismo possono associarsi a sintomi ossessivo-compulsivi e, perciò, devono essere escluse. Il riconoscimento di tali condizioni ha importanti implicazioni per quanto riguarda il trattamento.
Da qui la necessità di effettuare un’attenta anamnesi medica ed un’accurata indagine sulle abitudini di vita.

Come si cura il disturbo ossessivo compulsivo?

Il trattamento del disturbo ossessivo compulsivo pone oggi minori difficoltà rispetto al passato. La terapia d’elezione è di tipo farmacologico, mediante l’impiego di farmaci impropriamente detti “antidepressivi”, usati in genere a dosaggi medio-alti e spesso associati a farmaci ansiolitici, almeno nelle prime fasi del trattamento. Si tratta di farmaci molto comuni, efficaci e indubbiamente sicuri.


Frequentemente, in particolare nelle forme medio-gravi del disturbo, a questi farmaci vengono associati antipsicotici a basso o medio dosaggio, per ottimizzare e velocizzare il trattamento. Questo, naturalmente, diventa un obbligo in presenza di convinzioni deliranti.
Molto utile è, poi, la concomitante associazione con una terapia di tipo psicologico o psicoterapia.

Il disturbo ossessivo compulsivo è un disturbo da cui è possibile guarire?

I trattamenti attualmente a disposizione per il disturbo ossessivo compulsivo si sono rivelati efficaci, ancor più se utilizzati precocemente.

Cosa possono fare i familiari degli individui con disturbo ossessivo compulsivo?

Il supporto dei familiari riveste una grande importanza nella cura del paziente affetto da disturbo ossessivo compulsivo. Per realizzare ciò in modo corretto ed efficace occorre una loro psicoeducazione. In altre parole è molto importante che, oltre ai soggetti affetti dal disturbo, anche i loro familiari, siano edotti circa la natura del disturbo, i mezzi per fronteggiarlo, la prognosi e le strategie di comportamento.

 

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