Che cos’è la chirurgia epato-bilio-pancreatica?
Che cos’è la chirurgia epato-bilio-pancreatica?
La chirurgia epato-bilio-pancreatica è una delle branche più complesse della chirurgia addominale, considerata la più articolata. Quando si parla di questa chirurgia, ci si riferisce solitamente a operazioni invasive che possono essere effettuate sul pancreas (duodenocefalopancreasectomia, pancreatectomia distale con o senza splenectomia, pancreatectomia totale e resezioni parziali), sulle vie biliari (resezioni segmentarie o con asportazione di porzioni di pancreas o fegato a seconda della sede ed estensione della malattia) o sul fegato (resezioni maggiori, segmentarie, subsegmentarie o atipiche).
Questi interventi richiedono un’anestesia generale e, in casi selezionati, possono essere eseguiti con tecnica mininvasiva (laparoscopica o robotica).
La chirurgia epato-bilio-pancreatica è gravata da un elevato tasso di complicanze e una mortalità che può raggiungere il 20% dei pazienti nei centri non ad alto volume (ovvero strutture che eseguono meno di 50 interventi l’anno).
Perché si esegue?
La chirurgia epatica, biliare e pancreatica (sintetizzata in epato-bilio-pancreatica) si esegue in presenza di tumori maligni – come epatocarcinomi, colangiocarcinomi, metastasi da tumore del colon-retto o adenocarcinomi del pancreas – ma anche per lesioni benigne con potenziale evolutivo (ad esempio adenomi voluminosi o cisti complesse).
Può inoltre essere indicata per patologie benigne con necessità di trattamento chirurgico curativo, come cisti da echinococco o stenosi delle vie biliari.
Il chirurgo deve valutare con attenzione non solo l’età anagrafica del paziente, ma anche le condizioni generali e le comorbidità, poiché questi fattori influenzano la ripresa post-operatoria e il rischio di complicanze.
In cosa consiste l’intervento?
Gli interventi di chirurgia epato-bilio-pancreatica sono complessi e possono durare molte ore.
Tra i principali:
- Duodenocefalopancreasectomia: rimozione della testa del pancreas, del duodeno (tranne il piloro), della colecisti, del coledoco e di un tratto del digiuno, con successive anastomosi tra intestino, pancreas, via biliare e piloro.
- Splenopancreasectomia: asportazione del corpo-coda o della coda del pancreas, con o senza milza, talvolta con tecnica mininvasiva.
- Resezioni intermedie del pancreas: asportazione di un segmento centrale di pancreas con ricollegamento all’intestino.
- Resezione segmentaria della via biliare: ricollegamento della via biliare all’intestino per veicolare la bile.
- Epatectomie maggiori e minori: asportazione di porzioni più o meno ampie di fegato, fino a interi lobi.
- Resezioni atipiche a cuneo: rimozione mirata di una piccola porzione di parenchima.
Qualunque sia l’intervento, si tratta di una chirurgia di estrema precisione che richiede équipe esperte, pianificazione multidisciplinare e gestione post-operatoria specialistica.
Preparazione per l’intervento
La preparazione è fondamentale e prevede TAC, risonanze, esami del sangue, e l’astensione da cibo e bevande prima dell’intervento.
È importante ottimizzare lo stato nutrizionale e sospendere eventuali farmaci a rischio emorragico.
Un aspetto spesso trascurato, ma cruciale, è quello psicologico: il paziente dovrebbe essere supportato fin dalla diagnosi fino al post-operatorio, soprattutto in presenza di malattie oncologiche.
Recupero post-intervento
Dopo l’intervento, il paziente trascorre solitamente il primo giorno in terapia intensiva, poi viene trasferito in reparto per il monitoraggio.
La rialimentazione e la mobilizzazione precoce sono fondamentali per il recupero.
La degenza media è di circa una settimana, con rimozione dei punti dopo 8-9 giorni.
Gli interventi mininvasivi offrono tempi di recupero più rapidi e minore dolore.
La ripresa della vita quotidiana avviene in media dopo un mese.
Nei pazienti operati al pancreas può essere necessario assumere insulina o enzimi pancreatici a vita. È inoltre raccomandata una dieta leggera e frazionata.
Il follow-up viene concordato tra chirurgo e oncologo, con controlli ogni 4-6 mesi nei primi due anni.
Centro di eccellenza di chirurgia epatica e pancreatica
Oggi c’è una crescente tendenza verso centri di riferimento ad alto volume, dove il rischio operatorio si riduce drasticamente (mortalità inferiore al 4%).
Questo risultato è dovuto non solo alla competenza chirurgica, ma a un approccio multidisciplinare integrato, che coinvolge radiologi, endoscopisti, anestesisti, gastroenterologi e oncologi.
Tra questi centri d’eccellenza si distingue l’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda (Verona), punto di riferimento nazionale per la chirurgia epato-bilio-pancreatica.
Ambulatorio di chirurgia epatica e pancreatica
I controlli di follow-up possono essere eseguiti presso centri territoriali, evitando trasferte.
È possibile prenotare una visita specialistica con il Dott. Paolo Regi, chirurgo epatico e pancreatico dell’Ospedale Pederzoli, anche in sedi ambulatoriali esterne.
Lo specialista
Il Dott. Paolo Regi, specialista in chirurgia epatica e pancreatica, lavora dal 2010 presso l’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, centro di riferimento nazionale per le malattie del pancreas.
Nel 2025 ha completato un percorso di perfezionamento in chirurgia epato-biliare presso l’Ospedale Mauriziano Umberto I di Torino, diretto dal Dott. Alessandro Ferrero.
L’importanza di diagnosi rapide
In caso di urgenze diagnostiche, la tempestività è essenziale.
Il poliambulatorio è collegato direttamente con il centro di chirurgia epato-bilio-pancreatica dell’Ospedale Pederzoli, garantendo diagnostica di II livello in tempi brevi (TC, RM, ecoendoscopia con biopsia).
Speranza per i pazienti inoperabili
Per i pazienti non operabili, è previsto un percorso clinico dedicato di due giorni con diagnosi completa, biopsia e valutazione multidisciplinare.
Grazie ai nuovi protocolli chemioterapici, in alcuni casi si può rivalutare l’indicazione chirurgica dopo il trattamento.
Filo diretto con l’ospedale Pederzoli
Il Dott. Regi valuta gli esami preliminari anche a distanza, selezionando i casi che richiedono approfondimenti o interventi presso la struttura di Peschiera del Garda.
Questo servizio riduce i costi e evita spostamenti inutili per i pazienti e le loro famiglie.

