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Chirurgia mininvasiva in Ortopedia: una soluzione!

Le patologie che colpiscono mani e piedi influiscono negativamente sulla qualità di vita dei pazienti affetti. Tuttavia, oggigiorno grazie all’utilizzo di tecniche mininvasive è possibile trattare tali patologie in maniera veloce ed efficace. Ne parla il Dott. Ferdinando Landolfi, specialista in Ortopedia e Traumatologia

Chirurgia della mano: in che cosa consiste?

Si ricorre alla Chirurgia della mano per correggere disturbi legati alla compressione dei nervi o problematiche tendinee.

Infatti, di solito si esegue per condizioni come:

Questo tipo di chirurgia si realizza in anestesia locale e in regime di Day Hospital.

I risultati sono molto soddisfacenti e il paziente riesce a tornare velocemente alla propria vita di tutti i giorni.

sala operatoria per chirurgia mininvasiva

Chirurgia del piede: perché si esegue?

Molto efficace anche la chirurgia mininvasiva del piede, per la quale oggi esistono diverse tecniche percutanee, quindi senza una vera e propria incisione della pelle.

Questo intervento si esegue per le patologie dell'avampiede, come alluce valgo o dita a martello, ma anche tutte le patologie del retropiede, del calcagno, dei sintomi a deviazione assiale del calcagno.

Si tratta di una chirurgia un po’ più impegnativa che richiede qualche giorno di ricovero. I risultati sono però eccellenti e cambiano in meglio la vita dei pazienti. Le patologie del piede sono caratterizzate da un forte dolore nel camminare, per cui spesso l’intervento è indispensabile per risolvere il problema.

Chirurgia dell’anca e del ginocchio: di che cosa si tratta?

Per le protesi d’anca la tecnica ritenuta più efficace è quella con accesso posterolaterale, unita all’impianto di protesi a risparmio tissutale, che permettono una ripresa funzionale molto rapida.

Lo stesso vale per la Chirurgia artrosica del ginocchio, patologia che richiede diversi approcci a seconda del grado di usura dell’articolazione. Esistono diverse tipologie di protesi, che si adoperano a seconda che l’articolazione del ginocchio abbia un’usura parziale, in cui si adoperano protesi monocompartimentali, oppure grave degenerazione dei compartimenti del ginocchio, in cui si usano protesi complete tripartimentali.

Le tecniche chirurgiche sono oggi molto raffinate, consentono incisioni piccole e una ripresa funzionale molto rapida.

Quando ricorrere a una protesi?

Si giunge all’intervento di protesi solo quando non è possibile offrire una soluzione tramite farmaci, trattamenti fisioterapici o con cellule staminali.

L’intervento chirurgico offre una ripresa funzionale rapida e immediata. 

Gli interventi di protesi possono essere utilizzati anche in Traumatologia, nel caso di fratture del collo del femore o anche del ginocchio.

Si valuta la situazione costo-beneficio e si può arrivare alla conclusione che ci sia l’indicazione a sostituire l’articolazione fratturata con una protesi, perché in questo modo il paziente può ritornare ad una vita normale immediatamente.

Ovviamente, questi interventi richiedono cautela, perché ogni intervento ha i suoi rischi e, per questo, è essenziale rivolgersi ad uno specialista di grande esperienza.