Chirurgia Plastica ed Estetica: quando aiuta a sentirsi meglio

Autore: Prof. Paolo Persichetti
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Editor: Top Doctors®

Molte persone si rivolgono al Chirurgo Plastico per risolvere difetti fisici, sia reali che percepiti, che influenzano le scelte personali e le relazioni sociali. A tal proposito, abbiamo intervistato il Prof. Paolo Persichetti, esperto in Chirurgia Plastica, Estetica e Ricostruttiva a Roma

1) Quali sono le tipologie di pazienti che si rivolgono a lei? 

Sono moltissime le tipologie di pazienti che oggigiorno si rivolgono a un Chirurgo Plastico, differenti per età, sesso ed istanze che spingono a  richiedere un consulto medico. Ad esempio, ci sono donne giovani che si rivolgono a noi per correggere inestetismi su base congenita o malformativa, o che non si trovano a proprio agio con il proprio fisico; pazienti che hanno difficoltà oggettive, ad esempio nella respirazione, e che richiedono un intervento di rinosettoplastica, o che dopo un forte dimagrimento auspicano sottoporsi a interventi di rimodellamento corporeo; pazienti che non si rassegnano al passare del tempo e  vorrebbero sottoporsi a interventi per contrastare l’invecchiamento del volto, del seno o dell’addome. 

2) Come incide un problema estetico sul lato psicologico?

Un problema estetico reale o percepito come tale condiziona fortemente il carattere e l’approccio alla vita dei pazienti, influenzandone profondamente le scelte personali e relazionali e spingendoli spesso a ricorrere al Chirurgo Plastico per tentare di risolverlo.

3) Quali sono i problemi più comuni per i quali i pazienti decidono di rivolgersi ad un Chirurgo Plastico?

Negli Stati Uniti (Fonti ASAPS), nel 2016, sono stati eseguiti circa 1 milione ed 8 mila interventi di Chirurgia Estetica: i più frequenti sono stati la mastoplastica additiva, la liposuzione e la rinoplastica, a fronte di circa 17 milioni di procedure estetiche che considerano come trattamenti più frequenti l’infiltrazione di tossina botulinica e i fillers.

Anche qui da noi, in Italia, le stime si allineano su quelle statunitensi, con una forte richiesta di interventi di correzione di malformazioni mammarie su base congenita o acquisita (ad esempio, dopo una gravidanza o l’allattamento), con interventi di mastoplastica additiva e mastopessi; rinosettoplastiche per correggere alterazioni funzionali della respirazione ed estetica del naso; blefaroplastiche e lifting per correggere i segni dell’invecchiamento della regione perioculare e del distretto cervicale; interventi di addominoplastica per correggere l’addome pendulo e la diastasi muscolare ( ad esempio, dopo un dimagrimento o una gravidanza).

Parimenti, sono molte le richieste di contrastare l’invecchiamento del volto con tecniche non chirurgiche e con una breve convalescenza, come ad esempio i trattamenti di resurfacing laser, i lipofilling del volto, le infiltrazioni di tossina botulinica o i filler.  

4) Come si sentono, generalmente, questi pazienti dopo l’intervento?

Questi pazienti, in genere, riacquistano sicurezza in se stessi, migliorando il rapporto con il proprio corpo. Spesso si assiste ad una vera e propria variazione del carattere, che da introverso diventa più positivo e aperto al mondo, con un miglioramento anche delle relazioni sociali personali.


Editor Karin Mosca

Prof. Paolo Persichetti
Chirurgia plastica e estetica

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