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Chirurgia refrattiva: tecniche avanzate e approccio personalizzato del Dott. Angelo Appiotti

Il Dr. Angelo Appiotti è specialista in chirurgia refrattiva e chirurgia del segmento anteriore, con oltre 30 anni di esperienza e oltre 40.000 occhi corretti. Opera in cliniche di eccellenza a Milano e Verona.

Tecniche laser: quale tipo di laser e quando impiegarlo

Quando la cornea presenta caratteristiche adeguate di spessore, regolarità e stabilità, il Dr. Appiotti seleziona tra ReLEx SMILE, FemtoLASIK e PRK, tre tecniche laser consolidate per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia. Nei pazienti selezionati, a ciascuna di queste può essere associato il protocollo XTRA, un rinforzo corneale personalizzato che aumenta la stabilità biomeccanica e riduce il rischio di regressione nel tempo. Per la presbiopia associata a ipermetropia o astigmatismo utilizza la SUPRACOR. Nei casi di cheratocono iniziale e intermedio esegue il Cross-Linking, che blocca il difetto visivo e stabilizza la cornea in un unico trattamento.

Quando il laser non è indicato

Per pazienti con miopia elevata, astigmatismo importante o cornee non idonee al laser, l’alternativa sono le lenti fachiche ICL. Per chi ha superato i 45 anni o presenta presbiopia associata ad altri difetti, la chirurgia facorefrattiva consente di correggere tutti i difetti visivi attraverso la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare personalizzata multifocale.

Un approccio su misura, anche per gli sportivi professionisti

La personalizzazione è al centro del metodo del Dr. Appiotti: difetto refrattivo, morfologia corneale, età, stile di vita e obiettivi del paziente guidano ogni scelta. L’obiettivo non è applicare una tecnica standard, ma individuare la soluzione più sicura e coerente con le reali esigenze della persona.

Un ambito distintivo è la chirurgia refrattiva per sportivi professionisti: nel corso della sua attività ha operato atleti di alto livello come Federica Brignone, Elena Curtoni, Christof Innerhofer, Luca De Aliprandini, Massimo Ambrosini e Kaká. Da questa esperienza è nato il Personal Sportsman Profile, metodo che valuta la visione dell’atleta in relazione alla disciplina praticata, al gesto tecnico e alle condizioni reali di performance. Per uno sportivo, vedere bene non significa solo raggiungere i 10/10, ma avere una visione stabile in condizioni di velocità, luce variabile, profondità e pressione competitiva.

Ogni percorso inizia con una prima visita: un’analisi dettagliata della situazione visiva, esami strumentali specifici e un confronto clinico diretto. Solo da lì nasce una proposta di trattamento realmente su misura.

 

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