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Colonscopia: un esame che in molti temono!

La colonscopia è un esame diagnostico che permette di esplorare il colon, ovvero l’ultimo tratto dell’intestino. Ne parla il nostro esperto in Gastroenterologia

Quale obiettivo ha una colonscopia?

L’obiettivo di questa procedura è di individuare eventuali masse tumorali, infiammazioni dei tessuti, polipi o ulcere.Donna con dolore allo stomaco

Poiché è un esame che può causare fastidio e disagio, il paziente a seconda dei casi può essere sottoposto a:

  • Anestesia generale
  • Anestesia locale
  • Sedazione.

Perché viene eseguita?

Il gastroenterologo potrebbe prescrivere una colonscopia per cercare le cause di sintomi quali dolore all’addome, comparsa di sangue dall’ano, dimagrimenti improvvisi, stipsi o diarrea di lungo corso. L’esame permette, inoltre, di rilevare il rischio di sviluppo del colon-retto.

Come viene eseguita?

Il paziente è disteso su un fianco; il dottore inserisce una sonda, dotata di fibre ottiche e di una telecamera, dentro l’ano. Questa sonda, grazie alla sua flessibilità, viene fatta risalire fino all’intestino cieco, tramite un dispositivo di manopole che permette di indirizzarlo attraverso le curve dell’intestino.

Durante l’esame, se necessario, è possibile prelevare frammenti di tessuto intestinale sui quali si potrà effettuare in seguito una biopsia in laboratorio.

Come ci si prepara?

È opportuno che almeno 3 giorni prima dell’ispezione il paziente modifichi la propria dieta come segue:

  • Assumere poche fibre;
  • Evitare semi, frutta, verdura, cereali, legumi, frullati, spremute e tisane;
  • Mangiare carne magra, pesce, formaggi freschi, uova, brodo a base di carne; bere camomilla o tè;
  • Il giorno prima bisognerà sciogliere 4 buste di soluzione lassativa in 2 litri d’acqua, da consumare durante il pomeriggio;
  • La sera prima della colonscopia non mangiare nessun cibo solido; limitarsi per esempio a tè o camomilla;
  • Nelle 6 ore che precedono l’esame non consumare nessun cibo né solido né liquido.

Prima dell’esame, il personale medico e infermieristico spiegherà al paziente le procedure che avranno luogo durante la colonscopia, rassicurandolo e chiarendo eventuali dubbi.

In alcuni centri medici in cui l’anestesia è di prassi, il medico anestesista resta reperibile durante l’esame.

La colonscopia operativa

In circa la metà dei casi la colonscopia è non solo diagnostica ma anche operativa: infatti, se vengono individuate delle neoformazioni (come per esempio i polipi, che spesso sono di natura benigna), il medico potrebbe decidere di asportarli immediatamente, durante l’esame stesso.

L’asportazione infatti dura pochi secondi, e può permettere di eliminare il rischio che i polipi nel tempo si sviluppino e si trasformino in neoplasie dell’ultimo tratto intestinale. È per questo motivo che la colonscopia è estremamente efficace per prevenire il tumore al colon-retto.

Ci sono trattamenti alternativi alla colonscopia?

La colonscopia tradizionale resta un esame spesso fondamentale nella diagnosi di patologie o problemi intestinali di diversa natura. Tuttavia, vi sono altre procedure che possono integrare l’ispezione colonscopica, laddove per esempio degli ostacoli meccanici durante quest’ultima abbiano impedito una diagnosi completa.

  • La colonscopia virtuale: è una ricostruzione in 3D effettuata mediante l’uso di immagini rilevate durante una TAC;
  • La videocapsula endoscopica: il paziente ingerisce una pillola contenente una telecamera; quest’ultima registra il percorso che effettua nell’intestino. È un tipo di ispezione che risulta più precisa per l’analisi dell’intestino tenue rispetto al colon, e può dunque completare i dati raccolti durante la colonscopia, più che sostituirli.