Dietoterapia: non mangiare carboidrati riduce la durata della vita

Autore: Dott. Francesco Vitale
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

No alle diete che limitano quasi completamente l’assunzione di carboidrati per perdere peso più rapidamente! Eliminare dalla propria dieta pasta, patate, pane e cereali per sentirsi più leggeri è dannoso per la nostra salute. Il Dott. Francesco Vitale, specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo a Bari, ci spiega per quale motivo la longevità non si raggiunge con le diete “low carb” ma con l’assunzione moderata di carboidrati

Qual è la relazione tra consumo di carboidrati e durata della vita?

Una importantissima e vasta ricerca, recentemente pubblicata su una rilevante rivista scientifica internazionale, evidenzia ed avvalora quanto già sostenuto in altri pregevoli studi circa la relazione tra consumo dei carboidrati e longevità. Il Brigham and Women's Hospital di Boston ha eseguito uno studio su 15.400 pazienti che ha dimostrato la relazione tra l’assunzione di carboidrati e la durata della vita, evidenziando come il consumo moderato di questo nutriente aumenti la longevità. In questo studio è stato calcolato il rischio aterosclerotico dei pazienti analizzati a campione e sono state messe in atto 3 diverse strategie:

  • Nella prima è stata fatta seguire una dieta povera di carboidrati (meno del 40% dell’energia totale necessaria)
  • Nella seconda si aveva un regime dietetico con un apporto nutritivo estremamente elevato (oltre il 70%)
  • Nella terza era necessario assumere una quantità moderata di carboidrati par al 50-55% dell’apporto energetico

A differenza del terzo gruppo, sia nel primo che nel secondo è stato riscontrato un aumento della mortalità.

Come è stata monitorata l’aspettativa di vita dei pazienti?

Il follow-up dei pazienti che sono stati sottoposti a questo studio è durato 25 anni e questi hanno dovuto compilare un questionario sulle proprie abitudini alimentari prima dell’esame e dopo sei anni dal suo inizio. Dopo aver analizzato i risultati è emerso che, a partire dai 50 anni, chi ha assunto una quantità moderata di carboidrati ha un’aspettativa di vita di circa quattro anni maggiore rispetto a chi ne ha assunta una quantità troppo bassa o elevata. Risulta quindi ovvio, come dimostrato in studi precedenti, che anche il tipo di alimentazione può influenzare la longevità e che le famose diete “low carb”, cioè a basso contenuto di carboidrati, possono essere dannose per la nostra salute.

Cos’è la dieta “low carb”?

La dieta “low carb” è un regime alimentare che sostituisce quasi totalmente l’assunzione di carboidrati con grassi o proteine. Questo tipo di stile alimentare sta diventando sempre più popolare nella nostra società, ma la sua associazione a cibi animali è relazionata con una minore aspettativa di vita. Al contrario, se le proteine ed i grassi animali vengono sostituiti con quelli vegetali si promuove la salute a lungo termine.

In quali alimenti è possibile trovare i carboidrati?

Le principali fonti di carboidrati sono:

  • Pasta
  • Riso
  • Pane
  • Patate

Va ricordato, altresì, che è possibile trovare carboidrati in quantità ridotte anche nella verdura e nella frutta. 

Dott. Vitale, quali sono i suoi consigli a riguardo?

Per seguire un’alimentazione sana garantendo il corretto apporto di tutti i nutrienti è necessario evitare le diete low carb, in cui si elimina quasi completamente l’assunzione di carboidrati al fine di ridurre il peso corporeo in maniera più rapida. È vero, eliminare dalla propria dieta l’assunzione di pasta, patate, cereali o pane può aiutare a sentirsi più leggeri, ma nell’arco di poche settimane risulta dannoso per il nostro organismo, come dimostrato da un rilevante studio pubblicato su The Lancet Public Health. Inoltre, va ricordato che il sovrappeso e l’obesità corrispondono soprattutto all’assunzione di una quantità eccessiva di cibo rispetto alle necessità energetiche di ogni individuo associata alla sedentarietà. È consigliabile, quindi, seguire un regime alimentare equilibrato che, oltre alle proteine, includa quantità moderate di pane, pasta, frutta e verdura. Ad esempio, introdurre nell’alimentazione l’assunzione di noci e legumi riduce il rischio di mortalità. Risulta, altresì, indispensabile e necessario consultare e seguire le indicazioni dello specialista Endocrinologo - lo specialista dello studio dell’equilibrio endocrino e metabolico del nostro organismo a tutela della salute - che con una dietoterapia armonica e bilanciata è in grado di allungare la durata della vita.

Dott. Francesco Vitale
Endocrinologia e Malattie Del Metabolismo

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