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Dipendenze affettive: comprendere e superare la dipendenza emotiva

“Ho una dipendenza affettiva”: questa frase è frequentissima nelle richieste di aiuto psicoterapeutico. E in effetti dipendere affettivamente da qualcuno è una delle cause primarie di disagio perché limita le possibilità decisionali e la libera espressione di sé, ed espone a comportamenti compulsivi e dannosi. Sentire che gli occhi degli altri siano più importanti dei propri e che l’eventuale assenza di una o più persone affettivamente rilevanti sia una ferita mortale, quasi incompatibile con una normale sopravvivenza, è uno stato emotivo per cui si chiede l’intervento psicoterapeutico. Le persone che vivono questa dipendenza tendono a basare la propria autostima e il valore personale sul giudizio e sul comportamento altrui: sentire di non ricevere sufficiente attenzione (quindi amore) genera ansia, insicurezza e atteggiamenti compensatori. Si originano facilmente le cosiddette relazioni tossiche. Cerchiamo di capire come si può riconoscere e superare questa condizione grazie all’aiuto della nostra specialista in Psicoterapia a Milano.

Quali sono le cause della dipendenza affettiva?

Sono molteplici. La psicoterapia ormai ha abbandonato (per fortuna) l’esclusiva lettura dei traumi e dei comportamenti problematici attraverso l’infanzia, ma è vero che una parte delle radici sta nei primi anni di vita. Il punto è che questa spiegazione non basta: andando avanti nella vita incontriamo persone, facciamo esperienze, ci emozioniamo, amiamo, detestiamo, abbiamo gioie e paure: nel momento presente si può strutturare una reazione di dipendenza che non avremmo mai immaginato di avere. Ogni realtà incapace di trasmettere empatia, accettazione, condivisione vera può risuonare negativamente nella psiche di chi la vive.

Nel caso delle relazioni umane nasce facilmente la cosiddetta codipendenza: due persone iniziano a dipendere l’una dall’altra per il riconoscimento di sé e per la propria autostima. Di fatto, sono reciprocamente necessarie per il soddisfacimento dei bisogni emotivi. È una situazione pericolosa: non dovremmo dipendere da altri per la visione di noi e per la certezza di sopravvivere agli eventi negativi, ma anche per individuare confini sani. L’indipendenza emotiva è la base necessaria per evolvere nella realizzazione di sé. 

Come si può riconoscere una dipendenza affettiva?

Riconoscere la dipendenza affettiva è il primo passo. Alcuni possibili segnali sono:

  • Paura intensa di essere abbandonati: la persona teme costantemente di essere lasciata sola o respinta.
  • Bisogno costante di approvazione: ogni decisione e azione sono condizionate dal bisogno di ottenere conferma e consenso.
  • Comportamenti di controllo: cercare di manipolare o monitorare l’altro per evitare qualsiasi situazione che potrebbe minacciare la relazione.
  • Perdita di identità: la persona smette di perseguire i propri interessi e desideri, conformandosi a quelli del partner.
  • Sviluppo di sintomi fisici tipici.
  • Sviluppo di compulsioni comportamentali reattive. 

Come uscire da una relazione di dipendenza affettiva?

Si tratta di una vera dipendenza: serve un aiuto professionale. La psicoterapia possiede gli strumenti che servono. È necessario comprendere le radici profonde della propria dipendenza e sviluppare strategie di gestione delle emozioni, evitando però l’uso eccessivo del pensiero razionale: la mente inventa pretesti, cerca di spiegare con i ragionamenti. Ma non si è mai vista una dipendenza risolversi così, semplicemente perché non è dall’area razionale di noi che si forma. 

L’Importanza della Psicoterapia

La psicoterapia è una risorsa fondamentale per il trattamento della dipendenza affettiva, e non è sostituibile da altri approcci più rapidi o superficiali: consente di esplorare e trasformare le ferite emotive che influenzano le relazioni non solo attraverso i colloqui e il ricorso alla memoria e alle riflessioni, ma soprattutto grazie a un accesso al profondo. Il profondo è una dimensione non verbale e non razionale, che si fonda sul sentire e sulle immagini, sull’attività spontanea immaginativa evocabile attraverso tecniche specifiche. Senza l’accesso alle radici del problema ogni altra soluzione è temporanea e non regge di fronte alle crisi.


Attraverso il supporto psicoterapeutico la persona sviluppa progressivamente l’autonomia emotiva e impara a stabilire connessioni sane e significative. Un percorso terapeutico efficace permette di raggiungere una maggiore consapevolezza dei propri bisogni, promuovendo una crescita interiore che facilita la costruzione di relazioni equilibrate.