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Disfunzione erettile: evoluzione della terapia farmacologica

La disfunzione erettile rappresenta un tema di grande interesse clinico e sociale, che ha visto negli ultimi decenni importanti progressi nella diagnosi e nel trattamento farmacologico. La ricerca in questo ambito ha portato allo sviluppo di farmaci sempre più efficaci e comodi da utilizzare, migliorando significativamente la qualità di vita dei pazienti. Approfondiamo l’argomento con il Dott. Raffaele Gambardella, specialista in Urologia.

Quando si è incominciato a parlare di terapia farmacologica per la disfunzione erettile?

La scoperta della possibilità di indurre una erezione iniettando determinate sostanze vasoattive o miorilassanti direttamente nei corpi cavernosi, e che questo meccanismo poteva essere sfruttato in ambito diagnostico e terapeutico, ha notevolmente incentivato lo sviluppo della ricerca farmacologica sulla erezione. Senza dubbio, la pietra miliare può essere considerata la comunicazione del britannico Brindely in occasione del Congresso Americano di Urologia del 1982, del caso di un soggetto affetto da disfunzione erettile, nel quale veniva indotta una erezione dopo iniezione endocavernosa di papaverina.

Quando, nel 1998, venne introdotto sul mercato il primo medicinale orale per i disturbi dell’erezione, i cui effetti sembravano davvero convincenti – il Sildenafil –, questo processo ha subito un ulteriore impulso sia sul piano qualitativo che quantitativo.

Come può essere definita la disfunzione erettile?

La Disfunzione Erettile (DE) è definita come la persistente incapacità di raggiungere e mantenere un’erezione sufficiente a permettere una attività sessuale soddisfacente.

A che età gli uomini possono incominciare a soffrire di disfunzione erettile?

Lo studio epidemiologico più importante sulla prevalenza dei disturbi dell’erezione è il Massachusetts Male Aging Study (MMAS). I risultati mostrano che il 52% degli uomini di età compresa tra i 40 e 70 anni presentava almeno un disturbo di grado lieve della capacità erettile.

Quali sono le possibili cause di disfunzione erettile?

La disfunzione erettile può essere dal punto di vista etiologico:

  • organica: dovuta a cause vascolari, neurologiche, ormonali o cavernose
  • psicogena: causata da inibizione centrale del meccanismo erettile in assenza di cause organiche
  • mista: causata da un insieme di fattori organici e psicogeni

 

Fattori di rischio della Disfunzione Erettile sono considerati: Età, Obesità, Ipertensione arteriosa, Patologia Cardiovascolare, Diabete mellito, Dislipidemia, Sindrome metabolica, Iperomocisteinemia, Fumo di sigaretta e uso di droghe, Abuso di alcool, Sedentarietà

Qual è la terapia di prima linea attualmente utilizzata nella disfunzione erettile?

La prima linea di trattamentto della DE è rappresentata dall’utilizzo dei PDE5i.

I farmaci attualmente in commercio appartenenti alla classe dei PDE5i sono: SILDENAFIL – VARDENAFIL – TADALAFIL – AVANAFIL.

La scelta del farmaco dipende dalla frequenza dell’utilizzo (utilizzo occasionale o terapia regolare, 3-4 volte a settimana) e dall’esperienza personale del paziente.

Le principali differenze riguardano il tempo di inizio dell’effetto ed il tempo di raggiungimento dell’efficacia penetrativa. Il TADALAFIL presenta l’effetto più duraturo, mentre AVANAFIL e VARDENAFIL sono i più rapidi.

La popolarità della somministrazione per via orale ha portato allo sviluppo di varie forme di dosaggio solide (compresse, capsule, bustine..). Ciononostante, la necessità di deglutire il medicinale è uno dei fattori più critici e che influiscono sulla compliance e sulla aderenza alla terapia.

 

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Nuove formulazioni, in grado di sciogliersi rapidamente nella cavità buccale e liberare il principio attivo senza la necessità di masticare o di assumere liquidi, il cui il principio attivo risulta rapidamente solubilizzato e sospeso nella saliva nell’arco di qualche minuto, con la possibilità che venga assorbito a livello della cavità buccale, della faringe e dell’esofago risultano significativamente più rapide rispetto alle forme farmaceutiche convenzionali, il cui assorbimento avviene a livello gastrointestinale. I farmaci assorbiti in questa maniera evitano il metabolismo di “primo passaggio” epatico raggiungendo rapidamente il circolo sanguigno.