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Disturbi d’ansia: segnali spesso sottovalutati

I disturbi d’ansia rappresentano una delle condizioni psichiatriche più diffuse in Italia, con un impatto crescente sul benessere psicofisico. Nonostante l’ampia diffusione, esistono segnali meno noti che spesso vengono ignorati o confusi con altri problemi. Riconoscerli per tempo è fondamentale per accedere a un trattamento adeguato. Approfondiamo l’argomento con la Dott.ssa Clara Passavanti, Psichiatra a Torino

Sintomi fisici sottovalutati

Molte persone affette da ansia generalizzata non si rendono conto che i propri sintomi sono di natura psicologica. Mal di testa, tensione muscolare, disturbi gastrointestinali e tachicardia possono essere manifestazioni di ansia somatizzata. Questo porta spesso a percorsi diagnostici lunghi, senza risultati, e ritarda l’accesso a una valutazione psichiatrica.

Irritabilità e stanchezza mentale

Tra i segnali meno noti vi sono l’irritabilità persistente e una fatica mentale costante. Questi sintomi vengono spesso attribuiti allo stress quotidiano, ma possono indicare un’ansia cronica che sta esaurendo le risorse psico-emotive della persona. Quando anche il riposo non aiuta a recuperare energie, può essere il caso di approfondire la situazione.

Ipervigilanza e difficoltà di concentrazione

Uno stato costante di ipervigilanza, cioè la percezione che qualcosa di negativo stia per accadere, è tipico di diversi disturbi d’ansia. Questo stato mentale impedisce alla persona di concentrarsi, di rilassarsi e di vivere serenamente anche situazioni ordinarie. La difficoltà a "staccare la mente" può causare problemi sul lavoro, nelle relazioni e nella vita sociale.

Insonnia e difficoltà a iniziare il sonno

L’insonnia è una delle conseguenze più frequenti dell’ansia. In particolare, le difficoltà ad addormentarsi, a causa dei pensieri ricorrenti o dell’agitazione interna, sono tra i primi segnali da non ignorare. Dormire poco o male ha effetti negativi su umore, memoria e regolazione emotiva, aggravando ulteriormente il quadro clinico.

Evitamento e rinuncia alla vita sociale

Nei disturbi d’ansia può emergere una tendenza all’evitamento: evitare luoghi, situazioni o persone che generano disagio. Questo comportamento, se prolungato, può portare all’isolamento sociale, riducendo drasticamente la qualità della vita e aumentando il rischio di sviluppare depressione.

Quando chiedere aiuto

Non tutti i momenti di preoccupazione o di stress indicano un disturbo d’ansia, ma quando i sintomi interferiscono con il normale funzionamento quotidiano è opportuno rivolgersi a uno specialista. Una valutazione psichiatrica può chiarire la diagnosi e individuare un percorso terapeutico adeguato.

Quali trattamenti esistono?

La terapia cognitivo-comportamentale è tra gli approcci più efficaci nel trattamento dei disturbi d’ansia, spesso associata, nei casi più gravi, a una terapia farmacologica mirata. L’intervento precoce è determinante per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi.