Disturbi dell’umore: la Depressione

Il Prof. Enrico Smeraldi, esperto in Psichiatria a Milano, ci parla della depressione: un disturbo dell’umore di cui spesso si sente parlare ma che in realtà è più complesso di quello che si crede
Quando si può parlare di depressione?
Tutti parlano di depressione, ma in realtà si tratta di una condizione particolarmente complessa che deve essere affrontata partendo dalla premessa che la depressione psicopatologica è una malattia. Tutti gli altri tipi di “depressione” (che sono molteplici), sono cose diverse, nonostante possiedano alcune caratteristiche simili.
Innanzitutto, è fondamentale capire quando deve parlare di depressione in quanto malattia e quando, invece, si è in presenza di un disagio psicologico espresso con una modalità depressiva, ma che se ne differenzia per la natura e la sostanza.

Come si manifesta la depressione?
L’umore depresso si riflette a livello comportamentale, mimico e nelle verbalizzazioni spontanee della persona; ma per poter definire la depressione come malattia è necessario individuare il cosiddetto “costrutto psicopatologico depressivo”, vale a dire la maniera tipica di pensare della depressione (costrutto cognitivo), che si erge attorno al sentimento di tristezza.
Si può essere tristi per molteplici ragioni, ma si deve avere un modo specifico di pensare organizzato attorno alla tristezza per identificare la malattia depressiva vera e propria.
A che cosa corrisponde, di preciso, la depressione?
La depressione corrisponde alla consapevolezza di essere a disagio con se stessi a causa di un cambiamento interno che non possiede plausibilità psicologiche e perciò terrifico. Se non vi è questo cambiamento interno, si tratta solamente di un sentimento espresso come vissuto negativo.

La periodicità della depressione: dalla sindrome alla malattia
Una caratteristica insita e peculiare delle Sindromi Depressive, che fanno parte dei Disturbi dell’Umore, è la loro periodicità. Per comprendere il significato di questo termine dobbiamo prima di tutto porci in un’ottica longitudinale, non fermandoci al quadro sindromico come esso appare in un dato momento, ma osservando l’andamento della malattia nel tempo.
L’evoluzione naturale della patologia prevede un esordio, cioè un momento in cui insorge per la prima volta una Sindrome Depressiva la quale, per sua natura, avrà il suo decorso ed andrà incontro ad una remissione spontanea (nell’80% dei casi) in un tempo variabile dai 2 mesi ai 2 anni. A questo periodo di conclamato disagio segue in genere una fase di funzionamento adeguato, durante la quale il soggetto recupera tutte le caratteristiche (caratteriali, intellettive, comportamentali, relazionali, ecc.) precedenti all’esordio del disturbo.
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