Dolori alle ghiandole salivari durante i pasti? Ecco come risolverli!
Può capitare, soprattutto durante l’assunzione di alcuni alimenti come il limone, di avvertire dolore e una sensazione di gonfiore alla bocca. Questo disagio è solitamente dovuto alla presenza di calcoli nelle ghiandole salivari. La patologia prende il nome di scialolitiasi o calcolosi salivare. Il Dott. Giorgio Bandiera, esperto in Otorinolaringoiatria a Roma, ci spiega di più.
Cos’è la scialolitiasi?
Per scialolitiasi, o calcolosi salivare, s’intende la presenza di calcoli nei dotti escretori delle ghiandole salivari, che ostruiscono il normale deflusso della saliva generando gonfiore e dolore nella ghiandola salivare coinvolta. Questa patologia interessa principalmente le ghiandole sottomascellari (o ghiandole sottomandibolari) e meno frequentemente può interessare anche le parotidi, situate al di sotto e al davanti dell’orecchio. Ciò è dovuto al fatto che le ghiandole sottomandibolari presentano un dotto escretore molto lungo e tortuoso e un flusso salivare antigravitazionale, trovandosi la ghiandola più in basso rispetto al dotto escretore.

Come si origina la patologia?
Un’ostruzione prolungata di queste ghiandole può provocare un’infiammazione cronica della stessa e del tessuto derivante da essa. I calcoli salivari sono formati principalmente da una porzione periferica inorganica composta da carbonato e fosfato di calcio (80-90%), un nucleo centrale formato da materiale organico, in particolare batteri, cellule epiteliali di sfaldamento e cellule infiammatorie (10-20%).
Come riconoscere e come trattare la calcolosi salivare?
I sintomi si manifestano principalmente durante l’assunzione di alimenti che generano una forte salivazione, come ad esempio il limone e il cioccolato. Il calcolo blocca il passaggio della saliva nel dotto escretore causando un rigonfiamento della ghiandola e un conseguente stiramento della capsula ghiandolare, responsabile per il dolore percepito dal paziente. Ai fini della diagnosi è utile eseguire una palpazione bimanuale del dotto e degli esami diagnostici quali la radiografia con proiezione occlusale o l’ecografia. Per quanto riguarda il trattamento può essere adottata una terapia farmacologica a base di spasmolitici e/o cortisonici; in qualche caso può essere necessaria la somministrazione di antibiotici. Se non c’è un’ostruzione completa del dotto o se si palpa un piccolo calcolo nella porzione di dotto situata nel pavimento del cavo orale si possono utilizzare alimenti che facilitano la produzione di saliva in modo che il calcolo venga espulso spontaneamente. Qualora questo metodo non risulti efficace, si procederà all’asportazione del calcolo tramite un intervento chirurgico. Nel caso in cui il calcolo si trovi nel dotto salivare l’asportazione viene eseguita con un intervento in anestesia locale effettuato dal cavo orale, mentre per calcoli situati in aree differenti è opportuno ricorrere a un approccio differente: l’intervento viene effettuato in anestesia generale, richiede come minimo un giorno di ricovero e prevede l’asportazione della ghiandola attraverso un accesso chirurgico dal collo.


