E tu, di che mal di schiena soffri?

Autore: Prof. Enrico Pola
Pubblicato:
Editor: Marta Buonomano

Esistono diversi tipi di mal di schiena, ognuno provocato da diversi fattori. Il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia a Roma, il Prof. Enrico Pola, ci spiega come riconoscerli

Il mal di schiena in Italia

Il mal di schiena è una delle patologie dolorose più diffuse al mondo e quella con il maggior impatto socio-sanitario nei paesi occidentali. In Italia, oltre 20 milioni di persone soffrono di mal di schiena almeno una volta all’anno. Si tratta di una condizione dolorosa che può dipendere da molte cause, alcune correlate a patologie del rachide come la scoliosi o la spondilolistesi, ma anche a cause non strutturali quali una postura scorretta, il sovrappeso, lo scarso tono muscolare, lo stress psicofisico. Aumenta la sua incidenza durante il passaggio stagionale dal caldo al freddo e nel periodo in cui si utilizza abbondantemente l’aria condizionata. È considerato la principale causa di inattività al mondo, in quanto le conseguenze di un episodio acuto prevedono:

  • Dolore
  • Assunzione prolungata di antidolorifici e antiinfiammatori
  • Impossibilità di svolgere attività quotidiane con conseguente riduzione dell’attività lavorativa e peggioramento delle relazioni sociali

Che cos’è il colpo di freddo?

L’abbassamento delle temperature con il conseguente cambio di umidità nell’aria comportano un irrigidimento dei muscoli, in particolar modo quelli lombari. Per questo motivo con l’arrivo del freddo può aumentare l’incidenza delle contratture muscolari o del dolore causato dall’irrigidimento volontario del corpo. Per evitare queste situazioni è importante prestare particolare attenzione alla temperatura corporea, evitando sbalzi di temperatura repentini dal caldo al freddo.

Bisogna aggiungere che dietro al generico “mal di schiena” si nascondono in realtà differenti patologie, ognuna con una terapia specifica.

Quando si tratta di lombalgia?

Il termine “lombalgia” sta ad indicare il classico mal di schiena localizzato nella zona lombare. Generalmente, si manifesta in soggetti giovani e adulti in cui si sia creato uno scompenso meccanico sui dischi per un aumento del peso, una vita sedentaria, una scarsa attività fisica e un conseguente calo del tono muscolare; quando aumentiamo di peso, i dischi vertebrali hanno difficoltà a sopportarlo e si disidratano lentamente. Oltre a questi, altri fattori di rischio per degenerazione del disco intervertebrale sono: danni chimici (per esempio il fumo di sigaretta soprattutto nell’adolescente), stress psicofisico, lavori o sport eccessivamente pesanti sul rachide. Per evitare questo tipo di mal di schiena è importante prendersi cura di se stessi, cercando di affrontare nel miglior modo possibile gli eventi negativi. Lo stress, infatti, se associato ad ansia o tensione, può provocare l’irrigidimento dei muscoli, anche quelli lombari. Proprio per questo la lombalgia viene chiamata anche “colpo della strega”, vale a dire una forte contrattura dei muscoli lombari.

Questo tipo di mal di schiena si manifesta in modo violento e spesso può richiedere una visita al pronto soccorso: il paziente assume generalmente una posizione di difesa e tende a tenere il busto storto. La terapia prevede l’assunzione di forti antidolorifici.

In quali casi, invece, si parla di lombosciatalgia?

In caso di lombosciatalgia, il dolore si localizza al rachide lombare ma si irradia anche ad una o entrambe le gambe. Qualora il dolore non si manifesti affatto nel tratto lombare, nonostante sia proprio quella la zona da cui ha origine, magari a causa di un’ernia del disco che comprime una radice nervosa, si parla di sciatalgia, causata dall’infiammazione del nervo sciatico o di una radice lombare.

E se fosse cervicalgia?

La cervicalgia, denominata comunemente “cervicale”, è un dolore a carico del rachide cervicale che ha una causa multifattoriale: è una condizione spesso legata ad un evento traumatico (ad esempio da colpi di frusta da tamponamento), traumi sportivi, contratture muscolari. Può essere causata da attività fisica eseguita in maniera non corretta o dall’esecuzione di sforzi eccessivi e non calibrati; più raramente può essere dovuta ad un’alterazione strutturale del disco intervertebrale cervicale in quanto le cause meccaniche da sovraccarico agiscono meno sul rachide cervicale che invece è più sensibile a traumi di natura distorsiva o in flesso estensione.

Oltre a queste, altre possibili cause della cervicalgia sono:

  • Vita sedentaria
  • Riduzione del tono muscolare
  • Colpi di freddo
  • Postura scorretta

È importante sottolineare che la cervicalgia non deve essere confusa con la cervicobrachialgia, una condizione caratterizzata dall’irradiazione del dolore agli arti superiori causata, nella maggior parte dei casi, da un’ernia del disco che comprime una radice cervicale.

Prof. Enrico Pola
Ortopedia e Traumatologia

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