Elastosonografia: a cosa serve e quando bisogna eseguirla?

Autore: Dott. Giuseppe Luchetti
Pubblicato: | Aggiornato: 04/04/2023
Editor: Marta Buonomano

Il nostro esperto in Oncologia ci parla di un particolare esame in grado di rilevare l’elasticità dei tessuti: l’elastosonografia

Che cos’è l’elastosonografia?

L’elastosonografia è un esame clinico per valutare l’elasticità dei tessuti, che dipendono dalla struttura delle sue macromolecole.

Questo esame clinico si basa sostanzialmente sulla misurazione del grado di comprimibilità dei tessuti molli e duri attraverso un macchinario specifico che agisce in modo simile alla palpazione manuale, rilevando possibili noduli.

Lo strumento è ampiamente utilizzato per la diagnosi delle patologie alla mammella, poiché il tessuto di quest’area è particolarmente elastico ed omogeneo. Tuttavia, grazie agli avanzamenti delle tecniche che consentono di individuare possibili formazioni tumorali più in profondità, è oggi possibile analizzare anche linfonodi, testicoli, tiroide e fegato.

dottore e paziente

Come avviene l’esame?

Il macchinario si compone di un classico ecografo a cui viene aggiunto un dispositivo in grado di elaborare le immagini ricevute in B-mode in una scala di grigi.

Una volta utilizzato sull’area interessata il tessuto risponderà con uno stimolo registrato in una scala di colori in tempo reale. Il paziente esegue il test da sdraiato comodamente sul lettino, mentre lo specialista sposta la sonda premendo sull’area interessata.

L’elastosonografia può essere svolta con due metodiche diverse. Quando eseguita a mano libera il risultato è ottenuto paragonando l’immagine ottenuta in radiofrequenza prima della pressione e quella dopo il passaggio con il macchinario ecografico da parte dello specialista sull’area interessata. Invece, quando viene utilizzata una compressione meccanica con bassa frequenza, ma maggiore energia.

Il risultato è apprezzabile attraverso una scala cromatica in cui ad ogni colore corrisponde un grado di elasticità, per esempio con tonalità di blu si individuano lesioni dure, mentre con rossi e verdi noduli più elastici.

Quando eseguire una elastosonografia?

L’esame è indicato qualora sia presente dubbio clinico di formazioni tumorali focali alle mammelle o alla tiroide, così come sospetti noduli ai testicoli o rigonfiamento dei linfonodi. Nei pazienti colpiti epatopatici, si rivela inoltre utile per capire il grado di cirrosi

Il grande vantaggio dei questa tecnica diagnostica consiste in una valutazione rapida e indubbia che permette di evitare ulteriori esami sugli organi come una biopsia che potrebbero essere più invasivi o di riconoscere una formazione maligna da una benigna.

L’esame, in particolare, fornisce informazioni più dettagliate sull’elasticità didi tutta la lesione o parti specifiche di essa paragonandole a quelle dei tessuti circostanti o a quelli ghiandolari. Nella diagnostica alla mammella, in particolare si rivela particolarmente utile nell’individuazione di lipomi, fibroadenomi e noduli di dimensioni inferiori ai 20 mm.

Dott. Giuseppe Luchetti
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