Endoscopia della base cranica per il trattamento delle patologie ipofisarie

Autore: Prof. Diego Mazzatenta
Pubblicato: | Aggiornato: 18/11/2018
Editor: Marta Buonomano

Cos’è un chirurgo ipofisario e come vengono trattate le patologie dell’ipofisi? Risponde il Prof. Diego Mazzatenta, esperto in Neurochirurgia a Bologna

Quali sono le principali patologie ipofisarie?

Gli adenomi ipofisari sono le principali lesioni benigne dell’ipofisi, una ghiandola posizionata al di fuori della guaina che avvolge il cervello che si chiama meninge. La ghiandola ipofisaria controlla le funzioni delle ghiandole endocrine del corpo. Altri tumori che possono insorgere nella regione encefalo-ipofisaria sono i cranio faringiomi. Questi tipi di tumori vengono definiti di comportamento incerto. Infine, ci sono le lesioni della regione diencefalica come i gliomi, i germinomi ed altri tumori rari della linea mediana del cervello. Per quanto riguarda le patologie maligne, nella regione ipofisaria possono formarsi le metastasi di altri tumori (in questo caso la chirurgia ha il solo compito bioptico, cioè diagnostico) ed i carcinomi ipofisari, cioè delle evoluzioni maligne estremamente rare di alcuni adenomi.

Quali sono le cause delle patologie ipofisarie?

Le cause delle patologie ipofisarie rappresentano tutt’oggi un argomento di dibattito. Non vi è una correlazione tra un fattore specifico e l’insorgenza di una lesione ipofisaria, come ad esempio il fumo di sigaretta per i tumori polmonari e l’amianto per il mesotelioma. Attualmente sono in corso numerosi studi che hanno come obiettivo l’identificazione dei fattori scatenanti.

Come riconoscere le patologie ipofisarie

Le patologie ipofisarie sono estremamente rare, di difficile diagnosi e richiedono una competenza plurispecialistica, per questo è molto importante rivolgersi a dei centri di riferimento. Nella cosiddetta “Pituitary Unit” dove lavoro (Centro di diagnosi e cura dei tumori diencefalo-ipofisari e chirurgia endoscopica della base cranica) offriamo un team multidisciplinare composto dai seguenti specialisti: il neurochirurgo, l’otorinolaringoiatra, il neuroradiologo (tra cui il neuroradiologo interventista che, in caso di danni alle arterie, è capace di curarle utilizzando strumenti che passano al loro interno), l’endocrinologo, il radioterapista, il rianimatore anestetista, l’oftalmologo, il neuropsicologo fino allo specialista delle cure palliative. I sintomi più comuni delle patologie ipofisarie sono:

  • Affaticamento
  • Disturbi della sfera sessuale
  • Disturbi della vista (riduzione della campimetria, visione doppia)

La diagnosi è complessa ma, se bene indirizzata ed eseguita da esperti, ci permette di trattare rapidamente la patologia. Le analisi che si eseguono per poter formulare una diagnosi completa sono l’esame fisico del malato, la TAC, la RM e, solo in rarissimi casi selezionati, l’angiografia.

Cos’è l’endoscopia della base cranica?

L’endoscopia della base cranica è una tecnica ormai consolidata (si utilizza da più di 20 anni) che, dalla sua introduzione, ha aumentato il numero di tumori operabili sfruttando la strada attraverso il naso, sostituendosi ad approcci chirurgici molto più demolitivi e quindi gravosi per il paziente, tra cui:

  • I tumori localizzati a cavallo tra il cranio e le fosse nasali
  • I tumori della linea mediana del cervello, anche profondi
  • I tumori che invadono le orbite
  • I tumori che raggiungono la base cranica e si espandono dentro le fosse nasali
  • Lesioni della colonna nelle regione della giunzione cranio-vertebrale

Utilizzando la tecnica endoscopica che sfrutta la via attraverso il naso, è possibile trattare queste patologie senza dover ricorrere ad interventi demolitivi, evitando l’apertura della scatola cranica, le incisioni sul volto e l’apertura dei seni mascellari. Tutto ciò porta ad una migliore qualità di vita del paziente.

Endoscopia della base cranica e patologie ipofisarie

L’endoscopia della base cranica per il trattamento delle patologie ipofisarie è uno dei procedimenti più avanzati delle tecniche neurochirurgiche attuali. Abbiamo a nostra disposizione tecnologie di visualizzazione delle immagini a 4K full HD, compresa anche la visione tridimensionale, quindi siamo in grado di trattare questo tipo di tumori con le migliori tecnologie a disposizione. Oggi il paziente viene dimesso molto più rapidamente rispetto al passato ed un intervento con un approccio meno invasivo, senza incisioni o demolizioni del cranio, è molto più tollerato. Con la tecnica endoscopica si ha una visione migliore ed è possibile integrare molte informazioni nelle immagini digitali: in questo modo il chirurgo riesce a passare attraverso aperture molto più piccole rispetto a quelle richieste dalla tecnica tradizionale.

Gli obiettivi della Neurochirurgia

In futuro avremo a nostra disposizione una sala operatoria con strumenti capaci di integrare moltissimi dati, in modo da fornire al chirurgo una visione globale senza distogliere l’attenzione dal paziente. Si potranno osservare, in tempo reale durante l’operazione, immagini digitali e non più analogiche come quelle del microscopio (una serie di lenti che consente una visione ingrandita). Al giorno d’oggi è già possibile eseguire un “post processing” delle immagini, escludendo o integrando informazioni e aggiungendo particolari variazioni cromatiche e spettri differenti. Inoltre, nel nostro Centro di Chirurgia Endoscopica della Base Cranio, possiamo contare sulla presenza di un neurofisiologo durante gli interventi: in questo modo abbiamo un controllo costante di tutte le attività cerebrali e possiamo intervenire tempestivamente, se necessario.

Cosa significa essere un chirurgo ipofisario?

Un chirurgo ipofisario non è un semplice neurochirurgo. Secondo le linee guida della Società Internazionale di Endocrinologia, uno specialista può essere definito chirurgo ipofisario se esegue almeno 50 procedure all’anno: io, assieme al mio team, ne eseguo 130. Questo dato serve a sottolineare il fatto che non basta avere a disposizione strumenti tecnologici, ma è necessario avere esperienza ed utilizzare metodi scientifici di analisi dei risultati. In quanto professore universitario, tutte le procedure che propongo ai miei pazienti sono state validate in lavori scientifici e pubblicate in riviste prestigiose. Grazie alla collaborazione con l’Istituto di Anatomia dell’Università, possiamo eseguire tutti gli studi necessari prima di proporre nuove metodiche al paziente.

 


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