Epicondilite ed Epitrocleite: quando il dolore colpisce il gomito

Autore: Dott.ssa Giuseppina Di Stefano
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Editor: Jennifer Verta

Il gomito del tennista è la più conosciuta tra le infiammazioni all’articolazione del gomito, ma ne esistono di differenti. Scopriamo con la Dott.ssa Giuseppina di Stefano, esperta in Fisiatria ad Alessandria, quali sono

Quali sono le lesioni dei tendini del gomito?

Le infiammazioni dell’area laterale e mediale del gomito prendono rispettivamente il nome di epicondilite e l'epitrocleite. Per la precisione, queste due patologie sono originate dalla degenerazione dei tessuti tendinosi dell’area del gomito. Si presentano tanto di frequente nel corso di due attività sportive in particolare da avergli prestato anche il nome: parliamo, infatti, di “gomito del tennista” nel caso dell’epicondilite e “gomito del golfista” per l’epitrocleite.

Che cos’è l’epicondilite?

L’epicondilite colpisce i tendini dei muscoli posizionati sull’epicondilo laterale, ossia l’osso parte dell’omero che può essere facilmente riconosciuto nella parte laterale dell’articolazione del gomito.

Questi muscoli sono degli estensori del polso e della mano e sono:

  • Estensore radiale lungo del carpo;
  • Estensore radiale breve del carpo;
  • Estensore comune delle dita;
  • Estensore ulnare del carpo.

In termini tecnici si parla di tendinosi, per via della natura cronicizzata della degenerazione e non di tendinite, che invece identifica uno stato infiammatorio acuto. Questa patologia è inoltre particolarmente frequente anche in quei soggetti che svolgono lavori manuali ripetitivi che incidono sul gomito. Il dolore che il disturbo provoca si focalizza sul gomito lateralmente e coinvolge l’avambraccio, specialmente estendendo il polso.

Che cos’è epitrocleite?

L'epitrocleite, al pari dell’epicondilite si presenta per un uso smodato dell’articolazione del gomito ed ha effetto sui tendini, in questo caso dei muscoli flessori, ovvero quelli che si trovano sull’epitroclea, un osso che si trova nella parte centrale del gomito. I tendini colpiti sono:

  • Il pronatore rotondo;
  • Il flessore radiale del carpo;
  • Il palmare lungo;
  • Il flessore ulnare del carpo.

Il dolore si individuerà nella sezione mediale del gomito e spesso si irradia anche al resto del braccio.

Come avviene la diagnosi?

Sia per l’epitrocleite che l’epicondilite è possibile eseguire una diagnosi iniziale con palpazione dell’area, anche se sarà sempre necessaria la conferma con test diagnostici (ecografia o risonanza magnetica) per confermarla ed escludere un problema al nervo ulnare.

Come vengono trattate le degenerazioni dei tendini del gomito?

Prima di tutto è fondamentale interrompere l’attività, sia essa sportiva o lavorativa, che ha provocato la lesione e far riposare l’arto con un tutore. Si dovranno poi intraprendere delle terapie per ridurre l’infiammazione, per esempio la mesoterapia, la laserterapia e l’agopuntura. Nella fase più avanzata della malattia sarà invece opportuno impiegare le onde d’urto. Una volta ridotta l’infiammazione si passerà dunque alla fisioterapia per riprendere la piena funzionalità dell’articolazione. Per i casi più gravi si potranno anche valutare delle infiltrazioni locali con antinfiammatori o con gel piastrinico, ossia sangue proprio arricchito con fattori di crescita. Infine, qualora tutti i trattamenti precedenti non abbiano sortito effetto, sarà necessario ricorrere alla chirurgia. Ad ogni modo sarà sempre cruciale intervenire precocemente per evitare la cronicizzazione del disturbo che rallenta inevitabilmente la guarigione.

Dott.ssa Giuseppina Di Stefano
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