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Epitelioma cutaneo: quali sono le differenze tra basalioma e carcinoma spinocellulare?

Il basalioma e il carcinoma spinocellulare sono due tumori maligni della pelle, ma differiscono per aggressività e rischio di diffusione. Il basalioma tende a crescere localmente, mentre lo spinocellulare può raggiungere i linfonodi. La scelta del trattamento dipende dalla sede, dalle dimensioni e dalle caratteristiche del tumore.

Che cos'è un epitelioma cutaneo e quali sono i tipi più comuni?

Con il termine epitelioma cutaneo si indicano comunemente alcuni tumori che si sviluppano dalle cellule della pelle. I due principali sono il carcinoma basocellulare, chiamato anche basalioma, e il carcinoma spinocellulare, detto anche squamocellulare. Entrambi appartengono ai tumori cutanei non melanocitari, ma hanno caratteristiche e comportamenti differenti.


Il basalioma deriva da cellule dell'epidermide legate alla linea basale e ai follicoli piliferi, mentre il carcinoma spinocellulare origina dai cheratinociti, le cellule che producono cheratina. Secondo la linea guida S2k di Lang e collaboratori (2024), il basalioma rappresenta oltre l'80% dei tumori cutanei epiteliali ed è particolarmente frequente nelle popolazioni con pelle chiara.

Qual è la differenza tra basalioma e carcinoma spinocellulare in termini di pericolosità?

La differenza principale riguarda il comportamento del tumore. Il basalioma cresce generalmente in modo localizzato e dà metastasi solo eccezionalmente. La sua pericolosità dipende soprattutto dalla capacità di infiltrare e danneggiare i tessuti circostanti, come cartilagine e osso.


Il carcinoma spinocellulare presenta un rischio maggiore di diffusione, soprattutto quando è profondo, esteso o mostra caratteristiche aggressive all'esame istologico. Le linee guida europee di Stratigos e collaboratori (2026) distinguono i tumori a basso e ad alto rischio, considerando anche l'eventuale coinvolgimento dei nervi, la sede e le condizioni del sistema immunitario.


Il rischio di diffusione riguarda il carcinoma spinocellulare invasivo. Nella forma in situ, detta anche malattia di Bowen, le cellule tumorali rimangono confinate all’epidermide: anche questa forma richiede un trattamento appropriato, ma va distinta dalla malattia invasiva.

 

Questo non significa che ogni carcinoma spinocellulare sia necessariamente più grave di qualsiasi basalioma. Un piccolo spinocellulare diagnosticato precocemente può essere più semplice da trattare rispetto a un basalioma esteso o recidivato. La valutazione deve quindi considerare le caratteristiche della singola lesione, non soltanto il nome del tumore.


Come riconoscere un basalioma o un carcinoma spinocellulare sulla pelle?

Il basalioma può apparire come un piccolo nodulo lucido, talvolta traslucido, con sottili vasi sanguigni visibili sulla superficie. In altri casi si presenta come una macchia rosata, una zona simile a una cicatrice o una ferita che sanguina e non guarisce completamente. Secondo Lang e collaboratori (2024), le forme nodulari e ulcerate rappresentano circa il 60-80% dei basaliomi.


Il carcinoma spinocellulare può manifestarsi come un nodulo duro, una placca arrossata e ruvida oppure una lesione ricoperta da croste. Può aumentare progressivamente di dimensioni, ulcerarsi o sanguinare. Le due forme possono tuttavia avere aspetti simili, soprattutto nelle fasi iniziali, e non sempre provocano dolore o altri sintomi evidenti.


Per questo motivo, una ferita persistente, una lesione che sanguina ripetutamente o un nodulo in crescita devono essere valutati dallo specialista. L'aspetto della pelle, da solo, non permette di distinguere con certezza i due tumori.

Come viene diagnosticato un epitelioma cutaneo e quando serve una biopsia?

Durante la visita, lo specialista osserva la lesione e può utilizzare il dermatoscopio, uno strumento che permette di esaminare alcune strutture della pelle non visibili a occhio nudo. Vengono valutati dimensioni, posizione, margini e caratteristiche della superficie. Se necessario, si procede con una biopsia o con l'asportazione della lesione per l'esame istologico.


L'esame istologico permette di identificare il tipo di tumore e alcune caratteristiche che influenzano il trattamento. Le linee guida europee di Peris e collaboratori (2023) e Stratigos e collaboratori (2026) indicano l'importanza della conferma diagnostica e della valutazione del rischio prima di definire il percorso terapeutico.


La linea guida S2k del 2024 raccomanda inoltre, dopo la diagnosi di basalioma, un esame completo della superficie cutanea. Chi ha già sviluppato questo tumore può infatti presentarne altri, anche in zone differenti. Nei carcinomi spinocellulari ad alto rischio possono essere necessari ulteriori accertamenti, compresa la valutazione dei linfonodi.

Quali trattamenti sono disponibili per il basalioma e il carcinoma spinocellulare?

L'asportazione chirurgica rappresenta il trattamento di riferimento per molti epiteliomi cutanei operabili. L'obiettivo è rimuovere completamente il tumore e verificare che i margini del tessuto asportato siano privi di cellule tumorali. La scelta della tecnica dipende dalle dimensioni, dalla sede, dalle caratteristiche istologiche e dal rischio di recidiva.


Secondo Lang e collaboratori (2024), oltre il 95% dei basaliomi può essere trattato efficacemente mediante escissione chirurgica. Le percentuali di recidiva a cinque anni riportate per la chirurgia variano dal 2% all'8%, considerando tecniche e caratteristiche tumorali differenti.


Per alcuni basaliomi superficiali e a basso rischio possono essere valutati trattamenti locali, come terapie topiche o fotodinamiche. La radioterapia è un'alternativa in pazienti selezionati. Per il carcinoma spinocellulare invasivo, le linee guida europee del 2026 indicano la chirurgia come trattamento principale nei casi operabili, con eventuali ulteriori terapie nelle forme avanzate.


Tra le opzioni chirurgiche rientra anche la chirurgia micrografica di Mohs, una tecnica che permette di controllare i margini del tumore durante l'intervento. Può essere indicata soprattutto per lesioni ad alto rischio, recidivanti o localizzate in aree delicate.


Nei pazienti che non possono essere operati o nei casi avanzati possono essere valutate altre terapie, secondo le caratteristiche della malattia.

Quando la chirurgia di Mohs può essere preferibile all'asportazione tradizionale?

La chirurgia micrografica di Mohs consente di rimuovere progressivamente il tumore, esaminando al microscopio i margini del tessuto asportato. Se vengono individuate cellule tumorali residue, il chirurgo procede con un'ulteriore asportazione mirata. Questo metodo permette di preservare quanto più possibile il tessuto sano, un aspetto importante soprattutto nelle aree delicate del volto.


Secondo le linee guida di Peris e collaboratori (2023), la tecnica è particolarmente indicata per i basaliomi ad alto rischio, recidivanti o localizzati in zone come naso, palpebre e orecchie. Può essere utilizzata anche per alcuni carcinomi spinocellulari, in base alle caratteristiche del tumore e al rischio di recidiva, come indicato da Stratigos e collaboratori (2026).


La chirurgia di Mohs non è necessaria per tutti gli epiteliomi e non elimina completamente il rischio di recidiva. Richiede inoltre competenze specifiche e può comportare tempi operatori più lunghi rispetto all'asportazione convenzionale. La scelta deve quindi essere valutata individualmente dallo specialista.

Cosa succede se un epitelioma non viene asportato completamente?

Dopo un'asportazione chirurgica, l'esame istologico può evidenziare la presenza di cellule tumorali ai margini del campione. Questa situazione viene definita resezione R1 e indica che non è possibile considerare completa l'asportazione. Non significa necessariamente che il tumore ricomparirà, ma richiede una valutazione specialistica.


Secondo Lang e collaboratori (2024), dopo un'asportazione incompleta di basalioma, la recidiva è stata osservata nel 26-41% dei casi riportati dagli studi esaminati. Per questo la linea guida raccomanda generalmente una nuova asportazione. Nei tumori ad alto rischio o situati in aree critiche è preferibile, quando possibile, il controllo microscopico completo dei margini.


Nei basaliomi a basso rischio possono essere considerate anche alternative non chirurgiche, accompagnate da un monitoraggio attento. La scelta dipende dalla sede, dalle caratteristiche del tumore e dalle condizioni del paziente.


Nel carcinoma spinocellulare invasivo, la presenza di cellule tumorali ai margini richiede una rivalutazione tempestiva per definire come ottenere un’asportazione completa, valutando una nuova escissione quando praticabile. Se un ulteriore intervento non è indicato o possibile, le alternative devono essere definite in sede specialistica, eventualmente multidisciplinare.

Quali controlli servono dopo l'asportazione di un epitelioma cutaneo?

Dopo l'intervento è importante seguire le indicazioni per la medicazione della ferita e partecipare alle visite programmate. I controlli servono a valutare la cicatrizzazione, identificare eventuali segni di recidiva e riconoscere nuove lesioni, che possono comparire anche in zone diverse da quella precedentemente trattata.


Per un basalioma isolato e a basso rischio, la linea guida S2k del 2024 propone un primo controllo dopo 6 mesi, seguito da visite annuali. Nei pazienti con basaliomi multipli o ad alto rischio indica controlli ogni 3 mesi, con possibile passaggio a controlli annuali dopo oltre due anni senza nuove lesioni o recidive.


Si tratta comunque di indicazioni generali: il calendario dei controlli viene adattato dallo specialista al rischio individuale e all’evoluzione clinica.


Per il carcinoma spinocellulare, le linee guida europee di Stratigos e collaboratori (2026) raccomandano un follow-up personalizzato. Nei casi ad alto rischio può essere necessario controllare anche i linfonodi. Frequenza e durata del monitoraggio devono essere stabilite dallo specialista in base alle caratteristiche della malattia.

Come prevenire gli epiteliomi cutanei e quando rivolgersi allo specialista?

La protezione dai raggi ultravioletti è una delle principali misure preventive. È consigliabile evitare l'esposizione solare intensa, cercare l'ombra nelle ore centrali della giornata, indossare indumenti protettivi e utilizzare una protezione solare ad ampio spettro. Queste precauzioni riducono il danno cutaneo, ma non eliminano completamente il rischio di sviluppare tumori della pelle.


È utile osservare regolarmente la propria pelle, soprattutto dopo una precedente diagnosi di epitelioma. La linea guida S2k di Lang e collaboratori (2024) raccomanda l'autoesame periodico, insieme a controlli specialistici programmati in base al rischio individuale.


La comparsa di una ferita che non guarisce, un nodulo che aumenta di dimensioni o una lesione che sanguina ripetutamente richiede una valutazione medica. Una diagnosi tempestiva permette di definire il trattamento più appropriato e, quando possibile, limitare l'estensione dell'intervento chirurgico.

Dove rivolgersi per il trattamento chirurgico di un epitelioma cutaneo a Roma e Aprilia?

Il Dott. Umberto Fama, specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, si occupa del trattamento chirurgico dei tumori cutanei, tra cui basaliomi e carcinomi spinocellulari, e della ricostruzione dei tessuti dopo l'asportazione. La scelta della tecnica chirurgica viene definita in base alle caratteristiche del tumore, alla sua localizzazione e alle esigenze funzionali e ricostruttive del paziente.


La valutazione preliminare è gratuita e può essere effettuata in tutte e quattro le sedi, tre a Roma e una ad Aprilia. L’eventuale trattamento e la sede più appropriata vengono definiti in base alla complessità del caso. Per prenotare una valutazione specialistica è possibile utilizzare il profilo del Dott. Fama su Top Doctors.

Fonti

Peris, K., Fargnoli, M. C., Kaufmann, R., et al. (2023). European consensus-based interdisciplinary guideline for diagnosis and treatment of basal cell carcinoma - Update 2023. European Journal of Cancer, 192, 113254.

DOI: 10.1016/j.ejca.2023.113254 | PubMed

Stratigos, A. J., Dessinioti, C., Garbe, C., et al. (2026). European consensus-based interdisciplinary guideline for invasive cutaneous squamous cell carcinoma: Part 1. Diagnostics and prevention - Update 2026. European Journal of Cancer, 243, 116763.

DOI: 10.1016/j.ejca.2026.116763 | PubMed

Stratigos, A. J., Dessinioti, C., Garbe, C., et al. (2026). European consensus-based interdisciplinary guideline for invasive cutaneous squamous cell carcinoma: Part 2. Treatment - Update 2026. European Journal of Cancer, 243, 116764.

DOI: 10.1016/j.ejca.2026.116764 | PubMed

Lang, B. M., Balermpas, P., Bauer, A., et al. (2024). S2k guideline basal cell carcinoma of the skin (update 2023). Journal der Deutschen Dermatologischen Gesellschaft, 22(12), 1697–1714.

DOI: 10.1111/ddg.15566 | PDF integrale