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Fattori di rischio e diagnosi del carcinoma del cavo orale

Approfondiamo nel seguente articolo quali sono i fattori di rischio e come avviene la diagnosi dei tumori maligni del cavo orale. A parlarcene è il Dott. Dimitri Rabbiosi, esperto in Chirurgia maxillo-facciale a Monza, Varese e Sondrio

Fattori di rischio

I fattori o meglio l’eziologia è multifattoriale ed è strettamente correlata ad abitudini voluttuarie come il fumo di tabacco e l’abuso di alcool, inoltre hanno un certo ruolo anche alcune infezioni virali come quella da HPV, che come sappiamo può scatenare l’insorgenza di tumori anche in altre sedi del nostro corpo e per quanto riguarda il cavo orale è associato ad alcune forme di SCC dell’orofaringe, della parte più posteriore della bocca. Anche i traumi della superficie interna della bocca possono provocare tumori, come, per esempio, l’errato posizionamento di protesi dentarie possono provocare lesioni con conseguente insorgenza del tumore.

L'esposizione al tabacco e/o alcool è il più importante fattore di rischio per il cancro orale, con un rischio di sviluppare la malattia da 8 a 20 volte più alto nei fumatori rispetto ai non fumatori. Inoltre, la loro combinazione incrementa il rischio fino a 50 volte. Per quanto riguarda il tumore del labbro, possibili fattori favorenti sono l'esposizione al sole e l'uso della pipa oltre che alla sigaretta. Altre cause favorenti possono essere la scarsa igiene orale e la masticazione di tabacco.

Sicuramente non sono da tralasciare fattori come la famigliarità e la genetica, infatti, se qualcuno in famiglia ha già avuto un cancro del cavo orale la probabilità di manifestarlo è più alta rispetto a qualcun altro.

Come avviene la diagnosi?

I primi ad accorgersi sono i pazienti stessi perché notano che qualcosa si è modificato a livello delle mucose orali, ad esempio:

  • sono cambiate di colore (placche bianche o rosse, magari sanguinanti)
  • si è formata una piccola ulcera che non guarisce
  • è cresciuto del tessuto vegetante o delle escrescenze che non si retraggono nel tempo, dolore persistente in un punto della bocca.

     

Pertanto è importante sottoporsi a dei controlli periodici presso il proprio odontoiatra di fiducia o dal medico curante (ideale ogni 6 mesi). In questo modo si può prevenire il cancro oppure eseguire una diagnosi precoce.

Nel momento in cui si dovesse presentare una lesione sospetta il paziente dovrà rivolgersi a un chirurgo maxillo-facciale per eseguire un esame istologico con una biopsia incisionale, cioè il prelievo di un pezzettino di tessuto in anestesia locale che potrà dare maggiori informazioni sulla lesione. Se invece dovesse manifestarsi una tumefazione a livello del collo (possibile metastasi linfonodale) si dovrà eseguire un agoaspirato sotto eco-guida.

A questo punto entrano in gioco gli esami strumentali, che sono parte integrante per la diagnosi e la stadiazione e sono complementari all’esame clinico e bioptico. Questi ci permettono di capire e valutare la reale estensione del tumore, l’eventuale diffusione linfonodale, ci danno indicazioni riguardo alle metastasi a distanza e alla eventuale presenza di altri tumori concomitanti.

Le metodiche d’indagine più comunemente usate per valutare l’estensione del tumore sono la tomografia computerizzata con mezzo di contrasto (TC con mdc), la risonanza magnetica con mezzo di contrasto (RM con mdc), l’ecografia del collo e la tomografia a emissione di positroni (PET)-TC (esame che individua eventuali altre localizzazioni tumorali o metastasi in tutti i distretti/organi del nostro corpo).