Guida all'Ipertensione Arteriosa: consigli per un cuore sano

Che cosa intendiamo con ipertensione arteriosa? Per approfondire la conoscenza del tema e scoprire come controllarci al meglio, ne abbiamo parlato con il Dott. Elio Montagna
Pressione arteriosa: cos’è?
Quando si parla di pressione arteriosa si intende la forza che il sangue esercita contro le pareti delle arterie. Tale valore si misura in millimetri di mercurio (mmHg) che quantificano:
- pressione sistolica (massima): rappresenta la forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie quando il cuore si contrae per pompare il sangue.
- pressione diastolica (minima): indica la pressione del sangue sulle pareti delle arterie durante la fase di rilassamento del cuore, che segue la contrazione.
Se a seguito di misurazioni effettuate a riposo e più volte nel corso di giornate differenti, i valori pressori riscontrati superano i 140 mmHg per la pressione sistolica e/oppure 90 mmHg per la diastolica si parla di ipertensione arteriosa, comunemente detta pressione, ovvero di una pressione arteriosa più alta della media che, a seconda del livello di gravità, può essere lieve, media o elevata.
La Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa riporta che a soffrire di questa condizione, nel nostro paese, sono circa 15 milioni di persone. Solo la metà di loro, tuttavia, è consapevole di avere un problema legato alla pressione sanguigna. Per questo motivo viene definita come un “killer silenzioso” perché spesso, decorrendo del tutto asintomatica anche per molti anni, non viene individuata. Si tratta di un problema molto diffuso, che interessa in media il 20-30% della popolazione di entrambi i sessi; in particolar modo, i soggetti in età avanzata tendono a soffrire spesso di ipertensione arteriosa, in conseguenza del processo di invecchiamento dell’organismo. L’ipertensione, infatti, non va trascurata, perché sul lungo periodo comporta un aumento di rischio di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari fra cui anche infarto, aneurisma, ictus. L’ipertensione arteriosa, infatti, rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare modificabile.

Sintomi dell’ipertensione arteriosa
L'incremento dei livelli di pressione arteriosa non sempre si manifesta con sintomi evidenti, soprattutto se avviene gradualmente; l'organismo si adatta progressivamente a valori leggermente più elevati senza inviare segnali chiari al paziente. In ogni caso, i sintomi legati all'ipertensione arteriosa non sono specifici e, per questo motivo, vengono spesso trascurati o attribuiti a condizioni diverse. Tra i più comuni si includono:
- Mal di testa, specie al mattino
- Difficoltà respiratorie
- Stordimento e vertigini
- Astenia, irritabilità
- Ronzii nelle orecchie (acufeni, tinniti)
- Cambiamenti nella vista (vedere nero o la presenza di puntini luminosi davanti agli occhi)
- Epistassi ossia perdite di sangue dal naso.
Nei casi di ipertensione secondaria, ai sintomi aspecifici se ne possono associare altri, più specifici, dovuti alla malattia di base. Ad ogni modo, è necessario controllare la pressione con frequenza periodica, al fine di prevenirne i danni e avere una buona salute cardiovascolare.
Fattori di rischio
Ci sono diversi fattori che possono portare all’ipertensione. Tra questi, ricordiamo:
- Predisposizione genetica e familiarità
- Età
- Sovrappeso
- Fumo
- Disequilibrio di sodio e potassio
- Alcool
- Stress fisico o emotivo
- Sedentarietà
Nel 80% dei pazienti, l’ipertensione arteriosa presenta una forma essenziale, ovvero una causa specifica all’elevazione dei valori pressori. In alcuni casi si dovrà intervenire con un intervento, in altri sarà raccomandata la terapia farmacologica.
Ipertensione secondaria: le cause
L’ipertensione secondaria, invece, riguarda il 20% dei pazienti ed è la conseguenza di altre patologie, malattie o di determinati farmaci. Ci può essere pressione alta, ad esempio, in caso di glomerulonefrite, una patologia infiammatoria che colpisce i reni o, in generale, in presenza di malattie renali croniche.
Anche severe patologie cardiache possono avere tra le proprie manifestazioni l’ipertensione arteriosa. Può dipendere anche da:
- diabete
- difetti congeniti dei vasi arteriosi più grandi
- sindrome da apnee notturne
- Les (Lupus eritematoso sistemico)
- sclerodermia
L’ipertensione può caratterizzare anche la gravidanza e può essere classificata come cronica quando risulta elevata prima della ventesima settimana di gestazione o gestazionale se è successiva alla ventesima settimana e può prolungarsi, più o meno, per sei settimane dopo aver partorito.
L’ipertensione può dipendere anche dall’assunzione di alcuni farmaci:
- pillola anticoncezionale
- decongestionanti nasali
- Fans (antinfiammatori non steroidei)
- corticosteroidi
- alcuni antidepressivi
Un’altra causa di ipertensione arteriosa secondaria può essere individuata nell’ consumo cocaina, anfetamine e alcool.
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Diagnosi
È importante sottoporsi periodicamente alla misurazione della pressione; essa viene espressa attraverso 2 valori: la pressione sistolica o massima e la pressione diastolica o minima; i valori normali per la popolazione adulta sono compresi entro i 140/85 mmHg. La condizione di pressione alta è caratterizzata dalla costante elevazione di uno o entrambi i valori pressori. In alcuni soggetti i valori non sono perennemente elevati, ma possono presentare aumenti variabili nell’arco della giornata. In queste situazioni, viene impiegato un dispositivo di misurazione della pressione arteriosa per 24 ore.
Terapia
La dieta e uno stile di vita sano ed equilibrato possono influire molto sui valori pressori: l’attività aerobica e la perdita di peso possono ridurre la pressione nell’iperteso fino a 10 mmHg, ciascuno. Se necessario, il medico può prescrivere anche una terapia farmacologica personalizzata.
Le terapie impiegate per trattare l'ipertensione coinvolgono l'uso di varie molecole, ciascuna in grado di regolare la pressione attraverso meccanismi distinti. Comunemente, queste molecole vengono combinate a dosaggi moderati, al fine di ottenere un efficace risultato terapeutico, minimizzando al contempo gli eventuali effetti collaterali che potrebbero manifestarsi con l'uso di un singolo farmaco a dosaggio elevato.
I farmaci ipertensivi più utilizzati sono:
- Diuretici
- ACE inibitori
- Calcio-antagonisti
- Alfa o Beta-bloccanti
- Antagonisti dei recettori di angiotensina II (sartani)
- Vasodilatatori ad azione diretta
- Denervazione renale di recente introduzione riservata all’ipertensione resistente)

