Dolore Cronico: non solo un sintomo, ma una malattia | Top Doctors

Il controllo del dolore persistente: cosa da esperti

Autore: Dott. Diego Beltrutti
Pubblicato: | Aggiornato: 18/08/2018
Editor: Top Doctors®

Il Dolore Cronico è una malattia, non solo un sintomo: lo dice la Legge! Ne parla il Dott. Diego Beltrutti, esperto in Terapia del Dolore a Torino

I recenti progressi nella ricerca scientifica, le informazioni offerte dalla PET, le conoscenze nel campo della genetica, della biochimica, la teoria quantistica, la psicologia, hanno portato a nuove conoscenze sulle basi neurofisiologiche e sui meccanismi di trasmissione e percezione del dolore.

La Legge sul Dolore

Nel nostro paese l’introduzione di una Legge sul Dolore ha contribuito in modo significativo a fare mutare l’atteggiamento del paziente e del medico nei confronti del dolore e della sofferenza. Negli ultimi dieci anni, il dolore persistente e severo non è più una condizione spesso sopportata in silenzio e in solitudine, ma un problema medico specifico che va affrontato con impegno e professionalità al fine di giungere a una corretta diagnosi, presupposto indispensabile per una corretta terapia.

Anche se a prima vista si potrebbe dire che ogni medico è caratterialmente, istituzionalmente, professionalmente, deputato al controllo del dolore, l’esperienza ci ha fatto capire che in realtà, per i casi complessi almeno, è necessario l’intervento di un esperto del problema.

Quando il dolore è malattia

Il sollievo dal dolore, pur essendo un obiettivo principale dell'arte medica (divinum opus est sedare dolorem) è stato per troppo tempo considerato in maniera relativamente semplicistica e come argomento non meritevole di alcuna formazione specialistica all’interno della classe medica. A lungo il dolore è stato considerato solo un sintomo. Pertanto seguendo i dettami della medicina occidentale, la risposta è stata: “se c’è un sintomo ci sarà una causa”. Certamente il dolore del femore fratturato trova la sua cura principe nell’atto chirurgico di stabilizzazione della frattura, oltre all’assunzione per alcuni giorni di analgesici.

Vi sono, tuttavia, quadri clinici come il dolore della nevralgia del trigemino che spesso non trovano una causa. Il dolore insorge, a volte in modo inspiegabile; se poi esso è trattato non adeguatamente si protrae e, infine, si cronicizza.

Soltanto in un secondo momento si è presa coscienza del fatto che il dolore acuto andava trattato adeguatamente e che la sua mancata risoluzione poteva portare a quadri di cronicizzazione del dolore. Fu così che, partendo dalla punta dell'iceberg, si scoprì anche la vastità della parte sommersa. Ecco allora gli studi e successivamente, le terapie specialistiche sul dolore postoperatorio, sul dolore da parto, sul dolore oncologico, sul dolore cronico correlato a condizioni mediche non oncologiche, sul dolore vascolare, neuropatico, sulle cefalee, ustioni, ecc.

Il Dolore Cronico oggi

Oggi la Medicina ha riconosciuto la gravita bio-psico-sociale del dolore persistente e la complessità del trattamento del dolore cronico.

Oggi il dolore è tema di insegnamento nei corsi di Laurea in Medicina e in Scienze infermieristiche, e il SSN ha messo a disposizione degli utenti Centri del Dolore.

Oggi i pazienti possono trovare risposte adeguate ai loro problemi di dolore e di sofferenza sia nel pubblico che nel privato attraverso reti di esperti capaci di gestire un approccio multidisciplinare. Inoltre, oggi la letteratura medica specialistica nel campo della Medicina del Dolore è in grado di offrire linee guida, schemi farmacologici, standard terapeutici in grado di aiutare efficacemente gli esperti nella soluzione dei problemi dei loro pazienti.

 

Editor Karin Mosca

Dott. Diego Beltrutti
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