Il piede diabetico: cos'è e come si cura

Autore: Top Doctors®
Pubblicato:
Editor: Top Doctors®

 

Come ci spiega il nostro esperto in Angiologia, il piede diabetico è una lesione cutanea provocata dalla trombosi della microcircolazione del piede chiamata microangiopatia diabetica 

Il principale sintomo del piede diabetico è l’apparizione di una lesione sulla pianta del piede, generalmente localizzata in un’area ‘ruvida o callosa’ con ipercheratosi che peggiora con facilità. Tale ferita, inoltre, può comparire in altri punti come nelle pieghe interdigitali o sui polpastrelli delle dita (nonostante queste lesioni non siano classificate come ‘piede diabetico’ sono legate alla stessa causa). 

 

Perché rivolgersi ad uno specialista in caso di piede diabetico

In ogni caso è molto importante rivolgersi ad uno specialista in Angiologia e Chirurgia vascolare soprattutto se si tratta di un paziente con diabete di lungo corso in grado di danneggiare le arterie. Qualsiasi paziente diabetico, fumatore, iperteso e dislipidemico (anche se non presenta sintomi) dovrà sottoporsi ad una visita specialistica affinché possa effettuare un’analisi completa della patologia e dei fattori di rischio scatenanti. Inoltre, per combattere il fenomeno del piede diabetico occorre affidarsi alla prevenzione.

 

Differenti trattamenti per affrontare il piede diabetico

Il piede diabetico (con presenza di ulcera cutanea) presenta fasi differenti; per tale motivo sono previste diverse terapie basate sullo stadio evolutivo della patologia. Innanzitutto occorre che lo specialista analizzi il piede: nel caso in cui vi sia una lesione cutanea, questa viene trattata in modo da non generare infezione e per favorirne una rapida cicatrizzazione. In alcuni casi, è necessario evitare la sollecitazione dell’ulcera cutanea mediante l’utilizzo di una soletta per i piedi indicata dal podologo. Nelle fasi più avanzate del piede diabetico e se l’esame delle arterie mostra lesioni localizzate che arrivano fino al piede (lesioni femorali, poplitee, tibiali anteriore e posteriori e al perone), si ricorre al cateterismo mediante chirurgia endovascolare e, se necessario, si pratica persino un by-pass.

 Redazione di Topdoctors

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Angiologia


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