Trapianto di cornea: in cosa consiste la tecnica laser?

Autore: Prof. Vincenzo Scorcia
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Editor: Marta Buonomano

Il Prof. Vincenzo Scorcia, esperto in Oculistica a Catanzaro spiega in cosa consiste il trapianto di cornea e quali sono le ultime novità in campo scientifico

Cos’è un trapianto di cornea? 

La cornea costituisce la parte anteriore e la principale lente del bulbo oculare e si distingue tra tutti i tessuti dell’organismo per le sue peculiari caratteristiche di trasparenza, resistenza ed elasticità. Il trapianto di cornea, o cheratoplastica, è un intervento chirurgico che prevede la sostituzione della cornea malata con una sana proveniente da un donatore: è indicato nei casi in cui la cornea ha perso la sua normale trasparenza o quando la sua superficie è molto irregolare o alterata, come nel caso del cheratocono, delle cicatrici post-infettive o dello scompenso endoteliale.

In cosa consiste il trapianto? 

Nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate diverse tecniche di cheratoplastica che differiscono tra loro nella selettività del trapianto, ossia nella possibilità di sostituire solamente gli strati corneali effettivamente compromessi, preservando quelli funzionalmente integri. In questo caso si parla di cheratoplastica di tipo lamellare, che può essere di tipo anteriore o posteriore in base agli strati corneali che sono rimossi e sostituiti. Questa maggiore selettività garantisce in molti casi una minore invasività chirurgica, ma soprattutto è in grado di ridurre in maniera sensibile l’incidenza di rigetto che rappresenta una delle principali cause del fallimento dell’intervento; inoltre, in molti casi il recupero visivo post-operatorio può essere superiore e più rapido rispetto a quanto ottenuto con le tecniche utilizzate in passato (cheratoplastica perforante). Altro importante vantaggio della chirurgia corneale lamellare è la possibilità di utilizzare la stessa cornea donatrice per più pazienti, aumentando in questo modo la disponibilità di tessuti umani per nuovi trapianti.

I trapianti di cornea sono dolorosi o pericolosi?

In genere la cheratoplastica può essere indifferentemente eseguita in anestesia totale o locale (talora implementata da sedazione, anche profonda). La scelta del tipo di anestesia (salvo casi particolari quali ad esempio bulbi perforati, pazienti non collaboranti, pazienti molto giovani ecc.) è a discrezione del chirurgo e dell’anestesista, che devono discutere con il paziente vantaggi, svantaggi ed eventuali possibili complicanze. Tuttavia entrambe le soluzioni garantiscono ottimi risultati in assenza di dolore. 

Quali sono le ultime novità per il trapianto di cornea? 

Una delle più recenti tecniche di trapianto è la Cheratoplastica Lamellare Anteriore Profonda (o DALK, dall’acronimo inglese per “Deep Anterior Lamellar Keratoplasty”) che prevede la rimozione del tessuto corneale fino alla membrana più interna (Membrana di Descemet). La DALK è considerato il trattamento chirurgico d’eccellenza per la maggior parte delle patologie della cornea in cui l’endotelio è sano, come ad esempio le cicatrici superficiali e profonde, le distrofie dello stroma corneale o il cheratocono. I principali vantaggi sono rappresentati dalla sopravvivenza prolungata del lembo trapiantato e il minor rischio di complicanze intraoperatorie. Nell’immediato futuro si stanno studiando tecniche di taglio della cornea con tecnologia laser (a femtosecondi) che dovrebbero rendere ancora più precisa la procedura, riducendo l’entità dell’astigmatismo post-operatorio. Altra tecnica innovativa è la cheratoplastica endoteliale che ha l’obiettivo di sostituire solo l’endotelio, uno degli strati corneali funzionalmente più importanti, che con la sua costante attività mantiene la cornea trasparente. Questa recentissima tecnica permette al paziente di ottenere un recupero funzionale ottimale nel giro di poche settimane, a differenza dei 12-18 mesi necessari in seguito ad una cheratoplastica perforante convenzionale che prevede invece la sostituzione della cornea in toto. 

 

 

Prof. Vincenzo Scorcia
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