Impianto cocleare e sordità

Autore: Prof. Maurizio Barbara
Pubblicato:
Editor: Antonietta Rizzotti

La sordità è una condizione che può essere trattata attraverso l’utilizzo di un “orecchio artificiale”: l’impianto cocleare. Il Prof. Maurizio Barbara, esperto in Otorinolaringoiatria e Audiologia a Roma, risponde ai nostri dubbi

Qual è la differenza tra un impianto cocleare e una protesi acustica tradizionale?

L’impianto cocleare è un dispositivo elettronico sofisticato che viene utilizzato per risolvere un problema di sordità totale bilaterale, ed in alcuni casi anche monolaterale.

Viene introdotto attraverso un intervento chirurgico per stimolare direttamente il nervo acustico. Grazie all’impianto cocleare è possibile quindi convertire i segnali acustici in segnali elettrici, conferendo al paziente la possibilità di poter percepire i suoni.

La protesi acustica, invece, è un dispositivo esterno che sollecita le cellule nervose ancora attive dell’orecchio interno attraverso un’amplificazione acustica.

Tutti i soggetti sordi possono sottoporsi ad impianto cocleare?

Tutti coloro che, per il livello di sordità, non ricevono alcun o scarso beneficio da una protesi acustica tradizionale, sono teoricamente candidabili ad un impianto cocleare.

L’intervento è altamente consigliato per coloro che hanno subito una perdita dell’udito da poco tempo. Qualora, invece, un paziente non abbia mai avuto la possibilità di sfruttare il canale uditivo (linguaggio dei segni), l’impianto cocleare non può assicurare buoni risultati, soprattutto per quei soggetti che hanno subito dei danni irreversibili ai nervi uditivi che ne hanno causato la sordità.

Quali esami devono essere eseguiti prima dell’impianto?

La fase diagnostica e/o di selezione prevede:

  • Test audiologici tradizionali vocali e tonali
  • Valutazione della capacità uditiva del paziente
  • Esecuzione di un’indagine radiologica, con TAC e, se necessario, con una risonanza magnetica al fine di valutare la percorribilità della coclea, componente dell’orecchio interno che ha la forma di una chiocciola.

Dal momento della diagnosi, è bene che si intervenga prontamente: nel bambino un impianto bilaterale prima dei 2 anni di vita permette l’acquisizione pressoché normale del linguaggio.

Da cosa dipendono i benefici dati da un impianto cocleare?

I benefici dati da un impianto cocleare si misurano in termini di comprensione durante una conversazione (più difficile in ambiente rumoroso). Se l’impianto viene effettuato su un adulto che sentiva bene (sordità post-linguale), il soggetto potrà modulare meglio l’emissione della propria voce, che diventa meno forte e meno acuta.

Gli impianti cocleari sono stati creati per migliorare la vita di un paziente ed il successo di questo strumento dipende molto dalle successive sessioni di riabilitazione.

Il percorso riabilitativo rappresenta una fase che non è possibile trascurare se si vogliono ottenere buoni risultati, è una regola che va applicata sia sugli adulti che sui bambini.

Prof. Maurizio Barbara
Otorinolaringoiatria

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