In cosa consiste la chirurgia endoscopica transnasale della base cranica?

Autore: Dott. Andrea Pistochini
Pubblicato: | Aggiornato: 03/04/2023
Editor: Marta Buonomano

Il Dott. Andrea Pistochini, esperto in Otorinolaringoiatria a Milano, ci spiega in cosa consiste l’intervento transnasale della base cranica e qual è il vantaggio dell’approccio endoscopico

Come prepararsi all’intervento chirurgico?

donnaPrima di porre indicazione all’intervento chirurgico, il paziente deve aver completato il proprio iter diagnostico mediante l’esecuzione di una TC del massiccio facciale ed encefalo basale, che permette di valutare in particolare la conformazione anatomica e l’eventuale coinvolgimento delle strutture ossee, e di una risonanza magnetica con mezzo di contrasto del massiccio facciale e dell’encefalo, che è fondamentale per la diagnosi differenziale della patologia e nella sua stadiazione. In casi selezionati saranno richiesti ulteriori approfondimenti diagnostici, specifici per ciascun paziente. Dal momento che si tratta di un intervento in anestesia generale, prima di sottoporsi all’intervento sarà inoltre necessario effettuare una valutazione anestesiologica, i comuni esami preoperatori (esami ematochimici, radiografia del torace ed elettrocardiogramma) ed eventuali ulteriori accertamenti sulla base delle comorbilità. Per lo stesso motivo sarà inoltre necessario mantenere il digiuno per almeno 8 ore precedenti l’intervento.

In cosa consiste la chirurgia endoscopica del basicranio?

L’intervento chirurgico viene effettuato introducendo nelle cavità nasali un’ottica collegata ad una telecamera e strumenti dedicati (aspiratori, strumenti da taglienti, frese e strumenti da presa), con i quali si procede all’esposizione del basicranio e alla rimozione delle lesioni che lo interessano. Nel caso in cui si renda necessario effettuare una ricostruzione della base cranica, possono essere utilizzati vari materiali; i risultati migliori si ottengono in genere con materiali autologhi, ossia prelevati dal paziente stesso, che nel post-operatorio tendono a guarire integrandosi con il tessuto locale, senza rischio di rigetto e con un rischio ridotto di sovrainfezione. Difetti di piccole dimensioni possono essere riparati utilizzando frammenti di mucosa o di cartilagine prelevati direttamente all’interno delle cavità nasali, sempre in assenza di incisioni esterne. Per difetti più ampi, talvolta si ricorre a una piccola incisione sulla coscia per prelevare una porzione della fascia che i riveste i muscoli.

La durata dell’intervento è molto variabile, in genere dalle 2 fino alle 6 ore per interventi di media complessità, ma interventi più complessi possono avere una durata maggiore. Al termine della procedura vengono in genere posizionati dei tamponi nasali, che saranno rimossi in prima o seconda giornata post-operatoria dopo una TC encefalo basale di controllo. La degenza è in genere di 5-6 giorni dopo l’intervento.

Cosa prevede il recupero postoperatorio?

La terapia post-chirurgica si avvale di antibiotici sistemici, di antidolorifici e di lavaggi o docce nasali a base di soluzione fisiologica, cortisonici topici e di acido ialuronico, che favoriscono la guarigione. Nel caso in cui sia stata effettuata una plastica del basicranio, è fondamentale che il paziente mantenga un allettamento assoluto, con il capo inclinato a meno di 30°, fino all’esecuzione della TC encefalo di controllo nelle 48 ore successive all’intervento, che escluda la presenza di complicanze o la persistenza di tramiti. In seguito, la mobilizzazione deve avvenire in maniera progressiva e graduale, ponendo sempre particolare attenzione ad evitare tutti gli sforzi fisici e le manovre che possano portare ad un aumento della pressione intracranica, quali soffiare il naso, sollevare pesi, abbassare il capo per un periodo di circa 1 mese, fino a quando non si osserva la guarigione completa. Per la stessa ragione in questo periodo sono da evitare viaggi in aereo e con treni ad alta velocità. Medicazioni endoscopiche per la rimozione di crostosità e l’aspirazione di secrezioni vengono effettuate dapprima quotidianamente, poi con cadenza periodica da personalizzare in base alle caratteristiche del paziente (in genere la prima 15 giorni dopo la dimissione, la seconda a circa un mese dalla prima, la terza dopo altri 45-60 giorni) fino ad osservare la completa guarigione.

Qual è il vantaggio dell’approccio endoscopico?

Il vantaggio dell’approccio endoscopico alla chirurgia del basicranio rispetto all’approccio tradizionale è in primo luogo la minore invasività, che consente di ottenere un trattamento ottimale delle patologie del basicranio risparmiando interventi ampiamente demolitivi ed evitando di traumatizzare le strutture sovrastanti, con migliori risultati sia funzionali che estetici. Inoltre, sono ridotti sia i tempi chirurgici, rendendo questa pratica adatta anche per pazienti con comorbilità, sia la durata della degenza post-operatoria, permettendo un recupero in tempi più brevi e un precoce ritorno del paziente alle attività quotidiane.

Dott. Andrea Pistochini
Otorinolaringoiatria

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