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Infiltrazioni ecoguidate per artrosi e tendiniti: quando sono indicate e quali vantaggi offrono?

Le infiltrazioni ecoguidate per artrosi e tendiniti sono indicate quando il dolore limita il movimento, ostacola la riabilitazione o non migliora con i trattamenti iniziali. In fisiatria, l’ecografia permette di visualizzare meglio la zona da trattare rispetto alle infiltrazioni tradizionali. Il vantaggio principale è una maggiore precisione tecnica, integrata però in un percorso riabilitativo personalizzato.

Quando si prendono in considerazione le infiltrazioni ecoguidate per artrosi e tendiniti?

Le infiltrazioni non sono il primo passaggio per ogni dolore articolare o tendineo. Di solito si valutano quando il dolore limita il movimento, ostacola la fisioterapia o non migliora abbastanza con le misure iniziali.


Nel caso dell’artrosi, NICE raccomanda di considerare le infiltrazioni intra-articolari con corticosteroidi quando altri trattamenti farmacologici sono inefficaci o non adatti, oppure quando il sollievo dal dolore può aiutare la persona a svolgere esercizio terapeutico.


Nel dolore tendineo, per esempio in alcune tendiniti o nel gomito del tennista, la decisione richiede più cautela. Una revisione sulle infiltrazioni ecoguidate nelle tendinopatie segnala che i corticosteroidi possono avere efficacia a breve termine, ma possono essere associati a danno nel medio periodo, in particolare nel gomito del tennista.


La visita fisiatrica serve a collegare sintomi, esame clinico, obiettivi del paziente e carichi quotidiani. Se il problema nasce da sovraccarico, postura, debolezza o gesto ripetitivo, l’infiltrazione da sola rischia di essere incompleta


Che differenza c’è tra infiltrazione ecoguidata e infiltrazione tradizionale?

L’infiltrazione tradizionale si basa sui punti di repere anatomici. Il medico individua la zona da trattare con palpazione, esperienza clinica e conoscenza dell’anatomia.

L’infiltrazione ecoguidata, invece, usa l’ecografia per visualizzare in tempo reale articolazioni, tendini, borse e tessuti vicini. Secondo le raccomandazioni EULAR, l’accuratezza dell’infiltrazione dipende da articolazione, via di accesso ed esperienza del professionista; quando disponibile, la guida per immagini può essere usata per migliorare la precisione del gesto.


Questo non significa che ogni infiltrazione debba essere ecoguidata. In sedi superficiali e facili da raggiungere, una tecnica tradizionale può essere adeguata. L’ecografia diventa più utile quando la sede è complessa, quando ci sono versamenti, quando il paziente ha già avuto trattamenti poco efficaci o quando è importante evitare strutture vicine.


Cosa offre in più l’approccio fisiatrico alle infiltrazioni ecoguidate?

Il valore aggiunto non è solo “fare l’infiltrazione con l’ecografo”. Il punto è decidere quando farla, dove farla, con quale obiettivo e cosa fare dopo.

In fisiatria, l’infiltrazione dovrebbe essere uno strumento per ridurre il dolore e rendere possibile il recupero funzionale. Non dovrebbe essere presentata come una soluzione isolata.

Perché la precisione non basta se manca un piano riabilitativo?

NICE indica che i trattamenti centrali dell’artrosi sono esercizio terapeutico, gestione del peso quando necessario, informazione e supporto. Le infiltrazioni corticosteroidee possono offrire sollievo a breve termine, ma il loro ruolo va letto dentro un piano più ampio.


Questo vale anche per molte tendinopatie. La revisione di Orchard, Saw e Masci conclude che la riabilitazione basata sul carico resta il pilastro della gestione delle tendinopatie. Le infiltrazioni possono avere un ruolo in alcuni casi, ma non sostituiscono il lavoro progressivo su forza, movimento e tolleranza al carico.

Come si seleziona il paziente giusto?

La selezione dipende da diagnosi, intensità del dolore, durata dei sintomi, sede del problema, trattamenti già provati e obiettivo pratico. Per esempio: camminare meglio, iniziare fisioterapia, ridurre una fase dolorosa o recuperare un gesto lavorativo.


EULAR sottolinea che le terapie intra-articolari devono essere proposte dentro un processo di informazione completa e decisione condivisa. Il paziente deve conoscere procedura, sostanza usata, benefici attesi, limiti e possibili rischi.

Quanto può durare il beneficio?

Nel caso dell’artrosi, NICE descrive le infiltrazioni intra-articolari con corticosteroidi come un trattamento per sollievo a breve termine. Non vanno quindi presentate come una soluzione definitiva.


Per il gomito del tennista, il dato è ancora più prudente. In uno studio randomizzato pubblicato su JAMA, nei pazienti con epicondilalgia laterale cronica, il gruppo trattato con corticosteroide ha avuto più recidive a 1 anno rispetto al placebo: 54% contro 12%. Inoltre, il miglioramento completo o marcato a 1 anno è stato più basso con corticosteroide: 83% contro 96%.

Le infiltrazioni ecoguidate sono indicate nell’artrosi?

Nell’artrosi, l’infiltrazione può essere valutata quando dolore e rigidità limitano la vita quotidiana e quando altri trattamenti non bastano o non sono indicati.

Secondo NICE, l’artrosi viene diagnosticata soprattutto sul piano clinico e di solito non richiede imaging per confermare la diagnosi. Questo non esclude l’uso dell’ecografia per guidare una procedura: una cosa è diagnosticare l’artrosi, un’altra è usare l’immagine per eseguire meglio l’infiltrazione.


In ginocchio, anca, spalla o piccole articolazioni, la scelta dipende dalla sede, dal dolore, dalla mobilità e dagli obiettivi del paziente. L’ecografia può aiutare soprattutto quando la sede è profonda o quando serve maggiore precisione.


NICE raccomanda anche di non offrire infiltrazioni intra-articolari di acido ialuronico per la gestione dell’artrosi. La raccomandazione si basa sull’assenza di prove sufficienti di beneficio su dolore, funzione o qualità di vita in anca e ginocchio.

Le infiltrazioni ecoguidate sono utili nelle tendiniti e nel gomito del tennista?

Nelle tendiniti bisogna distinguere bene il tipo di problema. Non tutti i dolori tendinei sono uguali. Alcuni sono legati a sovraccarico, altri a degenerazione del tendine, altri ancora a irritazione di borse o strutture vicine.


Nel gomito del tennista, o epicondilalgia laterale, le infiltrazioni corticosteroidee possono dare sollievo nel breve periodo. Però le fonti più solide invitano alla prudenza. NICE CKS segnala che l’iniezione di corticosteroide può dare beneficio a breve termine, ma è associata a esiti peggiori a 6 mesi.


Anche lo studio JAMA del 2013 conferma questo punto: il corticosteroide ha mostrato benefici nel breve periodo, ma risultati peggiori nel follow-up a 1 anno e più recidive rispetto al placebo.

L’ecografia può aiutare a localizzare meglio la zona da trattare, ma non deve far sembrare il trattamento più efficace di quanto dimostrino le prove. Una revisione sulle infiltrazioni ecoguidate nelle tendinopatie segnala che, nel tennis elbow, il tendine estensore comune è superficiale e spesso può essere raggiunto anche con tecnica non ecoguidata; il possibile vantaggio dell’ecografia può riguardare soprattutto l’evitare iniezioni accidentali in strutture vicine.


Per questo, nel gomito del tennista, l’approccio più corretto è spiegare bene benefici e limiti. Se si valuta un’infiltrazione, va inserita in una strategia più ampia: modifica dei carichi, esercizi progressivi, gestione del gesto ripetitivo e controllo del dolore.

Quali rischi e limiti bisogna conoscere prima della procedura?

Le infiltrazioni sono procedure mediche. Richiedono indicazione corretta, consenso informato e tecnica adeguata.

EULAR raccomanda che il paziente sia informato su procedura, sostanza iniettata, benefici e rischi. Nei pazienti diabetici, in particolare se il controllo glicemico non è ottimale, può esserci un aumento transitorio della glicemia dopo glucocorticoidi intra-articolari.


Per il gomito del tennista, JAMA ha riportato anche eventi locali minori nel gruppo corticosteroide: depigmentazione cutanea nel 5% e atrofia sottocutanea nel 4%, risolte entro 26 settimane nello studio.

La ripetizione delle infiltrazioni deve essere valutata con prudenza. EULAR riporta che una regola comunemente accettata, pur non basata su prove forti, è evitare più di 3-4 infiltrazioni di glucocorticoidi nella stessa articolazione in un anno.


Cosa fare dopo un’infiltrazione ecoguidata per proteggere il risultato?

Dopo l’infiltrazione, il comportamento conta. EULAR raccomanda di evitare il sovraccarico dell’articolazione trattata per 24 ore, ma scoraggia l’immobilizzazione. Gli studi citati nelle raccomandazioni non mostrano benefici aggiuntivi da 24-48 ore di immobilizzazione rispetto al ritorno alla normale attività.


Nelle ore e nei giorni successivi, il paziente dovrebbe seguire le indicazioni ricevute: evitare sforzi intensi, osservare eventuali reazioni locali e riprendere il movimento in modo graduale. Se compaiono dolore importante, febbre, arrossamento marcato o peggioramento inatteso, serve contattare il medico.


La parte più utile arriva dopo. Per artrosi, tendiniti, lombosciatalgia meccanica o dolore da sovraccarico, la prevenzione delle ricadute passa da esercizio terapeutico, gestione del peso quando indicato, controllo dei carichi e continuità del percorso riabilitativo. Nessuna infiltrazione sostituisce una valutazione medica individuale.


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Riferimenti APA linkabili

  1. National Institute for Health and Care Excellence. (2022). Osteoarthritis in over 16s: diagnosis and management. NICE guideline NG226.
  2. National Institute for Health and Care Excellence. (2022). Visual summary on the management of osteoarthritis.
  3. Uson, J., Rodriguez-García, S. C., Castellanos-Moreira, R., O’Neill, T. W., Doherty, M., Boesen, M., et al. (2021). EULAR recommendations for intra-articular therapies. Annals of the Rheumatic Diseases, 80(10), 1299–1305. https://doi.org/10.1136/annrheumdis-2021-220266
  4. National Institute for Health and Care Excellence. (s.d.). Tennis elbow: Scenario management. NICE Clinical Knowledge Summaries.
  5. Coombes, B. K., Bisset, L., Brooks, P., Khan, A., & Vicenzino, B. (2013). Effect of corticosteroid injection, physiotherapy, or both on clinical outcomes in patients with unilateral lateral epicondylalgia: A randomized controlled trial. JAMA, 309(5), 461–469. https://doi.org/10.1001/jama.2013.129
  6. Orchard, J. W., Saw, R., & Masci, L. (2018). The use of ultrasound-guided injections for tendinopathies. Current Radiology Reports, 6, 38. https://doi.org/10.1007/s40134-018-0296-2