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Gestione delle calcificazioni tendinee: litoclasia o onde d'urto focali?

Quando si parla di trattamento delle calcificazioni tendinee, due delle opzioni più efficaci a disposizione dello specialista sono la litoclasia percutanea eco-guidata (barbotage) e la litoclasia con onde d'urto focali. Si tratta di due tecniche diverse per invasività, modalità di esecuzione e indicazioni, spesso complementari più che alternative.

Le onde d'urto focali

Le onde d'urto focali sono impulsi acustici ad alta energia, concentrati con precisione ecografica sulla calcificazione. L'energia meccanica frammenta progressivamente il deposito calcifico, favorendone il riassorbimento naturale, e stimola contestualmente i processi biologici di riparazione tissutale, migliorando la vascolarizzazione locale e riducendo il dolore.

È una procedura non invasiva: nessun ago, nessuna anestesia, ritorno immediato alle attività quotidiane. Richiede generalmente 3-5 sedute.

Il barbotage (litoclasia percutanea invasiva)

Il barbotage è una procedura eco-guidata che prevede l'introduzione di uno o due aghi direttamente all'interno della calcificazione, sotto guida ecografica in tempo reale. Il deposito calcifico viene frammentato meccanicamente e, quando la consistenza lo consente, aspirato tramite lavaggio con soluzione fisiologica.

Spesso la procedura si conclude con un'infiltrazione locale di cortisonico per controllare la flogosi reattiva post-procedurale. È un trattamento ambulatoriale, eseguito in anestesia locale, generalmente in seduta unica.

Quando preferire l'una o l'altra

La scelta dipende principalmente dalle caratteristiche ecografiche della calcificazione (densità, dimensioni, fase del ciclo calcifico) e dalla sintomatologia.

  • Il barbotage è indicato soprattutto nelle calcificazioni in fase fluida o semi-fluida (più facilmente aspirabili) e nei casi di dolore acuto invalidante, perché offre un sollievo spesso rapido già dopo la prima seduta.
  • Le onde d'urto focali trovano indicazione elettiva nelle calcificazioni più dense e organizzate, dove l'ago avrebbe difficoltà a frammentare e aspirare il materiale, e nei pazienti che preferiscono evitare una procedura invasiva o che assumono terapie che ne controindicano l'esecuzione.
  • In casi selezionati, le due tecniche possono essere combinate in tempi successivi: un primo trattamento con onde d'urto per "preparare" la calcificazione, seguito da barbotage, o viceversa, a seconda della risposta clinica.

Un approccio integrato

In entrambi i casi, per ottimizzare i risultati il trattamento viene generalmente associato a un programma personalizzato di fisioterapia, esercizio terapeutico e correzione dei fattori biomeccanici che hanno contribuito all'insorgenza della patologia, così da ridurre il dolore nel breve termine e prevenire le recidive.

La scelta tra le due metodiche va sempre definita dopo una valutazione clinica ed ecografica specialistica, che permette di caratterizzare la calcificazione e individuare il percorso terapeutico più appropriato per il singolo paziente.


Fonti:


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