L'intervento chirurgico per curare il disturbo ossessivo compulsivo

Autore: Top Doctors®
Pubblicato: | Aggiornato: 13/11/2018
Editor: Antonietta Rizzotti

Il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce il 2-3% della popolazione. È caratterizzato da pensieri persistenti (ossessioni), azioni ripetitive incontrollabili (compulsioni) che provocano ansia e deterioramento della vita quotidiana.

Quando si ricorre alla chirurgia per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo?

La chirurgia è indicata per quei pazienti che non traggono beneficio dal trattamento farmacologico combinato alla psicoterapia.
Consiste nella stimolazione di alcune parti del cervello per monitorare i neurotrasmettitori che provocano il disturbo. Vengono utilizzate onde di radiofrequenza che producono scariche continue.

In cosa consiste la chirurgia per il trattamento del disturbo ossessivo-compulsivo?

La chirurgia viene guidata dalla risonanza magnetica. Consiste nel porre degli elettrodi collegati a un dispositivo neurostimolatore in determinate aree del cervello al fine di restaurare il funzionamento dei circuiti cerebrali alterati che determinano il disturbo ossessivo-compulsivo. La procedura viene eseguita in sala operatoria, sotto anestesia totale.

Vengono effettuati due piccoli forellini nella regione frontale della testa, dove viene introdotta una sonda che provocherà delle piccole lesioni grandi come un chicco di riso che provocheranno lo scollegamento tra diverse zone cerebrali. Quest’operazione dura circa 4 ore.

Durante la fase postoperatoria il paziente si sentirà disorientato e accuserà mal di testa, a volte accompagnato da febbre, nausea e vomito. Dopo circa un anno dall’intervento il paziente potrà notare i primi miglioramenti.

Che cos’è Gamma Knife?

Gamma Knife è una procedura radiochirurgica stereotassica che permette di trattare le lesioni cerebrali per mezzo dei fasci di raggi gamma mirati e precisi.
È una tecnica che non richiede anestesia ed ha una durata di circa 3 ore. Dopo essersi sottoposto al trattamento, il paziente non accuserà particolari disturbi e dopo 6 mesi potrà già notare i primi miglioramenti.

 Redazione di Topdoctors

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Neurochirurgia


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