Medicina biorigenerativa: i benefici delle cellule staminali mesenchimali e le PRP

Medicina biorigenerativa: i benefici delle cellule staminali mesenchimali e le PRP

Editato da: Veronica Renzi il 02/04/2024

Le cellule staminali mesenchimali (MSC) esistono in vari tessuti umani e nello specifico nel midollo osseo e nel tessuto adiposo (ASC).
Hanno la capacità di differenziarsi nei tre tipi di tessuto, cartilagine, ossa e grasso, e possiedono, per definizione, una capacità innata di auto-rinnovamento e rapida proliferazione. Ce ne parla in questo articolo il Dott. Alessio Palumbo, specialista in Ortopedia e Traumatologia a Roma e Grottaferrata

Cellule staminali mesenchimali: proprietà di rigenerazione tissutale

La cartilagine articolare è formata da condroblasti, condrociti e da una matrice extracellulare (ECM) che non ha supporto vascolare, linfatico o nervoso.

La capacità di riparazione tissutale delle MSC ha portato allo sviluppo di tecniche per iniettare le MSC direttamente nell'articolazione.

Cellule staminali mesenchimali: proprietà antinfiammatorie e immunomodulatorie

Le MSC mostrano proprietà antinfiammatorie e immunomodulatorie e possono essere raccolte dal midollo osseo così come dal tessuto adiposo. L’ottenimento del tessuto adiposo dallo stesso paziente (fonte autologa) evita chiaramente qualsiasi problematica di tipo immunologico.

La letteratura attuale suggerisce che i sintomi, in particolare il dolore e la funzionalità articolare, migliorano con l'iniezione di MSC, mentre l'evidenza di miglioramento strutturale sembra essere osservato in particolari fenotipi di pazienti.

Le MSC possono differenziarsi in condroblasti e condrociti. Nel caso di OA/DJD (Osteoartrosi \ Malattia Degenerativa Articolare), le MSC possono differenziarsi in condrociti, con conseguente miglioramento delle funzioni articolari e del dolore.

La potenziale funzione terapeutica delle MSC può essere spiegata da due possibili meccanismi di azione:

  • adesione diretta e incorporazione delle MSC nel tessuto ospite con conseguente sviluppo e differenziazione.
  • effetti trofici derivanti dalla secrezione di mediatori bioattivi: fattori di crescita, citochine e vescicole extracellulari.

Sebbene l'attuale vero meccanismo d'azione della rigenerazione della cartilagine da parte delle MSC non sia del tutto chiarito, le prove attuali puntano nella direzione di entrambi i meccanismi sopradescritti che lavorano insieme in armonia.

PRP cosa sono

Gli emoderivati sono sempre più utilizzati per modulare l’ambiente intraarticolare, con l'obiettivo di ridurre l'infiammazione e stimolare l’anabolismo in diversi tessuti.

In particolare, nel tempo sono stati sviluppati prodotti con una maggiore concentrazione di piastrine per trattare l'osteoartrosi (OA) e le tendinopatie; tutto questo sulla base di risultati positivi in vitro che suggeriscono il potenziale dei fattori di crescita derivati dalle piastrine (GF). Infatti, i granuli alfa delle piastrine costituiscono un serbatoio di GF, come citochine, chemochine e molte altre proteine; le piastrine inoltre rilasciano proteine antibatteriche e funghicide che proteggono contro le infezioni.

I Concentrati piastrinici (plasma ricco di piastrine [PRP]) sono quindi prodotti atti ad ottenere con semplicità una concentrazione naturale di GF e di molecole bioattive.

PRP i benefici

I benefici teorici dovuti al cocktail di queste molecole, la loro natura autologa, la mancanza di effetti collaterali così come la possibilità di ritardare la progressione dell'OA e migliorare le tendinopatie hanno portato molti medici ad includere il PRP nella loro pratica come alternativa a prodotti più tradizionali, come ad esempio i corticosteroidi e l’acido ialuronico (HA).

È dimostrato che, a 12 mesi, i concentrati piastrinici offrono un vantaggio che supera nel tempo sia l’effetto placebo che il miglioramento offerto da altri trattamenti intraarticolari (cortisone e acido ialuronico).

In effetti, scale di valutazione focalizzate sulla funzione, il dolore o altri sintomi convergono in una tendenza comune: il beneficio del PRP diventa maggiormente evidente a partire dal 6° mese ed è aumentato fino al 12° mese di follow-up divenendo statisticamente e clinicamente significativo. 

Ortopedia e Traumatologia a Roma