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Neuropatia ottica ischemica: cos’è, sintomi, cause e diagnosi

La neuropatia ottica ischemica è un danno del nervo ottico dovuto a una riduzione dell’apporto di sangue (ischemia). Il nervo ottico è “il cavo” che porta le informazioni visive dall’occhio al cervello: quando viene colpito, può comparire una perdita della vista improvvisa, spesso in un solo occhio.

Esistono due forme principali:

  • neuropatia ottica ischemica non arteritica (NAION): la più frequente, tipicamente improvvisa e indolore.
  • neuropatia ottica ischemica arteritica: legata soprattutto all’arterite a cellule giganti (nota anche come arterite temporale), ed è una urgenza perché può portare rapidamente a cecità anche nell’altro occhio se non trattata.

Cos’è la neuropatia ottica ischemica e quali apparati coinvolge

Questa condizione coinvolge:

  • l’occhio e il nervo ottico (apparato visivo)
  • il sistema vascolare (circolazione che nutre il nervo ottico)
  • in alcuni casi, una malattia sistemica infiammatoria come l’arterite a cellule giganti.

Sintomi neuropatia ottica ischemica e segnali di allarme

I sintomi neuropatia ottica ischemica più tipici sono:

  • calo visivo improvviso in un occhio (da lieve a severo)
  • visione “offuscata” o “scura”, spesso con difetto del campo visivo (ad esempio perdita della parte alta o bassa dell’immagine)
  • in genere assenza di dolore nell’occhio (più tipico della forma non arteritica).

Segnali di allarme che richiedono valutazione urgente (soprattutto per escludere la forma arteritica):

  • età > 50 anni con mal di testa nuovo (specie alle tempie), dolore alla masticazione (“claudicatio mandibolare”), dolore al cuoio capelluto
  • febbricola, stanchezza marcata, calo di peso
  • perdita visiva rapidamente progressiva o coinvolgimento di entrambi gli occhi.



Cause neuropatia ottica ischemica e fattori di rischio

Le cause neuropatia ottica ischemica dipendono dal tipo.

Forma non arteritica (NAION)

È correlata a una riduzione del flusso sanguigno al nervo ottico e a fattori vascolari. Tra i fattori di rischio più citati:

  • ipertensione, diabete, dislipidemia e altri fattori aterosclerotici
  • apnea ostruttiva del sonno
  • possibile ruolo di ipotensione notturna e di caratteristiche anatomiche dell’occhio (“disco ottico piccolo/affollato”).

Forma arteritica (arterite a cellule giganti)

È dovuta a un’infiammazione delle arterie che riduce bruscamente il sangue al nervo ottico: è una condizione tempo-dipendente, da trattare subito.

Diagnosi neuropatia ottica ischemica: quali esami servono

La diagnosi neuropatia ottica ischemica è principalmente clinica e oculistica, ma spesso richiede anche esami per definire la causa e soprattutto per escludere l’arterite a cellule giganti.

In genere lo specialista esegue:

  • visita oculistica con valutazione del fondo oculare (spesso si osserva gonfiore della papilla/testa del nervo ottico nella forma anteriore)
  • esame del campo visivo (per quantificare il difetto)
  • OCT (tomografia a coerenza ottica) per studiare papilla e fibre del nervo ottico.

Se c’è sospetto di arterite a cellule giganti (arteritica), si aggiungono urgentemente:

  • esami del sangue (in particolare indici infiammatori come VES e PCR)
  • eventuale ecografia/biopsia dell’arteria temporale secondo indicazione specialistica.

Possibili complicanze se non trattata o monitorata

Le complicanze principali riguardano la vista:

  • perdita visiva permanente (parziale o importante) nell’occhio colpito
  • rischio di coinvolgimento dell’altro occhio nel tempo nella NAION (viene riportato un rischio non trascurabile nei follow-up pluriennali).
  • nella forma arteritica, rischio elevato di perdita visiva bilaterale se non si interviene subito. 




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