Obesità: conoscerla per combatterla!

Redazione di Top Doctors
L’obesità è spesso un disturbo legato tanto alla biochimica quanto alla psicologia del soggetto che ne soffre
Qual è la causa principale dell’obesità?
Mentre i casi di obesità dovuti alla genetica rappresentano un numero non indifferente, la realità è che oggigiorno la maggior parte dei casi di obesità hanno origine da un comportamento alimentare scorretto. Per prevenire l’obesità è infatti cruciale mantenere un peso corporeo idoneo, che sarà dettato in primis, ma non solo, dal proprio stile di vita. Per fare ciò è importante tenere presente che non si dovrebbero considerare solamente le calorie ingerite, quanto la corretta assunzione dei vari macronutrienti.

Mentre, infatti, i carboidrati o glucidi, che si trovano principalmente in pasta e pane, e le proteine, presenti in carne e pesce, vengono assorbiti e resi disponibili sotto forma di energia in brevissimo tempo, i grassi o lipidi tendono ad essere immagazzinati velocemente, ma utilizzati meno perché considerati una fonte secondaria di energie. A ciò si aggiunge la diversa risposta biochimica del cervello all’introduzione di carboidrati e lipidi. Mentre, infatti, i primi vengono riconosciuti velocemente e producono un senso di sazietà in poco tempo, ciò non avviene con i secondi. Il risultato sarà perciò l’assunzione eccessiva degli stessi.
Il ruolo delle diete
Di primo impatto sembrerebbe un controsenso, ma un’altra causa dell’aumento dei casi di obesità è anche il ricorso a diete improvvisate o non controllate da uno specialista. Le diete sbilanciate o (peggio) drastiche inducono infatti l’organismo a perdere peso inizialmente, ma innescano in breve tempo un meccanismo di sopravvivenza che rallenta il metabolismo e spinge a trasgredire la dieta e perdere il controllo della stessa. Il risultato è che il peso verrà ripreso o addirittura aumentato rispetto alla partenza, con un effetto yo-yo.
Parallelamente, la deprivazione nutrizionale produce anche una riduzione del rilascio di endorfine e serotonina, il cui ruolo è fondamentale nel mantenimento di una corretta salute mentale. Il soggetto obeso che si pone a dieta senza la supervisione di uno specialista è dunque in perenne bilico tra una restrizione alimentare inadeguata, la tentazione del cibo e aspettative irrealistiche di perdita del peso. La trasgressione alla dieta conduce infine a sensi di colpa e riduzione dell’autostima, che innescano pericolosi disturbi alimentari quali l’anoressia o la bulimia.
È per questa ragione che risolvere l’obesità con la sola dieta è un obiettivo molto difficile, che viene raggiunto solo da un privilegiato 5%. Il resto, sfortunatamente, deve combattere anche con una serie di fattori ambientali.
I killer silenziosi
Esistono poi fattori meno ovvi, più subdoli, definiti “ambientali”, che possono sfociare in disturbi del peso e in obesità. La sedentarietà è il primo e più diffuso tra i problemi della nostra società, ma non vanno dimenticati anche il fumo e lo stress. Questi ultimi sono infatti strettamente connessi all’aumento dell’introito di grassi e cibo in generale, alimentando un meccanismo non salutare per cui si placano i dispiaceri con il cibo. È dunque evidente che la sola dieta in questi casi non sarà efficace nel lungo periodo, ma si dovrà associare un supporto psicologico che indaghi i motivi che hanno spinto a rivolgersi al cibo e che aiuti a ricostruire l’autostima perduta.

