Patologie neurodegenerative: il ruolo della Radiodiagnostica
Le patologie neurodegenerative rappresentano una delle principali sfide sanitarie del nostro tempo. In Italia, l’invecchiamento della popolazione ha portato a un incremento dei casi di demenze, in particolare della malattia di Alzheimer, che costituisce la forma più diffusa. La Radiodiagnostica, attraverso tecniche avanzate come la risonanza magnetica cerebrale (RM), ha un ruolo sempre più centrale nella diagnosi precoce e nel monitoraggio di queste condizioni. Ne parliamo con la Dott.ssa Daniela Grasso, specialista in Radiodiagnostica.
Cosa sono le patologie neurodegenerative?
Le patologie neurodegenerative sono malattie croniche e progressive caratterizzate dalla degenerazione selettiva dei neuroni. Oltre all'Alzheimer, si includono anche la malattia di Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e le demenze frontotemporali. Tali condizioni compromettono le funzioni cognitive, motorie e comportamentali, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita.
La diagnosi: il contributo dell’imaging
La diagnosi precoce è fondamentale per impostare una gestione efficace e rallentare la progressione della malattia. La risonanza magnetica cerebrale rappresenta una delle tecniche più utilizzate in Radiodiagnostica per identificare alterazioni strutturali e atrofia corticale, tipiche dei diversi sottotipi di demenza.
In particolare:
- Nella malattia di Alzheimer, si osserva atrofia dell’ippocampo e dei lobi temporali medi.
- Nelle demenze frontotemporali, è più evidente l’atrofia dei lobi frontali e temporali anteriori.
- Nella malattia di Parkinson, le alterazioni possono interessare la sostanza nera.
I biomarcatori neuroradiologici
Negli ultimi anni si è assistito allo sviluppo di biomarcatori neuroradiologici, cioè segni oggettivi rilevabili tramite imaging, che consentono di distinguere le diverse forme di demenza. Questi marcatori aiutano non solo nella diagnosi, ma anche nel monitoraggio della progressione e nella valutazione dell'efficacia delle terapie.
Tecnologie emergenti
Oltre alla RM convenzionale, tecniche avanzate come:
- Diffusion tensor imaging (DTI)
- Voxel-based morphometry (VBM)
- Spettroscopia RM
stanno migliorando l’analisi dei cambiamenti microstrutturali cerebrali. Queste metodiche sono ancora in fase di applicazione clinica selettiva, ma promettono una maggiore sensibilità nella diagnosi precoce delle malattie neurodegenerative.
Quando sottoporsi a una risonanza magnetica cerebrale?
È consigliabile effettuare una RM cerebrale in presenza di:
- perdita di memoria progressiva
- difficoltà nel linguaggio o nel movimento
- alterazioni comportamentali persistenti
- familiarità per demenze
Un esame neuroradiologico precoce può orientare verso la diagnosi e, in alcuni casi, escludere altre cause reversibili di deterioramento cognitivo.


