Protesi del ginocchio: cosa c’è da sapere?

Autore: Dott. Gustavo Alberto Zanoli
Pubblicato:
Editor: Claudia Serra

Il Dott. Gustavo Alberto Zanoli, esperto in Ortopedia e Traumatologia a Ferrara, ci parla della protesi del ginocchio, di come avviene l’intervento e di quali sono le controindicazioni

Protesi del ginocchio: di cosa si tratta?

L’intervento di protesi di ginocchio è indicato in quei casi in cui la patologia articolare comporta un danno alla funzionemedico che controlla protesi al ginocchio dell’articolazione, tale da compromettere la qualità della vita del paziente causando dolore e compromettendone la funzionalità. 

Quali patologie possono portare alla necessità di una protesi al ginocchio?

La patologia più frequente è l’artrosi del ginocchio, ma possono esserci altre cause preesistenti come traumi, fratture, malattie infiammatorie, infezioni e necrosi. In tutti i casi, prima di prendere una decisione chirurgica così importante e definitiva, è indispensabile assicurarsi che siano stati fatti tutti i tentativi per migliorare la sintomatologia. Ci si deve prima essere affidati a cure adeguate e basate su evidenze scientifiche, come fisioterapia, esercizi, farmaci, infiltrazioni.

Tuttavia, a oggi, nessuna cura può guarire completamente il problema e in molti casi prima o poi si arriva alla decisione di impiantare una protesi.

Esistono controindicazioni alla protesi?

In tutte le statistiche internazionali rimangono fino a un 20% di pazienti non completamente soddisfatti, che lamentano qualche problema (di solito gestibile) nonostante non ci siano apparenti problemi con la protesi. Per questo motivo si continua a fare ricerca e a migliorare il processo. È importante discutere con il proprio chirurgo questi aspetti e diffidare di chi propone un facile successo assicurato. Fondamentale, poi, è una buona riabilitazione postoperatoria che possibilmente va iniziata anche prima dell’intervento, per esempio con esercizi mirati o affrontando un calo di peso.

Le protesi non sono eterne: possono esserci delle complicanze, come ad esempio un’infezione, che ne riducono moltissimo la durata. Per questo, presso i centri in cui lavoro monitoriamo le infezioni con un protocollo dedicato e sappiamo che sono, per fortuna, molto rare. Escludendo le complicanze maggiori, è possibile che le protesi durino molto a lungo: 10, 15, 20 anni e oltre. Dipende molto anche dall’uso: la ricerca scientifica ci dice che le persone giovani e attive che, purtroppo, devono sottoporsi a un intervento precoce usureranno più velocemente la protesi. Quindi, anche se è possibile in molti casi riprendere un’attività fisica anche sportiva dopo l’intervento, è bene sapere che le attività ad alto impatto come la corsa sottopongono l’impianto a maggiori sollecitazioni, aumentando verosimilmente il rischio di un ulteriore intervento.

Come avviene l’intervento?

Si tratta di un intervento mediamente impegnativo ed è necessario che il paziente sia in buone condizioni di salute per poter affrontare la chirurgia: prima di sottoporsi a un intervento la nostra équipe di anestesisti e internisti verificherà il rischio operatorio con opportuni accertamenti.

Esistono diverse tipologie di protesi di ginocchio, a seconda del tipo di patologia e della gravità del danno articolare. La più comunemente usata è l’artroprotesi totale, che va a sostituire la cartilagine danneggiata in tutto il ginocchio. Più raramente si possono usare protesi monocompartimentali quando il danno è irreparabile ma circoscritto a una sola zona come ad esempio il versante mediale, ovvero il lato interno del ginocchio.

Le protesi di ginocchio esistono da moltissimi anni: il primo registro protesico, quello svedese, è partito nel 1975. Solo negli ultimi 20 anni, però, la tecnologia è molto migliorata e si è arrivati a ottenere risultati riproducibili e soddisfacenti nella maggior parte dei pazienti.

Dott. Gustavo Alberto Zanoli
Ortopedia e Traumatologia

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