Pubalgia: l’incubo degli sportivi!
Provate ad immaginare di dover rinunciare, a causa di un problema fisico, ad un’olimpiade o alla finale di campionato o anche semplicemente ad una gara amatoriale, dopo esservi preparati per mesi e aver fatto molti sacrifici. Nella maggior parte dei casi, in ambito sportivo, il motivo è dato da una tensione inguino-pubica alla radice degli arti inferiori, comunemente conosciuta con il nome di pubalgia. Ne parla il Dott. Tommaso Lubrano, esperto in Chirurgia Generale a Torino
Caratteristiche generali della pubalgia
Si tratta di una condizione clinica invalidante tipica degli sportivi di sesso maschile. È caratterizzata principalmente da uno stato infiammatorio doloroso e viene denominata dagli specialisti "pubic inguinal pain syndrome" oppure "sportsman's hernia” o ancora "Pips".
Non è sempre facile diagnosticarla, infatti spesso viene scambiata per ernia inguinale, nella maggior parte dei casi asintomatica e impalpabile.
Le categorie più a rischio di pubalgia sono i giocatori di hockey, i rugbisti e i calciatori, ma anche chi pratica attività sportiva a livello dilettantistico.

Perché il dolore si localizza nella zona del bacino?
Il dolore si localizza nel lato sinistro o destro dell’inguine o del pube e viene esacerbato durante lo sforzo fisico.
Vi è un motivo specifico per cui il dolore si localizza nell’area del bacino. In questa zona i muscoli adduttori della coscia e i muscoli retti dell'addome si incrociano tra di loro e si inseriscono l’uno accanto all’altro, bilateralmente.
Sul pube trae origine l’estremità del retto addominale. Sul tubercolo pubico, invece, si inseriscono sia il legamento inguinale e il tendine dell'adduttore lungo, molto vicini al muscolo retto.
Questi elementi, a causa della contrazione e dell’applicazione di linee di forza diverse, si trovano in disarmonia funzionale, spingendo e tirando in sensi opposti (il muscolo retto verso l’alto e l'adduttore verso il basso, portando la coscia omonima in apertura verso l'esterno).
Sovraccarico lavorativo, uso eccessivo e traumi determinano un’instabilità pelvica che, nel tempo, potrebbe evolvere in rigidità ed ipertrofia muscolare.
Sintomatologia
Il dolore muscolo-tendineo è il sintomo principale. Spesso è caratterizzato da un andamento cronico che interessa i tre nervi sensitivi della zona inguinale:
- Ileoinguinale
- Ileoipogastrico
- Genitofemorale
In genere si presenta all’inizio della pratica sportiva e sparisce dopo il riscaldamento (la scomparsa del sintomo non indica che la problematica sia stata risolta).
Come si effettua la diagnosi?
Per le caratteristiche sopra indicate, è opportuno effettuare una rapida ed esatta diagnosi attraverso un approccio multidisciplinare da parte di:
- Chirurgo
- Ortopedico
- Urologo
- Radiologo
- Fisiatra
Inoltre, potrebbero essere necessari i seguenti esami strumentali per la diagnosi differenziale per individuare altre patologie che potrebbero mimare i sintomi della pubalgia (tendinopatia degli adduttori, osteite pubica, conflitto femoroacetabolare):
- Ecografia dei tessuti molli;
- Tomografia assiale computerizzata (TAC);
- Risonanza magnetica nucleare (RMN).
Trattamenti possibili
Dopo aver chiarito la causa dei disturbi, occorre quindi individuare la strategia di trattamento. Inizialmente, viene imposto il riposo e quindi una terapia di tipo conservativo, la somministrazione di antidolorifici, antinfiammatori o infiltrazioni locali.
Il protocollo standard di riabilitazione fisioterapica prevede esercizi di nuoto, cyclette, stretching, che possono essere associati all'ozonoterapia o alla tecarterapia (trattamento elettromedicale). Sarà possibile tornare alla corsa dopo almeno tre mesi dalla fine del ciclo riabilitativo.
In circa l’80% dei casi, grazie a questi trattamenti, si raggiunge la guarigione completa.
Nel restante 20%, questa terapia non è risolutiva, casi in cui è necessario valutare l’opzione chirurgica, “cucita” su misura sul paziente.
L’obiettivo della chirurgia (tecnica laparoscopica o open) è quello di lavorare sui tre nervi coinvolti e agire sulle cause che hanno scatenato la pubalgia, correggendo lo squilibrio muscolare mediante la sezione parziale del tendine dell’adduttore lungo e del retto omolaterale, così da spostare il carico sul piano profondo del pube.

