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Radiologia interventistica muscolo-scheletrica mininvasiva: trattamenti infiltrativi

L’utilizzo di metodiche di imaging quali l’ecografia e/o la TC come guida per lo svolgimento di procedure interventistiche mininvasive muscoloscheletriche e rachidee consente una elevata precisione procedurale garantendo al paziente maggiore sicurezza. Ce ne parla in questo articolo il Dott. Santi Rapisarda, specialista in Radiologia

Le tipologie

Di seguito le procedure infiltrative svolte presso la nostra struttura:

  • Trattamenti infiltrativi ecoguidati articolari: anca, ginocchio, caviglia, spalla, gomito, polso, sacroliache, faccette articolari (colonna lombosacrale). Con l’utilizzo dei seguenti farmaci: acido Ialuronico (patologia degenerativo-artrosica), cortisonici ed anestetici locali (patologia degenerativo-infiammatoria), PRP (patologia degenerativo-artrosica di grado lieve-moderato);
  • Trattamenti infiltrativi ecoguidati tendinei: PRP per patologia degenerativo-infiammatoria (tendinosi), lesioni parziali senza indicazione chirurgica;
  • Trattamenti infiltrativi ecoguidati periarticolari: cortisonici ed anestetici locali per patologia infiammatoria periarticolare (borsiti, gangli sinoviali ecc);
  • Trattamenti infiltrativi TC-guidati: cortisonici ed anestetici locali (blocchi radicolari farmacologici) o ossigeno-ozono (patologia infiammatoria rachidea lombosacrale su base discopatica) o sindrome delle faccette.

Cortisonici e Anestetici locali

Le infiltrazioni con cortisonici ed anestetici hanno un grande effetto antinfiammatorio e antidolorifico.

Controindicazioni

Controindicazioni relative all'utilizzo del cortisone sono il glaucoma, severa ipertensione arteriosa e diabete mellito. Nonostante alcuni lati negativi (in particolare possibilità di indebolire le strutture tendinee) le infiltrazioni con cortisone rimangono altamente efficaci in alcuni casi selezionati.

Quando è indicata?

Questa miscela infiltrativa viene utilizzata a scopo diagnostico/antalgico anche per blocchi radicolari e per dolori ascrivibili a condizioni infiammatorie delle articolazioni sacroiliache.

Acido Ialuronico

Le infiltrazioni con acido ialuronico, hanno un elevato effetto lubrificante e di ammortizzatore delle sollecitazioni meccaniche, nonché un discreto effetto antiinfiammatorio ed analgesico.

Quando è indicata?

L'acido ialuronico ha un’azione protettiva sulle componenti articolari e non ha controindicazioni particolari. Questa terapia è indicata per l'artrosi, per la quale è efficace soprattutto in fase iniziale ed intermedia. Più la malattia sarà avanzata maggiore sarà il rischio di scarso effetto della terapia intrarticolare, con indicazione all'intervento chirurgico.

Controindicazioni

Controindicazioni di massima sono presenza di articolazioni infette o fortemente infiammate (utile in questo secondo caso una preliminare infiltrazione con corticosteroidi); coesistenza di malattie della pelle o infezioni in prossimità del sito d'iniezione; pazienti con accertata sensibilità all'acido ialuronico ed ai relativi composti.

P.R.P. (gel piastrinico)

La miscela di fattori di crescita più comunemente iniettata è chiamata "Platelet Rich Plasma" (PRP), in italiano Plasma Ricco di Piastrine o gel piastrinico. Questa è una sostanza derivata da un lisato piastrinico autologo (lo stesso paziente funge da donatore) che contiene concentrazioni variabili di diversi fattori di crescita.

In cosa consiste?

Il paziente si sottopone ad un prelievo di alcuni cc di sangue, dal quale vengono estratte e lavorate le piastrine autologhe. Le piastrine, di cui è ricco il PRP, rilasciano numerose sostanze che promuovono la riparazione tissutale e modulano l'infiammazione e la neoformazione di vasi sanguigni.

La terapia con fattori di crescita di derivazione piastrinica trova impiego sia nelle lesioni cartilaginee/artrosi precoce che nelle patologie tendinee e muscolari.

Quando è indicata?

Nei tendini il PRP si utilizza nelle condizioni di degenerazione dolorosa (tendinosi) e in presenza di lesioni intratendinee di estensione limitata, come terapia conservativa potenzialmente in grado di evitare l'intervento chirurgico. In genere si ricorre all'uso di PRP quando altri precedenti approcci terapeutici conservativi si sono rivelati inefficaci. Il tendine viene sottoposto di norma a due/tre infiltrazioni di PRP ad intervalli di 15-20 giorni e, contemporaneamente, si inizia un protocollo riabilitativo mirato.