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Rischio cardiovascolare: cosa significa e come ridurlo?

Il rischio cardiovascolare rappresenta la probabilità di sviluppare malattie a carico del cuore e dei vasi sanguigni, come infarto, ictus o insufficienza cardiaca. Valutare e ridurre questo rischio è fondamentale soprattutto in età avanzata, quando i fattori predisponenti tendono ad aumentare. Ne parliamo con il Dott. Gian Luca Iannuzzi, specialista in Cardiologia ed in Geriatria a Napoli.

Quali sono i fattori di rischio cardiovascolare?

I principali fattori di rischio cardiovascolare si distinguono in modificabili e non modificabili.

  • Età avanzata: il rischio cresce con l’invecchiamento, sia negli uomini che nelle donne.
  • Ipertensione arteriosa: valori elevati di pressione sanguigna aumentano il rischio di danni a cuore, cervello e reni. È la malattia cronica associata più frequente al mondo dopo l’artrosi, e mostra un incremento età-dipendente.
  • Colesterolo alto: un eccesso di colesterolo LDL favorisce la formazione di placche aterosclerotiche.
  • Diabete: la presenza di glicemia elevata danneggia progressivamente i vasi sanguigni.
  • Fumo di sigaretta: riduce l’apporto di ossigeno al cuore e accelera l’aterosclerosi, oltre a rappresentare un grave fattore di rischio per cancro e patologia polmonare.
  • Sedentarietà e sovrappeso: peggiorano la salute cardiovascolare e favoriscono ipertensione e diabete.
  • Storia familiare: predisposizione genetica alle malattie cardiovascolari.

Prevenzione del rischio cardiovascolare

La prevenzione si basa su controlli regolari e cambiamenti nello stile di vita. Le misure fondamentali includono:

  • Controllo periodico della pressione e monitoraggio di colesterolemia e glicemia.
  • Alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e povera di grassi saturi e zuccheri semplici.
  • Attività fisica costante, adattata all’età e alle condizioni cliniche (camminata, bicicletta, ginnastica dolce).
  • Sospensione del fumo e riduzione del consumo di alcol.
  • Gestione dello stress, spesso sottovalutato ma importante nella salute del cuore.

Valutazione del rischio in età geriatrica

Negli anziani, la valutazione del rischio cardiovascolare richiede un approccio personalizzato. Gli studi hanno chiaramente confermato i benefici di un puntuale controllo di valori pressori, glicemia, profilo lipidico anche nel paziente in età geriatrica.

Strumenti come gli score di rischio cardiovascolare (ad esempio il punteggio SCORE2 adottato in Europa) aiutano a stimare la probabilità di eventi cardiovascolari nei prossimi anni. Tuttavia, nell’anziano è fondamentale integrare questi dati con la valutazione complessiva dello stato di salute, della fragilità e delle altre patologie presenti.

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Conclusioni

Le malattie cardiovascolari non sono un destino inevitabile: il rischio cardiovascolare può essere ridotto grazie a controlli periodici, stili di vita salutari e una gestione mirata in età avanzata. La prevenzione resta l’arma più efficace per proteggere cuore e vasi sanguigni e garantire un invecchiamento in salute.