Rottura e ricostruzione del legamento crociato

Autore: Dott. Matteo Bruzzone
Pubblicato: | Aggiornato: 14/11/2018
Editor: Top Doctors®
Una delle lesioni più temute da calciatori e sportivi è la rottura dei legamenti crociati del ginocchio. Il nostro esperto in Ortopedia e Traumatologia, il Dott. Matteo Bruzzone, ci parla dell’intervento per ricostruirli

 

 

1) Cosa sono i legamenti crociati e come si possono rompere?

I due legamenti crociati (anteriore e posteriore) si trovano al centro dell'articolazione, tra femore e tibia, e rappresentano letteralmente il perno del ginocchio. Essi limitano la rotazione e la traslazione (lo spostamento) del femore rispetto alla tibia. Sono fondamentali per la stabilità articolare, specialmente negli sport che sottopongono il ginocchio a stress rotazionali e di salto, come calcio, sci, pallavolo e basket.

Proprio durante l'esercizio di tali sport, in caso di traumi distorsivi o movimenti abnormi (ad esempio eccessivo stress in valgo, iperestensione del ginocchio, intra o extra-rotazione, traslazione anteriore o posteriore della tibia), si può verificare la rottura di uno di questi legamenti.  

La lesione del legamento crociato anteriore, decisamente più frequente rispetto alla lesione del posteriore, colpisce dallo 0,1 all'1% della popolazione ogni anno.

 

2) Come si diagnostica la rottura del crociato?

I sintomi della lesione sono il dolore, immediato e di durata variabile, e l'impotenza funzionale (la parziale o completa mancanza di mobilità dell’articolazione). Il gonfiore si manifesta entro le prime ore dalla lesione, ed è dovuto alla presenza di sangue all'interno dell'articolazione. Il quadro clinico varia in base ad eventuali lesioni associate: lesioni capsulo-legamentose periferiche, lesioni della cartilagine articolare, fratture ossee, lesioni meniscali.

Le lesioni legamentose possono essere valutate clinicamente dallo specialista anche immediatamente dopo il trauma, attraverso test specifici che valutano la traslazione della tibia rispetto al femore. La verifica della presenza o meno di una lesione legamentosa viene effettuata tramite l'esecuzione di esami strumentali, quali la radiografia e la risonanza magnetica del ginocchio, utili a valutare anche eventuali lesioni associate.

 

3) Quando è il caso di ricorrere alla chirurgia?

L'intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore va eseguito nei casi di forte instabilità articolare, instabilità che interferisce con la vita professionale e/o ricreativa del paziente. In particolare, indipendentemente dall'età, se il paziente vorrà continuare a praticare certi sport “di pivoting”(dove si eseguono movimenti di rotazione), dovrà considerare l'intervento di ricostruzione.

Senza un legamento crociato si può avere una vita normalissima, ma per fare sport ad un certo livello il più delle volte occorre operarsi. La necessità o meno di sottoporsi all’intervento è anche legata alla presenza di lesioni associate (per esempio, una lesione cartilaginea grave o una lesione meniscale che necessiti di sutura).

 

4) In cosa consiste la ricostruzione del legamento crociato?

La ricostruzione del legamento crociato anteriore o posteriore consiste nel sostituire con tecnica artroscopica il legamento lesionato con un tendine prelevato da un'altra parte del ginocchio del paziente (rotuleo o ischiocrurali). In certi casi possono essere utilizzati tendini artificiali o trapianti da cadavere. 

Durante l'intervento occorre trattare anche le eventuali lesioni concomitanti, che si possono verificare contestualmente alla lesione dei legamenti crociati durante il trauma distorsivo: regolarizzazioni o riparazioni meniscali, riparazioni o plastiche legamentose periferiche mediali e laterali, trattamento delle lesioni della cartilagine. Sia le lesioni legamentose che cartilaginee, se non trattate, possono portare non solo ad instabilità articolare, ma anche ad artrosi precoce del ginocchio.

 

5) Quali sono i tempi e le modalità di recupero?

L'intervento, proprio perché eseguito con tecnica mini-invasiva, può essere eseguito in giornata o con ricovero in ospedale di una sola notte. Nelle lesioni legamentose isolate si può fin da subito caricare la gamba operata, inizialmente utilizzando stampelle, e la possibilità di mobilizzazione è completa. 

Il ritorno ad una vita normale avviene mediamente dopo 3-4 settimane, mentre per il completo recupero ed il ritorno alla normale attività sportiva occorrono, a seconda delle tecniche utilizzate e dal tipo di lesione, dai 4 ai 6 mesi. Un corretto programma fisioterapico e un'attenta monitorizzazione da parte del chirurgo durante la riabilitazione è fondamentale per il successo dell'intervento. 

Dott. Matteo Bruzzone
Ortopedia e Traumatologia

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