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Seno tuberoso: tecniche, risultati e tempi dell’intervento

Il seno tuberoso è una malformazione congenita della ghiandola mammaria che si manifesta con uno sviluppo anomalo della forma del seno. In particolare, il polo inferiore risulta insufficiente, mentre la base della mammella è stretta e cilindrica. Questo comporta una deformazione evidente della forma del seno, che appare "a tubero", spesso con una marcata protrusione della ghiandola nella zona dell’areola 

Caratteristiche e diagnosi 

Il seno tuberoso può interessare uno o entrambi i seni, ma è spesso presente in modo asimmetrico. Il solco sottomammario risulta alto e poco definito, e l’areola appare dilatata. Nei casi più complessi si associa a una marcata differenza volumetrica tra i due seni (anisomastia), aumentando il disagio fisico ed estetico della paziente. 

Obiettivi dell’intervento chirurgico 

La correzione del seno tuberoso ha come obiettivo la ricostruzione della forma armonica del seno. È fondamentale sviluppare un polo inferiore adeguato e correggere eventuali asimmetrie volumetriche. In molti casi, viene posizionata una protesi mammaria, anche di dimensioni differenti, per ottenere una simmetria soddisfacente. Viene inoltre trattata l’erniazione areolare con tecniche mirate a ridurre la dilatazione e a restituire un aspetto naturale.

Tecnica operatoria 

Durante l’intervento, il chirurgo interviene per ridefinire il solco inframammario e per allargare la base della mammella. Questo permette alla protesi di modellare correttamente il nuovo volume e la nuova forma del seno. In alcuni casi selezionati, si ricorre al trapianto di tessuto adiposo (lipofilling) oppure all’uso di espansori esterni, soluzioni che permettono di ottenere risultati più personalizzati e stabili nel tempo. 

Anestesia e durata 

L’intervento dura in media tra le 2 e le 3 ore e può essere eseguito in anestesia locale con sedazione o, nei casi più complessi, in anestesia generale. La paziente può essere dimessa in giornata o restare una notte in clinica a seconda delle necessità cliniche e delle preferenze. 

Decorso post-operatorio 

Il recupero varia in base al tipo di tecnica utilizzata. Nei primi giorni è normale avvertire dolore localizzato e limitazione nei movimenti, soprattutto se le protesi sono posizionate sotto il muscolo. I drenaggi vengono rimossi entro 5–12 giorni, mentre i punti di sutura vengono tolti intorno al 12° giorno post-operatorio. 

Possibili complicanze 

Come per ogni intervento, esistono alcune complicanze, tra cui ematomi, infezioni, contrattura capsulare o dislocamento della protesi. Gli ematomi di piccola entità si riassorbono autonomamente, mentre le infezioni richiedono un trattamento antibiotico mirato o, in rari casi, la rimozione temporanea della protesi. Le complicanze più tardive, come la contrattura capsulare, possono essere gestite con interventi ambulatoriali di capsulotomia, spesso evitati con l’uso di protesi in poliuretano. 

Risultati e stabilità 

Il risultato estetico finale si stabilizza con il tempo. Nei pazienti più giovani possono essere necessari piccoli ritocchi per adeguare il risultato all’evoluzione del corpo. Le moderne tecniche e le protesi di ultima generazione permettono comunque di ottenere un seno armonioso, simmetrico e dall’aspetto naturale.


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